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Vicenza, mostra sullo scrittore russo Varlam Šalamov

Interessante mostra a Vicenza dedicata allo scrittore russo Varlam Shalamov che, da dissidente del regime stalinista, ha passato oltre 15 anni nei gulag. Verrà inaugurata sabato 31 gennaio, alle 10.30 nella nuova sede dell’Istituto di Storia di Vicenza, a palazzo Giustiniani, in Contra’ San Marco 41, e rimarrà aperta fino al 18 febbraio. La mostra sarà allestita nel Salone d’onore del palazzo, fatto erigere dai Giustiniani nella seconda metà del ‘600.

Varlam Shalamov
Varlam Shalamov

A tagliare il nastro sarà il presidente dell’Istituto di Storia, Tiziano Treu. Seguiranno gli interventi di Francesca Gori, di Memorial Italia, e di Cinzia De Lotto e Manuel Boschiero, dell’Università di Verona. L’iniziativa, patrocinata dalla Fondazione Studi Universitari di Vicenza e dalla Fondazione Cariverona, è organizzata in collaborazione con Memorial Italia, associazione internazionale per la memoria dei crimini dello stalinismo, e si realizza grazie al sostegno finanziario di SiderForgerossi.

“La mostra sullo scrittore e poeta russo perseguitato dal regime comunista – spiegano gli organizzatori – è stata prodotta dalla Literaturhaus di Berlino ed è già stata ospitata in università e istituti culturali di varie città europee e italiane. Shalamov, nato nel 1907 e morto nel 1982, fu internato nei lager per 18 anni, dieci dei quali scontati a nord della Siberia, nella Kolyma, detta la Auschwitz di ghiaccio. I suoi Racconti di Kolyma sono oggi considerati una delle più importanti opere della letteratura russa del Novecento”.

“La rassegna, che si compone di 11 sezioni fotografiche e di testi – prosegue la nota degli organizzatori -, offre anche l’occasione di aprire alla città le porte di una dimora storica, Palazzo Giustiniani, a tutt’oggi per lo più sconosciuta ai vicentini, e per questo vuole rivolgersi anche ed in particolare ai giovani, agli studenti universitari e degli istituti superiori della città e della provincia, che devono conoscere per ricordare, e fare memoria”.

Dopo la morte di Stalin, nel 1953, Shalamov si è dedicato per vent’anni alla stesura dei suoi Racconti di Kolyma, summa delle sue esperienze all’interno dei campi. Al pari di Aleksandr Solženicyn, ha descritto l’orrore del sistema staliniano, fornendo al lettore un’alta testimonianza sul percorso spirituale dell’uomo russo nella storia contemporanea.

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