Economia

Confesercenti: facciamo il punto sulla digitalizzazione delle PMI

“Secondo il nostro Osservatorio Economico,

dichiara Flavio Convento Presidente di Confesercenti Vicenza,  le PMI fino al periodo pre-pandemico utilizzavano la digitalizzazione per rispondere a bisogni di adeguamento normativo con strumenti quali Pec, firma digitale, fatturazione elettronica. In pratica delegando la trasformazione digitale alla semplice conversione dei documenti cartacei in file digitali. Processo giusto ma che tuttavia, era solo il primo passo per affrontare la digitalizzazione dei processi aziendali.

Negli ultimi anni si è profondamente modificato il contesto per gestire o avviare un’impresa. Già prima della pandemia si intravedeva l’inizio di un cambiamento che poi negli ultimi due anni ha avuto un’accelerazione evidente, infatti l’utilizzo degli strumenti web (social, siti, e-commerce) è cresciuto notevolmente rispetto al 2019.

Pensiamo che nel 2019

usavano Facebook per promuovere o vendere l’attività il 65% dei rispondenti, oggi siamo al 77,4%. E’ cresciuta anche la consapevolezza rispetto ai benefici che gli strumenti digitali possono portare alle attività. Il 76,5% dichiara di aver visto un aumento della propria clientela grazie all’utilizzo degli strumenti online e il  67,7% un aumento delle vendite.

Questo, in qualche modo ci dice che il Covid ha “aiutato” la crescita dell’utilizzo di questi strumenti sia da parte delle imprese che dei consumatori.

Oggi siamo di fronte ad un vero e proprio cambio di modello

e le piccole imprese non possono esimersi dal valutare il proprio posizionamento su queste tematiche. L’impegno non si deve ridurre a un adeguamento normativo o tecnologico, ma è prima di tutto un salto culturale e ancor prima mentale.

Molto interessante la crescita rispetto all’utilizzo della moneta elettronica con l’introduzione di nuove forme di pagamento e casse intelligenti. Ma anche l’introduzione del Wi-Fi in negozio che arriva quasi al 60%.

Non possiamo pensare di fare innovazione continuando a comportarci come facevamo fino a ieri, dobbiamo aggiornare i nostri strumenti cognitivi. Dobbiamo stimolare un cambiamento positivo nello stato delle cose attuali.

Benissimo quindi questo salto in avanti rispetto all’utilizzo degli strumenti, ora dobbiamo capire che è necessario anche investire in formazione, aggiornamento, adeguamento delle competenze e in promozione.

Il mondo digitale è a tutti gli effetti un mondo parallelo a quello tradizionale. Il nostro obiettivo è di farli dialogare e lavorare assieme introducendo nuove modalità  di progettazione, di vendita o di servizi”.

SONDAGGIO: I DATI

L’Osservatorio Economico Confesercenti ha condotto un’ indagine sul livello di digitalizzazione delle PMI su un campione di circa 200 imprese del territorio di Padova e Vicenza.

La finalità del sondaggio era di capire il livello di avanzamento del processo di digitalizzazione, l’uso integrato di strumenti di promozione digitali e online e il grado di consapevolezza relativo all’ottimizzazione dell’esperienza di vendita e di acquisto che questi strumenti innovativi apportano.

Ove possibile i dati sono stati paragonati con quelli del 2019 pre-pandemia.

Il 77,4% degli intervistati dichiara di utilizzare Facebook per la sua attività, il 60,7% i siti internet, una percentuale pari al 57,1% fa uso di Google My Business, il 52,4% si avvale di Instagram, il 27,4% si affida ad app come WhatsApp e il 20,2% dispone di un sito e-commerce. I canali marketplace li tiene in considerazione solo il 14,3%, una percentuale ancora più esigua usa l’artificial intelligence (13,1%) ed infine Twitter (3,6%).

Rispetto al 2019,

molti dei dati percentuali sono in aumento. In particolare registriamo una crescita del 22,1% per Google My Business, del 12,4% per Facebook, del 7,5% per i portali online e-commerce e del 5,9% per Instagram.

Tra i benefici tangibili riscontrati, quasi la totalità sostiene di aver constatato un più rapido accesso alle informazioni ricercate (94,1%), più della metà di aver riscontrato un aumento dei clienti (76,5%) e delle vendite (67,7%).

I progressi e i benefit tangibili conseguiti in seguito all’implementazione dei processi di digitalizzazione all’interno della propria attività vengono riconosciuti da sempre più imprenditori. Rispetto al 2019, il 29,3% in più dichiara di aver velocizzato l’iter di ricerca e accesso alle informazioni grazie all’introduzione o al miglioramento di strumenti digitali, il 24,5% in più dichiara di aver registrato un incremento nelle vendite e il 26,9% in più un aumento dei clienti, sempre legati all’ottimizzazione “tech” dei propri processi aziendali.

Le innovazioni digitali

che hanno recentemente apportato più di due terzi dei rispondenti (71,2%) riguardano l’introduzione di sistemi di pagamento elettronico. Inoltre, la cassa evoluta o mobile POS e la fatturazione elettronica sono state entrambe introdotte dal 60% del campione.

La parte restante si frammenta tra chi ha installato la rete Wi-Fi in store (57,5%, ben il 32,1% in più rispetto a 2 anni fa), chi ha introdotto sistemi di comunicazione digitale con i fornitori (53,4%), pubblicità e marketing innovativi (49,3%), soluzioni di CRM come Business analytics (15,1%, a fronte di un 8,5% registrato nel 2019), realtà aumentata (11,0%), monitoraggio dei clienti in store (9,6%), on-liner selling nel punto vendita (8,2%), accettazione couponing e loyalty (5,5%), digital signage, vetrine intelligenti, totem, touch point, specchi smart (4,1%), cartellini innovativi e scaffali intelligenti (1,4%).

Coloro che hanno scelto di non investire

le proprie risorse in innovazione digital sono una minoranza, solo il 13%, e adducono tale scelta a diverse motivazioni: il 31,3% sostiene che le soluzioni digitali non siano adeguate alla loro tipologia di clientela, il 27,5% trova i costi di installazione e mantenimento troppo elevati, il 22,5% non l’ha fatto per mancanza di competenza e il 18,7% a causa di una scarsa conoscenza delle soluzioni che offre il mercato.

Gli strumenti di pubblicità online vengono utilizzati dal 62% del campione.

Tra gli utilizzatori di strumenti di pubblicità online, la fetta più cospicua si affida ai social network sia attraverso pagine e profili personali e commerciali sia attraverso post e contenuti sponsorizzati (58%).

Quasi il 13% fa uso di Google e Google Ads, il 6,5% utilizza il sito internet, WhatsApp e sistemi di e-mail marketing.

Riguardo alla spesa media annuale impiegata in promozione via web

i dati sono omologhi a quelli pre-pandemici, rimane infatti ancora molto bassa: oltre la metà del campione asserisce di spendere non oltre i 100 euro.

Il 28,3% arriva fino a 500 euro, l’11,3% a 1000 euro, il 2% a 2000 euro e il 5,7% supera i 2000 euro di budget.

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