Sanità

Ospedale di Santorso raddoppia la capacità operativa del centro PMA

Ospedale di Santorso: nuove dotazioni per la procreazione medicalmente assistita

Prosegue il programma di potenziamento del servizio: sono stati installati il secondo micromanipolatore e la seconda criobanca, che raddoppiano la capacità operativa e di conservazione della struttura.

Continua il programma dell’ULSS 7 Pedemontana per il potenziamento del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’ospedale di Santorso. Sono stati infatti installati in questi giorni, il secondo invertoscopio con micromanipolatore e la seconda criobanca che erano stati acquistati lo scorso anno. Per un investimento complessivo di oltre 100 mila euro.

Raddoppiata la capacità operativa

Con queste nuove dotazioni di fatto il centro raddoppia la propria capacità operativa e di conservazione.

Il micromanipolatore, infatti, è il sofisticato super-microscopio che viene utilizzato dai biologi di laboratorio durante la delicata fase di formazione degli embrioni e si affianca appunto ad un’analoga apparecchiatura già presente.

Dott.ssa Fantinato: “Un passo avanti importante”

«Averne due – spiega la dott.ssa Sara Fantinato, direttore dell’U.O.C. Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Santorso – consentirà ai due biologi di lavorare in coppia. Dunque con un maggiore controllo sull’attività svolta e con la possibilità in futuro anche di formare più rapidamente e più facilmente nuovi biologi, in quanto è possibile collegare le due apparecchiature così che un biologo in formazione possa seguire l’attività del collega più esperto».

Parallelamente, la nuova criobanca è in grado di contenere 4.000 postazioni per embrioni e gameti, che vengono conservati in azoto liquido ad una temperatura di -196 C°. «Era essenziale incrementare anche le nostre capacità di stoccaggio, perché con l’incremento dell’attività del centro è cresciuta anche la necessità di conservare embrioni e gameti».

Numeri in crescita

A confermare la crescita dell’attività sono i numeri. Nel corso del 2023 le prime viste sono state 270 (più che raddoppiate rispetto alle 124 effettuate nel 2022).

Il tutto grazie anche ad una dotazione di personale che è stata recentemente potenziata. Attualmente lo staff prevede la presenza di 4 medici, 2 biologi, 3 infermiere e 1 coordinatrice infermieristica.

La soddisfazione della dott.ssa Fantinato

La dott.ssa Sara Fantinato commenta così i risultati raggiunti dal servizio di PMA. «Innanzitutto ringrazio la Direzione per il sostegno che ci ha garantito, attraverso gli investimenti per l’ampliamento della struttura, l’acquisto delle nuove apparecchiature e il potenziamento dell’organico. Tutto questo ci ha consentito di aumentare in modo significativo i volumi di attività, facendo fronte all’andamento crescente delle richieste. Ma sono orgogliosa anche e soprattutto della qualità delle prestazioni erogate e dello spessore clinico e umano della squadra che lavora nella PMA, che è un servizio dove l’utilizzo delle metodiche e delle tecnologie più avanzate deve andare di pari passo con una particolare sensibilità umana. “

Nuova collaborazione per l’infertilità maschile

Nel frattempo alla PMA di Santorso è già partita un’altra novità: grazie alla collaborazione con l’Unità Operativa Semplice di Urologia coordinata dalla dott.ssa Adara Caruso, è stato attivato anche il trattamento di 3° libello per l’infertilità di tipo maschile, ampliando così in modo significativo le possibilità terapeutiche disponibili per le coppie».

Immagine di copertina: dott.ssa Sara Fantinato, direttore dell’U.O.C. Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Santorso

Comunicato del 4 marzo 2023

Fonte: Giovanni Bregant

Articoli correlati

Ti potrebbe interessare...
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio