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Malo: oltre 100 nuovi punti luce a LED nel territorio comunale

Malo: Completata l’illuminazione al Montecio

La rimessa a nuovo

Il rinnovamento dell’illuminazione pubblica puntando all’efficienza e al risparmio energetico ha visto la sostituzione di oltre un centinaio di punti luce nel territorio comunale, di cui ben 105 nella sola frazione di San Tomio.

Ne sono stati sostituiti 13 in via Deledda, nei pressi degli impianti sportivi e della scuola primaria di Case. Installata illuminazione alimentata da sistemi fotovoltaici anche nelle vie Leogretta, Gramsci, San Rocco e Parisotto.

Completata infine l’illuminazione del percorso pedonale basso del Montecio, che consentirà ai fruitori, molti dei quali arrivano da altri comuni, di praticare attività fisica anche nelle ore serali.

L’ultimo tratto ad essere interessato è stato quello tra via Deledda e via Dante, che non era ancora illuminato. Ora il tracciato, lungo un miglio, è percorribile con il calare della sera grazie ai 26 lampioni installati per un investimento di 76 mila euro.

Malo, 27 marzo 2023

In copertina: foto del percorso illuminato del Montecio

Fonte dr.ssa Monica Rita Filippi Responsabile dei Servizi al Cittadino Comune di Malo

Montecio un po’ di storia

Collina boscosa a nord di Malo dotata di un percorso vita, ora luogo di ristoro e di passegiate per i maladensi.

La sua storia parte da lontano. Conosciuto dai latini come Monticulus o Monticlus, il monticello, ospitava fin al quattrocento una zona boscosa d’altura che si estendeva compatta a nord-ovest fino alle sponde del torrente Livergon e oltre sulle pendici del Monte di Malo. Vi dominava una foresta di roveri, lecci, frassini, castagni con radure a macchia di noccioli e ontani. Dagli inizi del Cinquecento viene denominato il Montecio e diventa luogo di contrasto tra due concezioni opposto di uso del territorio.

La famiglia Muzani di Capovilla vi sistema alcune terrazze per olivi presso le falde sud-ovest dell’altura e vi costruisce una torretta-roccolo. Per anni i maladensi faranno causa alla famiglia per avere un uso libero del monticello per la caccia, pesca, legnatico e raccolta. Testimonianza di queste liti sono raccolte numerose nell’archivio storico del Comune e nell’archivio di stato. Le aree intorno al Montecio già nel 1668 risultano quasi completamente di proprietà dei Muzan che oltre agli olivi piantano alberi da frutto, viti e castagni. Nel 1700 si aggiungono una quagliara, piscine e canali per irrigazione con le acque deviate dal Livergon e allevamento di pesci. Sempre in quel secolo si costruirà la “mura dal conte” che, da ogni lato, circonderà l’area del Montecio e di altri 75 campi vicentini. Si crea così l’area recintata più grande di tutto il paese.

Metà ottocento

Nella metà dell’ottocento le terrazze della collina sono in abbandono. La zona viene abbandonata e vi cresce spontaneo un bosco di castagni finchè nel 1867 da Venezia vengono ad abitare a Malo Antonio e la figlia Elena Muzan, sposa del conte Aldo Morandi Bonacossi. Questi cura il rinnovamento arboreo ripristinando balze e vigneto, filari di olivi e piante da frutto nelle terrrazze sud-ovest. Nelle groppe dell’altura, accanto ai ceppi di castagni vengono piantati degli abeti.

1917

Nel 1917 la collina viene sconvolta da trincee, terrapieni e gallerie per approntare difese in vista della resistenza qualora gli austriaci rompessero il fronte sul Pasubio.

1950

Attorno al 1950 la “mura del Conte” venne abbattuta, restano solo due pilastri settecenteschi che immettevano nel “serraglio”. Sono visibili presso il centro di Malo di fronte al Museo Casabianca.

Quasi tutti i campi del brolo vengono trasformati in zona edificabile e riempiti da varie costruzioni residenziali. Unico luogo salvato dalla cementificazione, il Montecio. Simbolo di un territorio completamente trasformato dall’uomo è ora diventato un piccolo polmone verde ricco di fauna selvatica e di fatto divenuto il luogo più amato dai maladensi.

Fonte dal sito: Comune di Malo (VI)

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