Vicenza

Matteo Quero, politica e meritocrazia a Vicenza

Vicenza – Molto si sta scrivendo sulla vicenda umana di Matteo Quero che, per la seconda volta in pochi anni, ha fatto fare una pessima figura istituzionale alla città di Vicenza. Nessuno però si sofferma sul fatto che la politica troppo spesso si riempie la bocca della parola “meritocrazia” quando parla dei pubblici dipendenti, mentre tale misura non viene quasi mai applicata quando la stessa politica nomina cariche o dirigenti pubblici. Lì vale la regola della fiducia o dell’amicizia, più che la meritocrazia.

Matteo Quero

Non può uscirne pulito politicamente da questa storia il sindaco Variati che, per la seconda volta in poco tempo, ha premiato il suo amico Quero con una carica pubblica, una nomina ad amministratore unico di Amcps. Che titoli aveva Matteo Quero per rivestire quel ruolo? Oltre all’amicizia del sindaco e del suo entourage non ci risulta che Quero avesse titoli di studio o professionali specifici, eppure è stato chiamato, e retribuito, a guidare la più importante azienda municipalizzata del Comune di VIcenza.

Variati ha preferito nominare un suo amico piuttosto di selezionare uno dei tanti giovani ingegneri o laureati che le nostre università preparano e che troppo spesso sono costretti a cercare lavoro all’estero, perchè in Italia funziona così! Per questo la pubblica amministrazione viene percepita dai cittadini come un carrozzone: gli amici degli amici chiamati a dirigerla sono spesso tirati dentro da quella stessa politica che poi punta il dito con estrema facilità contro i dipendenti “furbetti o fannulloni”. La rivoluzione nella pubblica amministrazione deve iniziare proprio dalla classe dirigente e dall’onestà, anche intellettuale, della classe politica che l’amministra.

Maria Teresa Turetta – Cub Vicenza

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