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Guido Piovene: la genesi de “Le Furie”

Un lungo periodo di silenzio narrativo precede lo scoppio de Le Furie, una costruzione fantastica e intellettiva generata dal rimestare di una materia troppo reale per essere, forzatamente, adattata alla finzione propria della produzione artistica e, più precisamente, romanzesca. Il rispecchiamento di Guido Piovene in quel romanzo, che riteneva impossibile, sterile e falso. Ma che avrebbe dovuto rappresentare la sintesi della sua esistenza, ‘impantanava’ lui stesso e l’opera. Impedendo a quest’ultima di trovare una forma per venire alla luce.

Il silenzio e l’impossibilità di riconoscersi provenivano dal tentativo, utopico, di inventare e manipolare personaggi, apparizioni e visioni che, in realtà, erano molto più consanguinee delle figure di un romanzo; persone vere appartenenti al suo passato che la sua penna cercava, erroneamente, di adattare e collocare nella dimensione narrativa in questione.

Queste ultime rimanevano immobili, intransigenti nei confronti dell’intenzione autoriale; rifiutando di lasciarsi plasmare e adattare alla forma finzionale. Il punto di svolta fu rappresentato dalla comprensione da parte dell’autore dell’impossibilità di manipolare il suo vissuto per renderlo conforme alla dimensione romanzesca. I pezzi di quel mondo scoppiato e della sua anima tornarono al loro posto grazie al trionfo della verità e della luce. Attraverso l’accettazione del confronto, temuto a lungo, con i mostri, le “Furie” e i fantasmi del suo passato.

Guido Piovene

Guido Piovene: la genesi de "Le Furie"
Guido Piovene

Il complesso percorso di ricostituzione della sua anima fu caratterizzato da una metamorfosi graduale che permise un mutamento difficoltoso; da una percezione passiva e, forzatamente, oggettivata dei sentimenti, dei pensieri e della sua vita a un ritorno della soggettività.

Causato dal coraggio, subentrato, di ricordare e raccontare la sua intera esistenza. Le tracce di questo lungo e intricato itinerario non emergono, solamente, nelle digressioni contenenti la descrizione dei mutamenti dello stato d’animo e dell’esperienza esistenziale dell’autore; ma, anche e soprattutto, sono presenti, nel corso della narrazione, nella veste di pure coincidenze e di fatti inventati. Spesso nelle descrizioni dei tratti caratteriali e in ogni sfaccettatura dei personaggi.

Tutto era stato tratto dalla stessa materia comune, reale e dissimulata solo parzialmente. Un tema centrale, in tal senso, è, senza dubbio, la concezione dell’anima; la sfera d’incontro dell’interiorità autoriale con le non creazioni del romanzo. Le quali, pur venute alla luce nella loro natura, difficoltosamente rivendicata, rappresentano e manifestano differenti proiezioni dell’anima dell’autore, in perenne divenire.

Metamorfosi, sostanziale

Guido Piovene: la genesi de "Le Furie"
Guido Piovene

Si tratta della diretta conseguenza di una metamorfosi, sostanziale, compresa e affrontata solamente dopo numerosi anni. Lo scoppio di un mondo in totale disfacimento, alle sue spalle, stava cancellando e sconfessando, non soltanto, l’approccio consuetudinario e dunque, l’orientamento alla creazione finzionale nella produzione romanzesca.

Al contrario, questo mutamento aveva provocato la paralisi, precedentemente introdotta; una nuova realtà che gli richiedeva, senza via di scampo, di riaccettarsi e di riconoscersi nella sua stessa vita. Vicenza era l’unico luogo in cui ricondursi, per affrontare le precedenti versioni della sua interiorità, mutata ma, perennemente, assalita dalle ossessioni, dai ricordi e dai rimpianti. T

ornare dove tutto aveva avuto origine era l’unico modo per iniziare a raccontare il suo vissuto e pubblicare Le Furie nel 1963.

Alessia Tosi

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