CronacaMontecchio Maggiore

Montecchio Maggiore: multa per abbruciamento in periodo vietato

Rischia di causare un incendio boschivo bruciando sterpaglie in un periodo vietato – Montecchio Maggiore: multa per abbruciamento in periodo vietato.

Sanzionato con una multa di oltre 2000 euro.

Oltre 2000 euro di multa per aver bruciato,

durante il periodo in cui vigeva lo stato di grave pericolosità di rischio incendio decretato dalla Regione Veneto, alcuni residui vegetali (rovi e vegetazione infestante) e aver così rischiato di causare un rogo boschivo.

Precisamente ammonta a 2064 euro la sanzione comminata dai Carabinieri Forestali della Stazione di Arzignano.

Sanzione a un cittadino di Montecchio Maggiore che a metà marzo, in via Bastia Alta, aveva dato fuoco agli arbusti provenienti dalla pulizia di una scarpata.

Poteva innescarsi un incendio, pericolo scongiurato grazie al pronto intervento dei volontari della Protezione Civile Montecchio Maggiore.

L’Unità Organizzativa Forestale di Vicenza ha successivamente informato del fatto i Carabinieri, che hanno avviato le indagini, risalendo al responsabile.

“È importantissimo rispettare i periodi in cui è decretato lo stato di grave pericolosità – sottolinea il sindaco Gianfranco Trapula – perché, come dimostra questo caso, il pericolo di incendi è concreto.

La bravura e la velocità di intervento della nostra Protezione Civile hanno evitato danni ben maggiori.

Raccomando, quindi, di evitare qualsiasi tipo di abbruciamento nei periodi vietati, per la tutela di tutti e per non incorrere in multe salate”.

Montecchio Maggiore

TUTELA FORESTALE, AMBIENTALE E AGROALIMENTARE

Con decreto legislativo 177 del 2016 recante “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato”, è stato istituito il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari

Comando dal quale dipendono reparti dedicati all’espletamento di compiti particolari e di elevata specializzazione in materia di tutela dell’ambiente, del territorio e delle acque, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, a sostegno o con il supporto dell’organizzazione territoriale (le specifiche funzioni sono state attribuite all’Arma dei Carabinieri dall’art. 7).

Il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari

dipende gerarchicamente dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e funzionalmente dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per le materie afferenti alla sicurezza e tutela agroalimentare e forestale.

Del Comando, inoltre, si avvale il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, del mare e del turismo limitatamente allo svolgimento delle specifiche funzioni espressamente riconducibili alle attribuzioni dello stesso Ministero.

Dal Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dipendono:

  • il Comando Carabinieri per la Tutela Forestale e dei Parchi;
  • il Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità;
  • il Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica;
  • il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare.

Il Comando Carabinieri per la Tutela Forestale

riunisce sotto un unico comando tutti i reparti forestali con competenze presidiarie e prive di una particolare connotazione specialistica. Retto da Generale di Brigata del Ruolo Forestale, ha alle dipendenze un NIAB (Nucleo Informativo Antincendio Boschivo) e i 14 Comandi Regione Carabinieri Forestale (1).

In questi ultimi sono inquadrati 83 Gruppi Carabinieri Forestali, da cui dipendono le quasi 800 Stazioni Carabinieri Forestali (che costituiscono unità periferica di riferimento nell’Arma per il settore Forestale) e 5 Centri Anticrimine Natura (PA-CT-AG-CA-UD).

Sia nei Gruppi, sia nei Centri Anticrimine Natura sono, inoltre, presenti i Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF).

Il Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità è retto da Generale di Divisione o di Brigata.

Fonte Carabinieri

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