Italia

Roma: uccisa Manuela Petrangeli. Necessari percorsi di empatia

Urgente promuovere l’educazione emotiva nelle scuole

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime tutto il suo cordoglio per l’ennesimo omicidio, commesso ai danni del genere femminile: un’altra vittima, una fisioterapista, Manuela Petrangeli, di 50 anni, a Roma, cade sotto i colpi di fucile a canne mozze sparati dal suo ex compagno, Gianluca Molinaro. Manuela è certamente un’altra vittima della barbarie, della possessività malata, che rende esseri umani somiglianti ad oggetti di proprietà personale. Nel corso degli anni, i casi di femminicidio stanno crescendo a un ritmo esponenziale: in Italia, indubbiamente, scarseggiano gli “anticorpi” per respingere la prepotenza che ha come origine la disparità di genere.

Il corpo femminile nella pubblicità e nei prodotti d’intrattenimento è spesso strumentalizzato; la donna viene frequentemente esiliata a ruoli di subalternità, inoperosità e accondiscendenza rispetto ai partner maschili.

Necessità di sensibilizzare i giovani al rispetto e alla parità

In considerazione dei molteplici, tragici, episodi di cronaca registrati quasi quotidianamente e aventi come vittime donne, colpevoli di autodeterminarsi e brutalizzate da compagni emotivamente “diseducati”, in una società in cui il corpo della donna è spesso mercificato e banalizzato, è necessario agire rapidamente per sensibilizzare sempre più i giovani al rispetto dell’altro e diffondere i valori della reciprocità e parità.

Percorsi didattici per riconoscere e contrastare la prepotenza

In maniera particolare necessita avviare percorsi didattici che diano gli strumenti per riconoscere forme di prepotenza più o meno nascoste all’interno delle dinamiche interpersonali tra i sessi per eliminarle e contrastare gli stati emozionali negativi (aggressività, bassa autostima) in funzione di maggiore autoconsapevolezza.

Promuovere l’educazione all’empatia e all’emotività nelle scuole

Nella scuola italiana occorre promuovere l’educazione all’empatia e l’educazione emotiva; in particolare necessita costruire un sistema educativo basato sulle competenze personali e relazionali, favorendo la corretta gestione della propria sfera emotiva e sviluppando l’empatia ai fini del riconoscimento e del rispetto dell’altro; inoltre è necessario realizzare interventi formativi indirizzati a responsabilizzare i giovani aprendoli alla solidarietà, alla cittadinanza attiva e ai valori della convivenza civile, sviluppando le competenze trasversali con il supporto delle nuove tecnologie.

Prof. Romano Pesavento presidente CNDDU

Fonte: Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina “Diritti Umani”

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