Vicenza

Ponte di Debba: moria di pesci causata dalla carenza di ossigeno

La moria di pesci riscontrata a fine maggio sul Bacchiglione, nella località di Ponte di Debba, è riconducibile alla riduzione dell’ossigeno presente nell’acqua.

A certificarlo sono le verifiche ambientali realizzate da Arpav che, sulla base delle attività in loco e delle analisi di laboratorio, hanno escluso la presenza di contaminazioni e ricondotto il fenomeno all’elevata temperatura e alla concomitante ridotta portata dei fiumi causata dalla prolungata siccità.

Tali fattori hanno determinato condizioni di stress per la fauna ittica, che hanno plausibilmente portato alla moria di alcune specie nel Bacchiglione.

L’assessore Simona Siotto

“Il difficile momento che stanno attraversando i fiumi – commenta l’assessore all’ambiente Simona Siotto – ha purtroppo degli effetti disastrosi sull’intero ecosistema.

Siamo sollevati che, da quanto riscontrato da Arpav, l’origine del fenomeno non sia dovuta alla dispersione nell’ambiente di inquinanti. Non sottovalutiamo però la grave crisi idrica che sta vivendo il nostro territorio e ci aspettiamo purtroppo non solo il ripetersi di fenomeni simili ma anche il loro aggravamento. È la stessa Arpav ad avvertire infatti che il perdurare delle attuali condizioni meteo climatiche di alta temperatura e siccità accentuata, con la conseguente portata ridotta del fiume, potrebbero determinare nelle prossime settimane degli episodi analoghi se non più gravi”.

Nel dettaglio, la relazione di Arpav evidenza che dalle analisi dei campioni prelevati in vari punti del fiume Bacchiglione si confermano valori di ossigeno, in particolare, e di azoto ammoniacale non ottimali rispetto agli standard di qualità delle acque destinate alla vita di pesci.

Inoltre, i controlli effettuati sui depuratori civili di Longara e Casale non hanno evidenziato criticità di rilievo.

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