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Femminile Singolare 2021 a Valdagno

Femminile Singolare 2021 a Valdagno: un’edizione di ripartenza
5 concerti e una lectio magistralis al Parco La Favorita

Non solo distanziamento, ma anche natura, verde, silenzio, questo è quanto offre oggi il Parco La Favorita di Valdagno che anche per il 2021 si candida ad essere il cuore dell’undicesima edizione di Femminile Singolare, l’ormai affermato e conosciuto festival dedicato alle voci e produzioni musicali femminili che allieta le estati valdagnesi.
Dopo il giro di boa del primo decennio, la rassegna si prepara a ripartire con un totale di cinque concerti tra giugno e agosto.

Tutti gli appuntamenti si terranno alle ore 21.00 al Parco La Favorita. In caso di maltempo la manifestazione si trasferirà al Teatro Super.
La partecipazione alle serate sarà su prenotazione, in linea con le ultime disposizioni in materia di prevenzione del contagio da Covid-19, sul sito www.comune.valdagno.vi.it oppure telefonicamente contattando l’Ufficio Eventi e Cultura del Comune di Valdagno al numero 0445 428223.
Sono previsti un totale di 4 concerti gratuiti e uno a pagamento (6 agosto – Tosca Morabeza).

“Come per gli anni scorsi – spiega l’Assessore alle Politiche Culturali, Anna Tessaro – abbiamo voluto proseguire nella ricerca di artiste di assoluta qualità. Quest’anno il programma presenta 5 nomi nuovi, mai stati ospiti delle precedenti edizioni, ma dal grande impatto emozionale. Le sonorità e i progetti artistici proposti non sono mai scontati, offrendo anche allo spettatore meno esperto la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, di non ancora sentito, di fare un viaggio in terre e culture lontane che di certo difficilmente faranno capolino nel mainstream radiofonico o televisivo. La femminilità non si traduce solo in voce, ma in esperienza di vita, in racconto di vita di donne viste dalle donne. Credo che anche quest’anno la rassegna sarà tutta da gustare.”

Si parte giovedì 8 luglio alle 20.30 con Grazia di Michele, la cantautrice e docente terrà una lectio magistralis dal titolo Sante Bambole Puttane. La creazione dello stereotipo femminile attraverso la canzone.
Le arti dello spettacolo hanno fortemente condizionato gli stereotipi di genere maschile e femminile. Nulla di strano, se non che quello femminile è stato descritto da maschi. Proviamo a leggere i nomi degli autori del cinema, della canzone, dell’opera e della televisione: sono tutti, o quasi, maschi. Questa immensa opera popolare ha descritto l’universo femminile in maniera silenziosa e potente, fornendo un modello di comportamento a cui è stato facile conformarsi anche per le donne stesse. Un modello, però, creato dai maschi e nel quale alla fine le donne si sono identificate. Grazia Di Michele rivolta questa struttura e racconta una “storia della canzone” diversa, fatta di temi non edulcorati e di protagoniste che mettono a nudo il loro essere donna e con esso il proprio punto di vista.
Venerdì 9 luglio, la Di Michele tornerà sul palco, ma questa volta sarà affiancata da Eleonora Bianchini (voce, chitarra, ukulele) e Fabrizio Mocata (pianoforte) nel suo lavoro Terra.
Terra è l’esclamazione di Cristoforo Colombo appena scorge in lontananza la prima isola di un nuovo mondo. Un urlo di liberazione, di gioia, dopo mesi di navigazione. Terra, l’approdo sicuro su cui riposarsi, luogo da esplorare e da conoscere: nuove piante, nuovi minerali, nuovi frutti, nuovi suoni, nuovi odori, nuovi animali. Il trio di musicisti approda nello stesso continente e ritrova ad accoglierli una madre terra attenta e generosa, che si esprime con una musica calda e carica di passione. Sono i suoni di una terra antica che ha assorbito i lamenti della colonizzazione, la malinconia delle migrazioni e li ha mescolati con la sapienza ancestrale degli avi, con la spiritualità antica delle piante e degli animali, con la musicalità degli icaros e della strada.

Il 14 luglio si proseguirà invece con Kety Fusco e in collaborazione con il Centro Stabile di Cultura di Schio, nuova partnership con la storica associazione di San Vito di Leguzzano
Diplomata in Arpa Classica al Conservatorio all’età di 21 anni, in soli due anni ha girato l’Europa con il suo nuovo progetto e l’inseparabile arpa elettrica. Kety Fusco ha sviluppato un suono unico attraverso la visione di una nuova arpa, alla ricerca di suoni non tradizionali che non ti aspetteresti mai di sentire da un’arpa. Lo strumento diventa così il tramite per l’esplorazione tecnologica dell’artista, iniziata con l’album di debutto DAZED (distribuzione universale) descritto dalla critica svizzera come “una razza rara”. Con DAZED, Kety Fusco ha infatti scelto di non seguire la tradizione degli arpisti che scoprono l’arpa attraverso riverberi e loop classici: forgia una nuova identità artistica per l’arpa basando il suo sistema sonoro, ad esempio, con suoni di un vinile graffiato su corde metalliche, oggetti che colpiscono la tavola armonica dell’arpa classica pre- campionata ed effetti analogici manipolati dal vivo.

Il 23 luglio sarà poi il turno di Claudia Cantisani, vocalist e compositrice jazz, laziale di nascita ma lucana d’adozione, con alle spalle una formazione classica culminata nel 2009 con il diploma in Canto Lirico. Nel 2010 si diploma al C.E.T. (Centro europeo di Toscolano) di Mogol dove approfondisce lo studio della scrittura autorale. Nels uo lavoro Claudia Cantisani tratta la materia sonora con libertà, trasfondendola in un felicissimo Pop, jazz and love, che vive di incastri perfetti tra ricerca lessicale e melodia catchy, allure rétro e nuova modernità. Immune dall’estetica patinata di certo jazz al femminile, stucchevole nell’esasperazione virtuosistica, la sua vocalità ludica ed evocativa, da antidiva per eccellenza, disegna, con padronanza e ironia, scenari di irresistibile, autentica levità, intrisi di disimpegno solo apparente e citazionismo dichiarato, vagheggiamento passatista e sberleffo giocoso.

Penultimo appuntamento la sera del 30 luglio con Mi Linda Dama, progetto nato nel 2015 da Namritha Nori (voce, loop), Giulio Gavardi (chitarra, saz turco, bouzouki, synth, sax, soprano) e Niccolò Giuliani (cajon, darbouka, tamburi a cornice, wave drum, palmas, effetti) e il loro comune amore per le sonorità e culture mediterranee. Dall’intensa attività live in numerosi festival e appuntamenti in tutta Italia, prendono forma nel 2017 un primo album, Matesha (Radici Records), seguito due anni dopo da un secondo, Skalerica. Sempre nel 2017 arriva per loro il premio nazionale “Folk and World: nuove generazioni” e il concorso “Musica nelle Aie” di Faenza.
I canti della diaspora sefardita, antichi eppure così attuali nei loro significati, sono l’occasione per una esplorazione e un ri-arrangiamento della tradizione che non vuole essere una mera ri-proposizione ma fusione, rinascita, innovazione. La ricchezza musicale del repertorio è valorizzata dalla ecletticità dei musicisti che alternano strumenti antichi e moderni: chitarra, sax soprano, saz turco, oud arabo, darbpuka, cajon, tamburi a cornice, wave drum. Namritha Nori canta nella lingua tradizionale sefardita, chiamata Judezmo, e introduce l’ascoltatore ai profondi significati delle canzoni, in cui sono temi ricorrenti l’amore, nei suoi culmini di passionalità e dolore, il viaggio e la storia. Non mancano neppure le collaborazione importanti che arricchiscono, anche sul palco, lo spettacolo rivolto allo spettatore.

Chiusura, infine, con stile il 6 agosto con il concerto Morabeza di Tosca. Morabeza è un canto alla vita. Solo chi la ama può infatti sperimentare le emozioni che questa bellissima parola capoverdiana traduce: la sensazione di sottile dolore che accompagna i momenti più intensi e preziosi della nostra esistenza, la presa di coscienza della bellezza di un presente che apparterrà presto al passato e la certezza della nostalgia che si accompagnerà al ricordo. Morabeza al suo interno contiene canzoni originali, rivisitazioni in chiave attuale di classici della musica dal mondo, brani della tradizione che permettono a Tosca di giocare con la sua voce in quattro lingue, oltre alla sua. Poggiato su tre solidi elementi, ricerca, lingua e suono, il disco costruisce un ponte fra la radice italiana e le musiche d’altrove.
Sul palco, accanto a lei, Tosca è accompagnata da Giovanna Famulari, brillante polistrumentista (violoncello, percussioni e pianoforte), Massimo de Lorenzi (chitarra classica), Elisabetta Pasquale (contrabbasso), Luca Scorziello (batteria) e Fabia Salvucci (vocalist).
L’ingresso in questo caso sarà a pagamento con biglietto unico al prezzo di 20,00 euro.

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