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Coldiretti: torna il freddo nei campi. Allarme gelate per frutta ed ortaggi

Allarme gelate per frutta ed ortaggi. Il presidente di Campagna Amica Vicenza, Raffaele Cogo: “Questa ondata di gelo fuori stagione non ci voleva proprio. Ed è la riprova dei cambiamenti climatici in atto”

Con l’arrivo del freddo polare e delle gelate tardive

scatta l’allarme per frutta e ortaggi. Con le piante fiorite e le verdure in campo particolarmente esposte al brusco abbassamento delle temperature fino a sotto lo zero. È l’sos lanciato da Coldiretti in riferimento agli effetti dell’aria polare proveniente dalla Norvegia nella Settimana Santa che sarà più fredda di quella natalizia, con la colonnina di mercurio in picchiata di 5-10 gradi e la possibilità di neve fino a quote basse.

“Il ritorno del freddo si abbatte su una natura in tilt con le coltivazioni ingannate dal clima che – spiega il presidente di Campagna Amica Vicenza, Raffaele Cogo – si sono risvegliate prima del solito, ma si registra anche la maturazione in anticipo delle primizie che vengono bruciate dal gelo dopo un inverno caldo che dal punto di vista climatologico ha fatto segnare una temperatura superiore di 1,21 gradi la media storica, ma l’anomalia è addirittura di 1,38 gradi in più al nord sulla base delle elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che rileva le temperature in Italia dal 1800”.

Dopo la grandine abbattutasi a macchia di leopardo sulle coltivazioni in fiore come peschi, albicocchi e ciliegi, arriva una nuova minaccia per i raccolti sempre più esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

“Anche nel nostro territorio l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude il presidente Cogo – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

Fonte: Ufficio Stampa Coldiretti – Matteo Crestani giornalista

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