Montagna vicentina

Turismo sociale e inclusivo sull’Altopiano

Al via un progetto di rete tra Ulss 7 Pedemontana, Comuni e realtà del territorio – Turismo sociale e inclusivo sull’Altopiano.

Il progetto prevede l’individuazione in ogni Comune dell’Altopiano di strutture ricettive accessibili
per turisti disabili ma anche in grado di accogliere stage per l’integrazione lavorativa, sentieri accessibili e attività ricreative

Al via un grande progetto di rete

per rendere l’Altopiano dei 7 Comuni un punto di riferimento e un modello anche per il turismo accessibile, considerando quest’ultimo non solo un fondamentale impegno etico, ma anche una reale e rilevante opportunità di sviluppo economico.

L’iniziativa è stata presentata ufficialmente ieri, alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità e ai Servizi Socio-Sanitari Manuela Lanzarin, il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza e i Sindaci dell’Altopiano.

Il tutto con un contributo di oltre 130 mila euro da parte dell’ULSS 7 Pedemontana, frutto di un apposito finanziamento nazionale integrato da un contributo della Regione Veneto.

L’iniziativa rientra infatti nel progetto “Turismo sociale e inclusivo nel Veneto”

presentato dalla Regione Veneto in risposta all’avviso pubblico ”per il finanziamento di progetti per il turismo accessibile e inclusivo per persone con disabilità” promosso dal Ministro per le disabilità di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro del turismo e l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In sintesi, il progetto prevede la costruzione di un’offerta dedicata che preveda, all’interno di ciascun Comune dell’Altopiano, la presenza di almeno una struttura in grado di accogliere soggetti diversamente abili, un sentiero accessibile e l’offerta di almeno un’attività ricreativa adatta anche ai diversamente abili.Turismo sociale e inclusivo

Inoltre, per quanto riguarda le strutture ricettive aderenti, oltre a garantire l’accessibilità ai turisti si impegneranno anche a ospitare persone diversamente abili per tirocini di integrazione lavorativa, sia provenienti dal territorio dell’Azienda Socio-Sanitaria, sia inviati per fare esperienza sull’Altopiano da altre zone del Veneto, in un’ottica di reciproco scambio.

Per quanto riguarda le attività ricreative,

invece, è da sottolineare che la proverbiale versatilità e ricchezza di offerta dell’Altopiano ha trovato ancora una volta conferma: tra le possibilità previste dal progetto figurano infatti escursioni a cavallo, sci, passeggiate con i lama, percorsi da affrontare con il quad e altro ancora.

E tra le attività proposte, a maggio e giugno del prossimo anno ci sarà anche l’opportunità di godere del panorama mozzafiato dell’Altopiano dall’alto, volando con un aereo a due posti messo a disposizione dall’associazione Lions Club International.

«Parlare di inclusività e accessibilità – sottolinea il Direttore Generale Carlo Bramezza – comporta il coinvolgimento di tutta la filiera turistica, dalla ricettività alberghiera alla ristorazione, dalle strutture per il tempo libero e lo sport ai servizi di trasporto, oltre naturalmente ai servizi socio-assistenziali territoriali.

Turismo sociale e inclusivoMettere in rete tutto questo significa garantire a tutti l’accesso ad esperienze di vita, valorizzando la centralità della persona. Nella costruzione di questo programma, ancora una volta abbiamo trovato una grande collaborazione e disponibilità da parte di tutte le Amministrazioni Comunali dell’Altopiano, che oltre a vedere giustamente nel turismo inclusivo un’opportunità di ulteriore sviluppo, hanno dimostrato anche una grande sensibilità etica».

Il progetto sarà operativo già dal mese di novembre,

per concludersi formalmente a novembre 2023, ma l’obiettivo è dare all’iniziativa un respiro ancora più ampio, come spiega il dott. Eddi Frezza, responsabile dell’Unità Operativa Semplice “Sociale” e coordinatore del progetto:Turismo sociale e inclusivo

«Quello in Altopiano è davvero un turismo a 360° giorni e il pacchetto di strutture e attività che abbiamo costruito lo dimostra. Ma questo è solo il primo passo, perché l’obiettivo è quello di consolidare il progetto nel territorio e far sì che esso possa autogestirsi e autoalimentarsi, creando così una rete di strutture ricettive, infrastrutture e servizi che possa durare nel tempo e crescere sempre di più».

Comunicato stampa n. 191
6 ottobre 2022

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