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Valdagno: eccidio di Piana, domani la cerimonia per il 79° anniversario

Valdagno commemora il 79° anniversario dell’Eccidio di Piana. Domani, sabato 16 settembre, nel centro della frazione cittadina si terrà la cerimonia per ricordare le 61 vittime dell’eccidio nazifascista del 9 settembre 1944.

La commemorazione – organizzata dal Comune di Valdagno e dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – si aprirà alle 9.30 con la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti in località Battistini.

I partecipanti, in corteo dal Circolo Operaio di Piana, raggiungeranno quindi il monumento in piazza e il cimitero per la deposizione di due corone e l’onore ai caduti.

La cerimonia si sposterà poi nel parco di comunità dove, a partire dalle 10.30, si terranno i saluti delle autorità e alcuni interventi proposti dagli studenti delle scuole di Valdagno.

Ad accompagnare la commemorazione saranno i brani musicali del “Complesso Strumentale Vittorio Emanuele Marzotto Città di Valdagno”.

In caso di maltempo, la cerimonia si terrà nella sala Aurora di Piana.

Vincenzo Grandi Comune di Valdagno – Ufficio stampa
vgrandi@comune.valdagno.vi.it

Valdagno

ECCIDIO DI PIANA

OPERAZIONE TIMPANO (9 – 12 settembre 1944) PRIMA PARTE

Il Rastrellamento del 9 settembre alla Piana di Valdagno venne pianificato come “Pauke Ubung”, operazione timpano.
L’operazione era nata per scardinare tutte le formazioni partigiane della dorsale Agno-Chiampo e della Lessinia, nello specifico la “Stella” della Garemi e la “Pasubio”, due fatti tuttavia portarono a modificare all’ultimo momento il piano originario e a colpire, per prima, la sola Stella.

Il Marozin (nome di battaglia “Vero”) comandante della Pasubio che occupava la Lessinia ebbe contatti per una tregua con i tedeschi.

L’accordo non si concluse, e i nazifascisti, che erano già preparati, fin dal 3 settembre agirono con una serie di puntate che restrinsero alle parti alte dell’altopiano la presenza della Pasubio. Questo permetteva che le truppe antipartigiane penetrassero senza contrasti lungo la valle del Chiampo e occupassero i punti chiave della dorsale del territorio della Stella.

La Stella (battaglione Brill)

si era spinta in forze verso la frazione di Piana uscendo dalla zona di fitto bosco dei Faldi. Ciò mise i tedeschi nell’opportunità di colpire, in una zona dove il terreno era sfavorevole ai partigiani, la formazione più importante e combattiva di tutta la brigata.

Durante la notte dell’8 settembre i soldati tedeschi e fascisti repubblicani raggiungono i punti di partenza, risalendo le valli dell’Agno e del Chiampo. L’operazione prevede il rastrellamento, con attacco dal basso, di due aree, Piana di Valdagno e Selva di Trissino, e la creazione di una linea di sbarramento sullo spartiacque tra la Valle del Chiampo e la Valle dell’Agno per chiudere ogni via di fuga ai partigiani.

Il 9 Settembre 1944 le truppe di rastrellamento nazi-fasciste attaccano Piana di Valdagno e riescono a cogliere di sorpresa partigiani e civili utilizzando una nuova tattica mai messa in atto nella zona, che pure aveva visto pesanti rastrellamenti nel luglio precedente, e che si può schematizzare in una serie di operazioni.

Isolamento della zona;

occupazione dei posti strategici più elevati; individuazione e segnalazione per mezzo di razzi dei nuclei di resistenza; smantellamento della resistenza prima per mezzo di mortai ed armi a tiro lungo, successivamente con l’attacco frontale; continuo transito di pattuglie nella zona, coperte dalle postazioni strategiche, alla ricerca dei partigiani sbandati od isolati. Il 12 settembre, i tedeschi e gli ucraini salgono da Trissino; alle otto del mattino in silenzio passano per “Piana cattiva”, poi arrivano a Quargnenta e, per la strada sopra Contrà Mori, tornano nella zona di Piana.

Colonne armate scendono dal Passo di S. Caterina e da Campanella, da Alvese e dai Fochesati, da Zovo di Marana, da Campodalbero, da Durlo, da Campofontana (Vr), da Vestinanuova (Vr); o salgono da S. Pietro Mussolino, da S. Giovanni Ilarione (Vr) per Chiampo.

Questo secondo rastrellamento rischia di dare il colpo di grazia alla “Stella”, già fortemente colpita.

Scrive infatti “Catone” a “Jura”:

“Lo sbandamento del sabato [9 settembre] non fu poi tanto grave, ma ciò che contribuì a demoralizzare il morale di molti popolani e quello di molti garibaldini fu il secondo e critico rastrellamento di martedì 12 c.m. In seguito a questo rastrellamento andarono perdute altre armi, mentre causò lo sbandamento totale di quei piccoli gruppi rimasti uniti…”. “l’11 [12] settembre u.s., nella zona Piana-Festaro, veniva effettuata un’azione di rastrellamento da parte di militi della Gnr.

Durante un conflitto contro i banditi venivano recuperati un mitra, tre parabellum, tre moschetti, bombe a mano, munizioni e numerose licenze firmate in bianco.”

Le persone uccise

nella 2^ fase dell’Operazione “Timpano”, sommano a 46 partigiani e 16 civili, comprendendo i cinque (tra cui un ignoto) che sono fucilati a Piovene Rocchette, vicino alla Birreria.

Almeno 247 sono le famiglie vicentine sinistrate nella 2^ fase dell’Operazione Timpano; case, stalle, fienili, casoni, mobili, vestiti, tutta la loro poca “roba”, sono bruciate con il lanciafiamme e distrutte con bombe a mano e cannonate.

BIBLIGRAFIA E SITOGRAFIA:
http://www.straginazifasciste.it/…/Val%20Chiampo%20e…
http://www.cardinibruno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=50:restrellamento-del-9-settembre&catid=3:garemi&Itemid=6
http://www.studistoricianapoli.it/

Fonte Valdagno storica

 

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