CronacaEnego - Foza - Rotzo

Rotzo: soccorsa una coppia di anziani

Ieri sera poco prima delle 20 il Soccorso alpino di Asiago è intervenuto in aiuto di una coppia, che aveva perso l’orientamento nella zona di Campolongo, Camporosà – Rotzo

Marito e moglie 83enni di Rovigo

si trovavano su una strada, ma non sapevano dove di preciso e come rientrare.

I soccorritori sono riusciti a rintracciarli e ad avvicinarsi con i mezzi da una strada forestale.

La donna, che era caduta, è stata affidata all’ambulanza, che la ha accompagnata all’ospedale per accertamenti.

L’uomo è tornato in macchina assieme al figlio.

Rotzo (VI), 25 – 08 – 23

Michela Canova
Addetta Stampa Soccorso Alpino e Speleologico Veneto
cell. +39 3460046428
e-mail addetto.stampa@cnsas.veneto.it
sito www.cnsas.veneto.it

La storia del SASV

Il Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto, servizio regionale del corpo nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, è un’associazione di volontari. Associazione che interviene 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, su allertamento del SUEM 118, con cui è convenzionato. Convenzionato per legge, ad esso compete la risoluzione delle emergenze in montagna. Ma anche in ambiente ostile, con il recupero di persone in difficoltà o infortunate

Da sempre gli abitanti delle montagne sono stati i primi ad aiutarsi e a sostenersi in caso di bisogno, confidando in una solidarietà che è poi diventata il caposaldo del volontariato.

Fino al 1900, le strade, dove arrivavano, non portavano turisti nei paesi in quota e i rocciatori erano ancora un pugno di uomini. Ma una forma di mutuo soccorso in tutto l’arco delle Alpi e delle Prealpi esisteva già, portato da quanti conoscevano le valli e i sentieri alti perché vi conducevano le bestie al pascolo, perché seguivano le tracce della selvaggina, perché lavoravano nei boschi.

Erano loro i primi a partire se qualcuno non rientrava o se arrivava la notizia di un ferito in un dirupo. A Cortina nel 1902 si parlava già di ‘Stazioni di salvataggio’. Nel 1926 nasce a Torino il ‘Comitato di soccorso per le disgrazie alpine’. E nel 1932 il Club alpino italiano avvia le Stazioni di soccorso di 1° e 2° grado.

Le prime stazioni del Soccorso Alpino

Ma è solo nel 1954, il 4 settembre, che durante una riunione del Cai a Bognanco (VB) vengono istituite le prime 26 Stazioni del Soccorso alpino. 26 stazioni delle quali 11 in Veneto: Agordo, Arsiero, Auronzo, Belluno, Cortina d’Ampezzo. Oltre a Feltre, Padola (poi Val Comelico), Pieve di Cadore, San Vito di Cadore, Sappada, Schio e Valdagno. Il 12 dicembre 1954, a Clusone (BG), trasforma la Commissione soccorsi Alpini in una Direzione del CSA (Corpo di Soccorso Alpino). CSA che raccoglie in un’unica organizzazione tutte le strutture esistenti.

Viene nominato Direttore Scipio Stenico. Vengono istituite le prime Delegazioni, là dove il soccorso alpino aveva assunto forme più organizzate. Ed in particolare quelle di Tarvisio (UD), Belluno, Trento, Edolo (BS), Bergamo, Sondrio, Borgosesia (VC), Aosta e Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola). Nel 1969 l’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat conferì al Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico la medaglia d’oro al valor civile.

Il Soccorso alpino e speleologico oggi

Oggi il Soccorso alpino e speleologico del Veneto conta tre Delegazioni, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleologica. Facenti parte circa 700 volontari, con il compito di prevenire gli infortuni nell’esercizio delle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche ‘per il soccorso degli infortunati e dei pericolanti e per il recupero dei caduti’.

Nelle tre basi di elisoccorso di Pieve di Cadore, Treviso e Verona, quotidianamente è presente un tecnico del Soccorso alpino che affianca l’equipaggio in caso di intervento in montagna o luoghi impervi. A Pieve di Cadore, inoltre, nella stagione invernale le unità cinofile si alternano ogni giorno in base per garantire l’immediato loro utilizzo in caso di valanga. Mentre d’estate e nei periodi di massima affluenza in montagna altro personale del Soccorso alpino predispone e coordina dalla centrale del Suem le operazioni delle Stazioni sul territorio.

Aumento del turismo e parallelo aumento di interventi

Proprio l’aumento costante negli anni delle presenze turistiche, la diffusione delle discipline sportive, la nascita di nuove attività outdoor, come ad esempio la pratica del torrentismo, ha comportato un parallelo aumento degli interventi di soccorso, senza tener conto delle emergenze che coinvolgono i residenti.

Basti pensare che, a titolo di esempio, nel quinquennio 2012-2016 in Veneto si sono registrate 4.466 missioni di soccorso. Missioni che hanno riguardato 4.899 persone. Delle quali: 1.847 illese, 2.775 ferite, 263 decedute e 4 tuttora disperse, per un totale di 21.599 volontari impiegati. Anche per questo motivo sempre più il Soccorso alpino e speleologico del Veneto ha intensificato negli anni i momenti formativi. Ma anche le occasioni di prevenzione e informazione, specie tra i bambini. Puntando a un’educazione giocosa alla sicurezza, per diffondere sempre più una cultura consapevole della montagna.

Fonte: dal sito https://www.cnsas.veneto.it/

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