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Centro antiviolenza: entro la primavera si trasferirà in via Vaccari

Centro antiviolenza: entro la primavera si trasferirà in via Vaccari 113 in sede più accogliente.

Il Centro antiviolenza (Ceav) avrà una nuova sede, più accogliente e adatta alle esigenze del servizio. L’amministrazione, infatti, ha individuato nell’edificio comunale di via Vaccari 113, ai Ferrovieri, il luogo migliore dove accogliere il centro che ogni anno gestisce decine e decine di casi per conto dei Comuni dell’Aulss 8 Berica. Mettendo a bilancio 50 mila euro per la sua ristrutturazione È la risposta forte a un fenomeno che la pandemia ha contribuito ad acuire all’interno delle mura domestiche, soprattutto a causa della convivenza forzata imposta nel lockdown.

Oggi il sindaco Francesco Rucco, gli assessori al patrimonio Roberta Albiero e alle politiche sociali Matteo Tosetto e il consigliere comunale Ivan Danchielli, sono stati in sopralluogo nella futura sede insieme a Maria Zatti, presidente dell’associazione Donna chiama donna che gestisce il servizio, e ad Anna Massaro, componente del Cda di Agsm Aim che ha deciso di dare un supporto al centro.

“Dopo la sua ristrutturazione – ha detto il sindaco Francesco Rucco – trasferiremo il Ceav in questo edificio che ha dimensioni e spazi più adatti ad accogliere persone che hanno subìto violenze fisiche e psicologiche. In questo periodo particolarmente complesso, insieme all’attività di formazione che andremo a fare nelle scuole, l’apertura del nuovo centro è il segnale tangibile di vicinanza della nostra amministrazione alle persone, e in particolare alle donne, in difficoltà”.

Come ha ricordato l’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto, “i nuovi e più adeguati spazi di via Vaccari 113 andranno a sostituirsi all’attuale sede di stradella dei Cappuccini 67, grazie alla decisione della giunta, già inserita nell’ultima variazione di bilancio, di destinare a questo scopo 50 mila euro dei 743 mila ancora disponibili nel Fondo comunale per l’emergenza Covid”.

Altri15 mila euro sono stati prelevati dallo stesso fondo per l’attività di sensibilizzazione nelle scuole, mentre Aim Agsm ha destinato 5 mila euro all’attività, consentendo all’associazione Donna chiama donna di aumentare le ore di consulenza.

“L’edificio di proprietà comunale – ha aggiunto l’assessore al patrimonio Roberta Albiero – risulta particolarmente adatto a questa delicata attività. Indipendente e dotato di due ingressi, uno dei quali di sicurezza come previsto dalla normativa sui Ceav, è composto al piano terra da due stanze e da un bagno per persone con disabilità, mentre al primo piano ci sono tre stanze per i colloqui riservati e un secondo bagno”.

I nuovi locali saranno pronti in primavera dopo la ristrutturazione per la quale sono stati stanziati i 50 mila euro.

I dati del Ceav
Dal 2012 a oggi sono state seguite 1072 donne nelle due sedi di Vicenza e Arzignano.
Da gennaio ad agosto 2021 il Ceav di Vicenza ha seguito 120 donne, 26 delle quali mai prese in carico in precedenza, ed ha portato a termine 16 situazioni difficili.
Delle 120 donne seguite, la maggior parte (77) ha tra i 31 e i 50 anni, mentre 28 tra i 18 e i 30 anni. Sono 72 quelle con figli minori. 69 non sono economicamente indipendenti.
Più della metà (77) è di nazionalità italiana, 15 provengono dai Paesi dell’est (Moldavia, Romania, Albania, Ucraina, Kosovo e Bosnia), 11 dall’Africa (Ghana, Marocco, Nigeria, Senegal).
Per quanto riguarda la residenza, 64 donne abitano in città, 42 in provincia, 3 fuori Regione.
La motivazione che le porta a contattare il centro è il fatto di aver subìto maltrattamenti o violenze dal partner (71), dall’ex partner o coniuge (20), da altre persone (12).

Nel 2020 il Ceav di Vicenza ha seguito 223 donne, di cui 127 prese in carico per la prima volta. Sono stati 126 i casi conclusi. 124 avevano figli minori, 123 non erano indipendenti economicamente, 140 le italiane, 61 delle quali residenti a Vicenza, 79 in provincia e 3 fuori Regione.
La fascia di età più colpita è stata quella che va dai 31 ai 50 anni (141 donne), ma è cresciuto anche il numero delle donne più giovani, con età tra i 18 e i 30 anni (45).
La motivazione che ha portato le donne a contattare il Centro è stato per maltrattamenti dal partner convivente/coniuge attuale (140) o ex partner/coniuge (43).

Attivato nel 2012, il Ceav è affidato all’associazione Donna chiama Donna che, attraverso professioniste, garantisce i servizi specificatamente dedicati alle donne vittime di violenza.
In particolare, lo sportello di ascolto della sede di Vicenza è a disposizione lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 14, il giovedì dalle 9 alle 17.

Per informazioni e contatti:
https://www.comune.vicenza.it/cittadino/scheda.php/42720,71654

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