Arte, Cultura & Spettacoli

A Vicenza si parla di statue e giardini delle ville venete

Il Palladio Museum di palazzo Barbaran Da Porto in contrà Porti a Vicenza (sede del Cisa, il Centro italiano di studi Andrea Palladio) ospiterà sabato 29 novembre alle 11.30 la presentazione del volume Scultura nei giardini delle ville venete – Il territorio vicentino, curato della veneziana Monica De Vincenti per Marsilio Editore. Oltre alla curatrice, interverrà lo storico dell’arte vicentino Fernando Rigon.

copertina-1Prima di questa presentazione in terra berica, dove giustamente approda dal momento che il tema riguarda la nostra provincia, il pregiato volume riccamente illustrato era stato uno dei fiori all’occhiello dell’Istituto regionale per le ville venete al Salone del libro di Torino dello scorso maggio (in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini e con il sostegno della Fondazione Giuseppe Roi di Vicenza). Quello raccontato nel libro, che De Vincenti ha scritto in una collaborazione totalmente femminile con Federica Temporin e Ilaria Turetta, è uno dei capitoli più ricchi e interessanti ma meno studiati dell’arte veneta: le statue da giardino (molti vicentini ricorderanno – per esempio – quelle dei Nani di Villa Valmarana, legate ad una leggenda ben nota), genere che trova nel Vicentino un punto di partenza quasi obbligato poiché soprattutto in quest’area si realizzò l’età d’oro della villa veneta.

aCome scrive in una nota ad inizio volume Giuliana Fontanella, presidente dell’Istituto regionale per le ville venete, la statuaria da giardino rappresenta nel Veneto un fenomeno artistico e culturale per molti aspetti ancora sconosciuto, solo marginalmente trattato dalla letteratura, nonostante componga un patrimonio tra i più diffusi, che accompagna lo sviluppo della civiltà delle ville venete in terraferma. La statua non è infatti solo un elemento ornamentale dei parchi dei giardini storici. Può essere considerata per molti aspetti il legame tra l’architettura e il suo contesto paesaggistico, da tutelare e valorizzare in tutte le sue componenti.

Nel contesto della villa veneta, le statue, attraverso i secoli, ancora oggi sembrano rivelare con una stupefacente ricchezza di forme e di soggetti, al pari degli affreschi che decorano gli interni della villa, veicolando la volontà di rappresentazione del privilegio e del rango dei committenti, come pure le vicende concrete della loro vita e i loro interessi culturali. Un patrimonio unico, purtroppo sempre più gravemente minacciato dalle ingiurie del tempo se non dall’incuria colpevole dell’uomo, che è stato oggetto di una ricerca pluriennale condotta dall’Istituto finalizzata alla realizzazione di un catalogo completo delle opere: l’Atlante della statuaria veneta da giardino, consultabile online attraverso i siti della Fondazione Giorgio Cini e dell’Istituto regionale per le ville venete.

palazzo Barbaran
Palazzo Barbaran

In occasione della presentazione abbiamo rivolto alcune domande alla De Vincenti.

In cosa consiste per lei il fascino classico delle statue da giardino?

“La statuaria da giardino come qualsiasi altra espressione artistica della civiltà delle ville venete esprime una qualità altissima, sia estetica che di contenuti. Le statue connotano l’elemento giardino, quel necessario complemento di natura manipolata che definisce l’inconfondibile organismo spaziale della villa. I soggetti delle statue rivelano molto dell’ideologia e della cultura degli stessi comittenti. Inoltre si tratta di un fenomeno prettamente veneto che tuttavia ancora tra Ottocento e Novecento attirerà l’interesse di alcuni dei più sensibili collezionisti stranieri, sopratutto anglossassoni. Molte sculture delle ville venete andranno a decorare i giardini realizzati sul modello di quello italiano in Europa e in America”.

Il Vicentino è ricco di queste opere: quali quelle che più l’hanno emozionata?

“Sono molti i giardini del Vicentino che conservano autentici capolavori. La statuaria da giardino ha saputo esprimere in questa terra una varietà di temi e forme peculiare sia per la presenza di artisti di primo piano, come gli Albanese o i Marinali, sia per la presenza di una committenza colta e raffinata. Tra i cicli più emozionanti ricorderei certamente quello di villa La Deliziosa a Montegaldella dove si possono ammirare le maschere della Commedia dell’Arte e una strepitosa machina mondiale: una struttura a forma d’obelisco che si ispira alla Rua portata in processione nel giorno del Corpus Domini a Vicenza. E come non citare le eleganti figure mitologiche e allegoriche delle ville Trissino a Trissino o del Castello Grimani a Montegalda, o quelle a soggetto religioso di villa Piovene a Castelgomberto. In verità si trovano esempi emozionanti e di altissima qualità in molti altri giardini vicentini”.

Dostoevskij faceva dire ad un suo personaggio, il principe Miškin, che la bellezza salverà il mondo. L a civiltà delle ville venete ha molta bellezza: come valorizzarla?

“Il primo passo per valorizzare è quello di conoscere. Lo sforzo è stato quello di far conoscere una parte del patrimonio artistico della nostra regione forse meno conosciuto. La ricerca è durata sette anni e ha prodotto una catalogazione capillare. Non va però dimenticato che la villa, il suo giardino, le sue statue erano inserite in un contesto paesaggistico che è in gran parte perduto per sempre. Io credo che oltre la conoscenza sia necessaria la cura di ciò che ci è stato consegnato e che dovremmo saper trasmettere”.

Alessandro Scandale

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio