Economia

Il terziario Vicentino è in ripresa e ricerca personale

Lo confermano i dati dell’Osservatorio Economico-Occupazionale del 4° trimestre 2022. Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza: “Nel commercio, turismo e servizi, buone chance di crescita personale, lavorativa ed economica” – Il terziario Vicentino è in ripresa e ricerca personale

Confcommercio Vicenza guarda con fiducia ai dati

relativi all’andamento economico-occupazionale del settore commercio, turismo e servizi, del 4° trimestre 2022, rilevati dall’Osservatorio Economico-Occupazionale. Lo studio è la sintesi della rilevazione periodica realizzata dallEnte Bilaterale del Settore Terziario della provincia di Vicenza, attraverso la somministrazione alle aziende del comparto di un questionario on line “ad hoc”. A quest’ultima rilevazione hanno partecipato 350 imprese del comparto.

Dai dati rilevati si osserva come la situazione economica delle aziende nel 4° trimestre 2022 sia stata decisamente più rosea rispetto ai periodi precedenti, segnati dalla pandemia. Il 49% ha dichiarato di considerare il proprio stato di salute discreto, il 36% lo ritiene buono e il 6% ottimo; solo 11% non buono o pessimo.

In questo contesto, il ricorso agli ammortizzatori sociali si è praticamente annullato in tutti i settori: appena il 3% delle aziende del settore ne ha beneficiato nel corso del quarto trimestre 2022, mentre, ricordiamolo, nel primo semestre 2020 ne aveva fatto ricorso il 70% delle imprese del settore, dato che si è assestato su valori più contenuti (35-40%) nella seconda metà 2020 e prima metà 2021, calando al 15% nella seconda metà 2021.

La rilevazione evidenzia, inoltre,

che il 38% delle aziende con dipendenti intervistate prevede di assumere personale nei prossimi 6 mesi, e che il 23% è attualmente (o nei mesi più prossimi) alla ricerca di dipendenti e collaboratori.

Solo l’8% delle imprese con dipendenti prevede di diminuire il personale.

I settori più attivi attualmente nella ricerca sono i settori turismo (43%) e ristorazione (36%), ma non senza riscontrare delle difficoltà nel trovare persone interessate al profilo offerto (il 79% dei casi) o nel trovare candidati senza i requisiti richiesti (64% degli intervistati).

Gli annunci di ricerca di personale sono pubblicati principalmente on-line, su social, o veicolati attraverso il passaparola e le conoscenze personali. Le figure professionali maggiormente ricercate sono il personale di sala, addetti  di cucina, receptionist, impiegati commerciali, magazzinieri, commessi e cassieri.

Il quarto trimestre 2022 si rivela come periodo di sostanziale stabilità per il personale: il 65% delle aziende intervistate, con dipendenti, ha mantenuto invariato il numero di dipendenti, con percentuali analoghe a quanto osservato nel primo, secondo e terzo trimestre 2022. Per il resto delle aziende si osserva un lieve prevalere dei casi di diminuzione del personale (22%) rispetto ai casi di aumento (13%). Per commessi/cassieri e operatori bar prevalgono le frequenze di uscita rispetto a quelle di ingresso.

I motivi delle cessazioni di lavoro osservate sono principalmente legati a dimissioni volontarie del dipendente (per il 71% delle aziende con cessazioni di rapporti di lavoro) e scadenza dei contratti a termine (27%). Solo nel 10% dei casi, diminuire il personale è stata una scelta dell’azienda.

“Stiamo analizzando i dati dello studio dell’Ente Bilaterale del Terziario

alla luce dell’esperienze che riscontriamo direttamente dalle aziende associate che ci segnalano la difficoltà di reperire personale – commenta Nicola Piccolo, presidente della Confcommercio di Vicenza -. Va innanzitutto detto che, anche nei nostri settori, i disagi vissuti con la pandemia hanno modificato sia gli stili di vita, che a loro volta si ripercuotono nei consumi/acquisti, sia l’organizzazione del lavoro, mutando equilibri consolidati e abitudini.

E’ chiaro – spiega –  indipendentemente dai settori, che il lavoro mantiene la sua importanza, ma soprattutto per le nuove generazioni, ha valore la qualità della vita nel suo insieme, dove fattori quali le opportunità di crescita professionale e il tempo “oltre il lavoro” hanno un peso ben più rilevante di un tempo. I nostri settori – continua il presidente di Confcommercio Vicenza – sono tra quelli più tradizionali dell’economia, e quelli in cui i cambiamenti di mercato si sommano alle difficoltà di ricambio generazionale. In questo contesto, Confcommercio Vicenza sta operando su più fronti: investendo in formazione, per creare le figure più richieste dalle imprese e in progetti per accrescere l’attrattività delle professioni nel Terziario.

Ma le stesse imprese stanno cambiando pelle:

non mancano, soprattutto nel settore ristorazione dove la carenza di personale è più evidente, aziende che scelgono di chiudere l’attività la domenica o che sono alla ricerca di personale proprio per garantire un turn over che dia a dipendenti e collaboratori maggior spazio per gli impegni familiari o per il tempo libero.

Come Associazione crediamo sia importante evidenziare il ruolo sociale e di servizio che svolgono le imprese dei nostri settori, e prossimamente lo faremo incontrando i ragazzi alla ricerca di un futuro lavorativo, già nelle scuole, dando concretezza al progetto “My Future Job: orientamento alle professioni del Terziario”.

Non mancheremo di evidenziare, com’è fortunatamente nella realtà attuale – conclude Piccolo – che essere imprenditori o maturare una professionalità nel commercio, turismo e servizi significa confrontarsi con buone chance di crescita personale, lavorativa ed economica”.

NOTA –

La rilevazione dell’Osservatorio Economico-Occupazionale 4° trimestre 2022 è realizzata dallEnte Bilaterale del Settore Terziario della provincia di Vicenza su 350 questionari raccolti.

Il questionario è stato accessibile dai siti dell’Ente Bilaterale e della Confcommercio di Vicenza.

Il campione è costituito per il 39% da imprese del commercio al dettaglio (per il 20% di prodotti per la persona, per il 10% prodotti alimentari e 9% prodotti per la casa); il 27% da imprese del settore ingrosso; il 23% da aziende dei settori turismo e ristorazione il 23%; infine, i servizi rappresentano il 12% delle imprese intervistate.

Il campione di aziende è costituito per il 24% da aziende con fatturato inferiore a 100 mila euro; il 40% da aziende “medie” (con fatturato compreso tra 100 mila euro e 1 milione di euro) mentre il rimanente registra fatturati di oltre un milione di euro. Il 27% delle aziende intervistate è senza dipendenti, mentre le restanti (73%) hanno almeno un dipendente (tra queste il 39%, ha tra 1 e 5 dipendenti, il 14% ne ha tra 6 e 10, il 16% tra 11 e 49 e il 3% ha 50 dipendenti o oltre).

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