Economia

Primo esercizio della nuova BCC di Verona e Vicenza

DOPO LE FUSIONI OTTIMI RISULTATI PER LA NUOVA BCC di VERONA e VICENZA

Dati di bilancio ottimi, con utile netto che supera i 12 milioni di euro e tutti gli indicatori in crescita.

Il Presidente Piva: “Approvato il piano di crescita triennale 2022-2024, per sostenere e dare slancio al tessuto economico e sociale di un territorio più ampio, tra i più interessanti e dinamici del Paese”.

E’ il primo esercizio della nuova BCC di Verona e Vicenza unita.

“Un 2021 impegnativo – osserva il Presidente Flavio Piva (foto in copertina) – considerato il contesto economico e sociale in cui è avvenuta l’integrazione tra le nostre BCC, ma che presenta già risultati più che soddisfacenti, a conferma della validità delle operazioni, ben due in appena un anno. I risultati dell’esercizio assumono un valore ancor più significativo, considerato il fatto che la nostra BCC ha interamente spesato nell’anno l’effetto del comprehensive assessment del Gruppo Bancario, il calendar provisioning e ha elevato in maniera cospicua il livello delle coperture sia del credito in bonis che del deteriorato- anticipa il Presidente. Tutti gli indicatori principali del bilancio, andamentali, patrimoniali, di liquidità, di credito e gestionali confermano lo stato di buona salute della Banca”.

Due fusioni nel 2021

“Nel corso del 2021, nel pieno delle attività di integrazione organizzativa post fusione tra Banca San Giorgio Quinto Valle Agno e Banca di Verona, abbiamo proposto alla base sociale di accogliere la BCC CereaBanca 1897 nel perimetro di Banca di Verona e Vicenza con un’operazione straordinaria- spiega il Presidente Piva.

La scelta, analizzata con attenzione dal Consiglio di Amministrazione, è stata compiuta in tempi molto rapidi e con grandissimo consenso, con l’obiettivo di dare vita ad un polo Veneto di riferimento all’interno del Gruppo bancario Iccrea. Abbiamo così rafforzato ulteriormente la presenza nell’area di Verona, consolidando ancor più il presidio nell’area di Vicenza”.

La decorrenza operativa dell’ingresso dei soci e dei collaboratori di CereaBanca 1897 all’interno di Banca di Verona e Vicenza è avvenuta lo scorso 21 febbraio. La nuova BCC di Verona e Vicenza conta 411 dipendenti ed è a servizio di oltre 70 mila clienti; la base sociale, arrivata a superare i 18 mila soci, è una delle più importanti nell’area del Nordest. Oggi la Banca amplia la propria area di competenza, presidiando attualmente il territorio tra Vicenza, Verona, Trento, Padova, Treviso e Mantova con 61 sportelli in 52 comuni di insediamento e in 116 comuni limitrofi. “Si tratta- precisano dalla BCC- di aree tra le più interessanti del Paese, sotto il profilo economico – finanziario e del dinamismo sociale e culturale”.

I dati di bilancio 2021

I dati fanno riferimento all’operatività della BCC di Verona e Vicenza nel suo complesso, includendo di conseguenza anche il primo trimestre di Banca di Verona, che è stato oggetto di apposito bilancio di chiusura al 31/03/2021.

“La dinamica delle masse amministrate ha evidenziato una crescita molto significativa, di oltre 480 milioni di euro rispetto al fine anno precedente, raggiungendo i 4,8 miliardi di euro- spiega il Direttore generale Leopoldo Pilati. Il dato è stato superiore alle attese su tutti i comparti: sul fronte della raccolta diretta la crescita è stata di 220 milioni di euro, sugli impieghi vivi per 160 milioni di euro e sulla raccolta indiretta per 104 milioni di euro. Su quest’ultima da sottolineare come la componente di raccolta gestita sia cresciuta di oltre 135 milioni di euro, superando di gran lunga l’obiettivo prefissato e arrivando a 871 milioni di euro”.

Significativi i valori della BCC di Verona e Vicenza in termini di patrimonio e di coperture sul credito deteriorato, che la posizionano ai vertici delle BCC del Gruppo Bancario Iccrea. Da menzionare il patrimonio netto di 235 milioni di euro, prodotto grazie all’utile generato anno per anno dalla Banca con ricorso minimale al capitale di terzi o ad altri strumenti di patrimonializzazione. Gli indicatori di solidità patrimoniale migliorano ulteriormente, con il Texas ratio netto al 9,60% e il CET1 al 23,32%.

“Tali dati – evidenzia Pilati – vanno sicuramente interpretati all’interno del particolare scenario macro-economico del 2021, caratterizzato da una ripresa dopo la forte recessione del 2020 ed ancora fortemente influenzato dagli interventi straordinari a sostegno della liquidità varati dal Governo. Va però sottolineato – prosegue- come la nostra Banca sia stata in grado di proporsi come partner di famiglie e imprese in questo particolare momento storico e questo è indice del nostro forte legame con il territorio”.

La gestione del credito deteriorato ha ampiamente rispettato gli obiettivi posti ad inizio anno, attestandosi ad un valore lordo di 73 milioni di euro. Ottimi i risultati raggiunti anche sui livelli di copertura sulle sofferenze (oltre l’80%) ed del deteriorato (66,8%). L’incidenza del credito deteriorato lordo scende al 4,80% ed il dato netto al 1,70%. Le rettifiche su crediti sono state di oltre 15 milioni di euro.

“L’utile netto, considerando anche il primo trimestre 2021 chiuso dalla BCC di Verona, si attesta 12,2 milioni di euro, ed è stato superiore alle attese – precisa il dg Pilati- valutando i risultati raggiunti sul fronte dello sviluppo delle masse, degli accantonamenti e della redditività complessiva. Con le competenze e la professionalità della nostra squadra, che oggi supera i 400 collaboratori, abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi fissati nel piano delle attività straordinarie per il 2021- conclude. Mi riferisco alla migrazione degli archivi informatici, alle ulteriori attività di integrazione con il Gruppo BCC Iccrea, all’avvio della revisione del modello distributivo e di servizi e all’apertura della filiale di Asiago che conferma la volontà della Banca di svilupparsi ulteriormente”.

Primo esercizio della nuova BCC
Direttore generale Leopoldo Pilati

Sfide del futuro

“In un contesto storico e geopolitico profondamente mutato- spiega il Presidente Flavio Piva- gli scenari di medio termine vedono l’industria bancaria europea ed italiana proiettate al cambiamento. Le richieste della Banca Centrale Europea andranno verso una sempre maggiore solidità bancaria e il sistema sarà chiamato a rafforzare i requisiti patrimoniali e a innovare la sua struttura informatica. In questo contesto – spiega Piva- la nostra Banca sta già lavorando al nuovo piano industriale per il prossimo triennio, integrando il presidio fisico delle filiali con competenze specialistiche e trasversali, soprattutto per la consulenza alle imprese e alla clientela che manifesta esigenze più complesse. Stiamo aggiornando il nostro modello distributivo e di servizio e stiamo lavorando con il Gruppo su soluzioni IT sempre più adeguate al mercato, per rafforzare ancor più la presenza sui canali digitali.

La nostra BCC del futuro?- rilancia Piva. Continuerà a essere nel territorio, multi-accesso e omni-canale, con il cliente al centro e dotata di forti competenze per l’attività consulenziale ad ampio spettro: una BCC che sceglie un’idea evoluta di filiale quale strumento di presenza nelle comunità.  Nel prossimo triennio proseguirà ancora la forte attività di de-risking”.

Responsabilità sociale d’impresa

Nell’ambito dell’esercizio della sua responsabilità sociale d’impresa la Banca ha abbracciato le sfide ESG 2030, orientando la gestione dei propri asset verso investimenti compliant con le linee guida ESG, in linea con gli indirizzi espressi dal Gruppo Bancario.

L’impegno per le comunità è stato nel 2021 di oltre 635 mila euro, nonostante il blocco causa Covid di larga parte delle iniziative tradizionalmente sostenute nel territorio. Gli interventi più numerosi e significativi riguardano l’erogazione dei premi allo studio, in varie forme, per studenti delle scuole superiori e università. Rilevanti anche gli interventi a supporto di strutture parrocchiali per la messa in sicurezza di stabili e spazi ad uso pubblico, quali sale di incontro, asili parrocchiali, campi di gioco-sport e oratori. Inoltre, la BCC aderisce ad accordi finalizzati all’erogazione di prestiti nella forma del microcredito etico-sociale e alla prevenzione dell’usura.

FEDERAZIONE VENETA BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio