Economia

Tasse sul gioco – Il ruolo dello Stato

Si gioca online spesso per divertirsi, ma nulla esclude che, con la mano della dea bendata, non si possa segnare la giusta combinazione ai rulli di una slot machine o trovarsi con la mano migliore a un giro di Texas Hold’Em. In casi come questi, interviene lo Stato italiano, che percepisce direttamente un’entrata grazie alla vincita del giocatore.

Perché lo Stato può tassare il gioco online?

Il gioco d’azzardo illegale è una piaga con cui lo Stato si confronta costantemente, allo scopo di proteggere tutti i giocatori e i potenziali utenti di casinò online. Proprio per questo, grazie all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ADM, ex AAMS, lo Stato interviene nella verifica del comportamento delle sale da gioco fisiche e digitali. Il suo compito è confermare la bontà degli algoritmi implementati nei loro intrattenimenti e la sicurezza dei sistemi di protezione della privacy e delle transazioni.

I portali che superano la verifica ottengono la licenza ADM, che da un lato li colloca nella lista dei casino online italiani autorizzati a operare, a differenza di quelli illegali, ma dall’altro li sottopone al regime fiscale italiano. Esiste dunque una distinzione netta tra casinò legali e illegali, che prende corpo nell’autorizzazione rilasciata da ADM. Non soltanto i casinò legali sono gli unici che possono operare in Italia: sono anche i soli che, tutelando il giocatore in tutte le forme prescritte dalle norme sul gioco responsabile, in cambio pagano la tassa allo Stato.

Come sono tassate le vincite dei giocatori?

Ad alcuni le probabilità di vittoria sembreranno veramente basse. Le probabilità di vincere al superenalotto, facendo 6, sono più basse di quelle di essere colpiti da un fulmine. In ogni caso, i casinò online, con le loro slot machine e roulette, blackjack e videopoker, finiscono talvolta per rilasciare con frequenza diversa jackpot di varia entità. Il giocatore vincente, tuttavia, non percepisce tutto l’introito nel proprio conto di gioco, perché, nei casinò autorizzati, interviene lo Stato per tassare la vincita.

In pratica, il casinò agisce come sostituto d’imposta, fornendo all’utente la vincita già alle nette dette tasse dovute allo Stato. Non tutti i jackpot sono tassati allo stesso modo. I montepremi fino a 500 euro sono infatti esentasse, mentre quelli oltre i 1.000 euro sono soggetti a un’imposta del 15%. Questa percentuale sale fino al 25% per le vincite superiori ai 10 milioni di euro.

Aliquote sui profitti degli operatori

Non da meno, le entrate che derivano allo Stato dalle attività dei casinò autorizzati sono ancora più nutrite. Basti considerare in questo senso tutte le tasse che vengono imposte in base alla tipologia di gioco. Guardando ad esempio ai giochi a estrazione, come lotterie e tombole, oltre che i più generici Gratta&Vinci, l’aliquota è fissata al 10%. Questa sale al 20% nei casi di scommesse sportive e giochi a premi. Infine, in tutti gli altri casi, e quindi con riferimento alle attività dei casinò online, con le loro slot e roulette, l’aliquota imposta è pari al 25%.

Se si ha una stima della portata del gioco online in Italia, il cui volume copre svariate decine di milioni di euro, si può intuire quanto sia importante per lo Stato la tassazione sui casinò digitali. Il doppio canale, che consiste nella tassazione sui giochi e in quella progressiva sulle vincite, garantisce dunque un importante flusso di denaro direttamente alle casse dello Stato.

In conclusione, il meccanismo delle autorizzazioni ADM ricopre un ruolo importante tanto nel contrasto alla dipendenza dal gioco illegale, quanto nell’erario pubblico. Questo perché il flusso di denaro che passa annualmente per i casinò online è destinato a non esaurirsi e a crescere, facendo la fortuna dei casinò autorizzati e, contemporaneamente, dello Stato che li autorizza a far giocare gli utenti.

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