Veneto

Rifiuti urbani, Veneto leader per la differenziata

Il Veneto si conferma leader a livello nazionale per la gestione dei rifiuti urbani. Questo, naturalmente, grazie agli enti locali e alla virtuosità dei veneti, che lo Stato dovrebbe riconoscere in modo concreto. Invece c’è rischio che, se passa la riforma costituzionale, lo Stato tolga le competenze ambientali alle Regioni. Se succedesse la nostra regione tornerebbe indietro di anni.  E’ questa la preoccupazione espressa dall’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo Bottacin, che ha presentato oggi, a Venezia, assieme al direttore generale dell’Arpav, Nicola Dell’Acqua, l’ultimo rapporto sulla “Produzione e gestione dei rifiuti urbani nel Veneto”, curato dall’osservatorio regionale rifiuti istituito presso la stessa Arpav.

Illustrando i dati del rapporto, Dell’Acqua ha confermato il trend positivo della raccolta differenziata, che nel 2015 si attesta in Veneto al 66,5%, oltre un punto percentuale in più rispetto all’anno precedente a fronte di una produzione complessiva di rifiuti urbani di oltre due milioni di tonnellate, che fa registrare una diminuzione (-2,2%). La produzione annuale di rifiuti pro capite è di per 445 chilogrammi, valore tra i più bassi d’Italia nonostante il Veneto abbia un Pil elevato e registri più di 60 milioni di presenze turistiche annue.

In totale i rifiuti urbani avviati a recupero nel 2015 ammontano a oltre 1,5 milioni di tonnellate con un aumento dell’1% rispetto all’anno precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di Padova e di Schio, pari a 185 mila tonnellate annue (-1,6%), e una riduzione anche per i quantitativi conferiti nelle nove discariche attive sul territorio regionale, pari a 119 mila tonnellate (-7,7%).

Per quanto riguarda i dati di raccolta differenziata suddivisi per provincia: Treviso ha raggiunto il valore più alto, toccando quota 82%, seguita da Belluno con il 71%, Vicenza con il 69%, Verona 65%, Rovigo e Padova 64% e Venezia 60% . I dati sono positivi anche considerando le difficoltà incontrate da Venezia e dai comuni turistici caratterizzati da intensi flussi stagionali. I dati complessivi sono ampiamente in linea con gli obiettivi del Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato nel 2015, che prevede il raggiungimento del 76% di raccolta differenziata nel 2020, soglia già superata da 173 comuni. Sono 502 su 579 i comuni veneti che hanno adottato sistemi di raccolta porta a porta.

Le condizioni che hanno permesso questi risultati sono la diffusione della raccolta a domicilio delle frazioni riciclabili, in particolare la frazione organica, l’elevata presenza nel territorio di centri di raccolta, il notevole sviluppo dell’industria del recupero, le tariffe per il servizio proporzionali alla quantità di rifiuti prodotti, la diffusione del compostaggio domestico.  L’assessore Bottacin ha messo in rilievo anche l’attività di controllo realizzata dall’Arpav e la collaborazione con il nucleo dei carabinieri del Noe, precisando che sono ancora presenti sul territorio situazioni di criticità ereditate dal passato che richiedono interventi non facili e risorse per essere risolte.

“In Veneto – ha detto Bottacin – è cambiata la cultura per quanto riguarda i rifiuti, a partire dai cittadini, e questo nuovo approccio ha dato ottimi risultati che meriterebbero meccanismi di premialità. Sono invece preoccupato se le competenze ambientali passeranno tutte allo Stato. Ricordo che, nonostante la netta contrarietà delle amministrazioni regionali, il governo pareva intenzionato a procedere con la realizzazione di dodici nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti a valenza strategica nazionale in dieci regioni, uno dei quali avrebbe dovuto essere nel territorio veneto. Siamo riusciti a far cancellare questo disegno dopo una lunga battaglia, ma se tutto andrà in mano al governo non avremo più voce in capitolo”.

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