Economia

Gioco in Italia: gli ultimi numeri aggiornati

Quanto vale il gioco in Italia?

Spesso si sente parlare di vincite particolarmente fortunate o comunque di una passione sfrenata da parte dei giocatori, ma in pochi sono in grado di analizzare il movimento e quantificarne con precisione l’indotto economico. Lo Stivale è noto per essere uno dei Paesi europei in cui si gioca di più (in varie parti dello Stivale le cifre sono rilevanti) e le entrate sono sempre più elevate.

Negli ultimi tempi l’Erario ha fatto registrare ricavi per 10,3 miliardi di euro, un incasso molto simile a quello del 2019, quando si superò quota 11 miliardi. Il dato è significativamente superiore a quello del 2021, il che significa che il gioco è sempre in crescita. In totale, nel 2022 la spesa ha sfiorato i 20 miliardi di euro, il 2% in più rispetto al 2019.

Da notare, però, come il gioco venga praticato con soluzioni diverse:

i punti vendita retail hanno conosciuto dei cali importanti, anche perché le slot machine e le videolottery sono risultate meno gettonate negli ultimi anni. Tanto che la spesa complessiva non ha raggiunto la soglia dei 10 miliardi. Se il settore riesce a godere puntualmente di nuova linfa vitale lo deve soprattutto al comparto online, dove i giocatori italiani hanno iniziato a spendere persino il doppio di prima. Investendo sui 4 miliardi di euro, buona parte dei quali è stata destinata al poker.

Quanto sono cresciute le scommesse sportive?

Anche le scommesse sportive hanno conosciuto un incremento notevole, complice la concomitanza di un evento di respiro internazionale come i Mondiali di calcio, la cui ultima edizione è stata disputata tra il novembre e il dicembre del 2022 in Qatar. Il mercato ha ormai superato i valori dello scorso triennio, confermando una migrazione dei giocatori sul web, la cui raccolta si aggira sui 70 miliardi. Vale a dire il doppio rispetto al 2019. Numeri in salita, dunque, anche in virtù di una dimensione competitiva che si sta allargando a dismisura: si pensi ai tornei di poker online, ad esempio.

In tutto ciò, i gusti dei giocatori stanno leggermente cambiando.

Per assurdo, le carte iniziano ad essere apprezzate anche più delle slot, che tutt’oggi stazionano volentieri su una pagina web di casinò e hanno sempre rappresentato la benzina dell’industria dell’intrattenimento, considerando che sono facilmente aggiornabili e ne esistono di svariate tipologie. Discorso diverso per i giochi ad estrazione come il bingo, che attecchiscono di meno. Una tendenza in linea con quanto sta accadendo anche in altre nazioni del Vecchio Continente.

Dov’è che si gioca di più in Italia, però?

Sebbene la Campania sia una delle regioni più dedite al gioco, è al Nord che si registrano le spese più elevate. Si stima che da queste parti un giocatore molto assiduo possa spendere anche 2.000 euro nell’arco di 12 mesi. Il range dell’età anagrafica dei giocatori si sta ingrandendo, ma ovviamente le attività rimangono comunque vietate ai minorenni. Proprio a causa della crescita del movimento, sovente vengono imposte restrizioni e limitazioni varie, soprattutto ai locali dal vivo. Ciononostante, quello del gioco è uno dei settori economici che prosciuga più facilmente le tasche dei consumatori. Stando alle rivelazioni dell’ADM, si parla di oltre 10 miliardi di euro all’anno.

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