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CineFestival di Operaestate torna al Giardino Parolini

Dal 1 luglio al 26 agosto

Sul grande schermo le migliori pellicole dell’ultima stagione, e con Cinema Revolution! torna la speciale promozione per i film italiani ed europei – Torna al Giardino Parolini dal 1 luglio al 26 agosto il CineFestival di Operaestate

ESTATE DI GRANDE CINEMA

GIARDINO PAROLINI

Come da tradizione, ad aprire il Festival è il grande cinema all’aperto, nel verde dello storico Giardino Parolini, con le migliori pellicole dell’ultima stagione cinematografica. Dal 1 luglio al 26 agosto, il Cinefestival propone 57 film: un vero giro del mondo, tra affermati maestri del cinema contemporaneo e giovani registi emergenti che sperimentano nuovi linguaggi.

Cinema Revolution!

Anche quest’anno il programma del CineFestival rientra nella promozione Cinema Revolution! che permette di vedere i film italiani ed europei con il biglietto ridotto di € 3,50. Un’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura, per portare il pubblico al cinema anche d’estate e insieme per promuovere il cinema italiano ed europeo.

Ad inaugurare la nuova stagione è Romeo è Giulietta (1/7), una divertente commedia degli equivoci di Giovanni Veronesi, dove una giovane attrice, scartata per il ruolo di Giulietta, si ripresenta sotto falsa identità per interpretare Romeo. È solo il primo tra i molti film italiani presenti in rassegna: da Un mondo a parte di Riccardo Milani (26/7), una bella commedia ecologista con Virginia Raffaele e Antonio Albanese, anche protagonista e regista di Cento domeniche (21/7), storia delicata e dolorosa sui disastri provocati dalla spregiudicatezza delle banche.CineFestival di Operaestate

E ancora Confidenza di Daniele Luchetti (4/8) che con un magistrale Elio Germano si interroga sulla natura umana e sul peso di segreti confessati; Un altro Ferragosto di Paolo Virzì (5/8), il seguito dell’acclamato Ferie d’Agosto;   L’invenzione della neve di Vittorio Moroni (6/8), storia di una donna che ama in un modo che il mondo non le perdona; La chimera (8/8) di Alice Rohrwacher, un bellissimo film di poesia e di sensi, pieno di una leggerezza che incanta;  Challengers (10/8) di Luca Guadagnino, un gran melò dove si incrociano tradimenti, bugie, rapporti di forza, in una magnifica esplorazione sulle dinamiche del desiderio;  e Adagio di Stefano Sollima (24/8), un noir avvincente sulla Roma del crimine.

Esordi italiani alla regia

Sono invece delle gran belle sorprese, i molti esordi italiani alla regia, come quello della cantante e attrice Margherita Vicario che con Gloria! (2/7), ambientato nel primo ’800 nella laguna veneta, firma un magnifico inno alla fantasia, al talento e alla musica; o quello di Roberto Minervini, straordinario documentarista al suo primo film di finzione con I dannati (13/7), premiato al Certain Regard di Cannes24: una intensa riflessione sui conflitti, con una storia ambientata nella Guerra di Secessione americana.

E ancora di Neri Marcorè con l’originale Zamora (17/7), commedia solida e gentile ambientata nell’Italia del boom; di Michele Riondino con il premiatissimo Palazzina Laf (27/7), in sapiente equilibrio tra dramma e commedia grottesca, intorno all’infinita storia dell’Ilva di Taranto. Per finire con l’esordio più stupefacente di tutti: quello di Paola Cortellesi con C’è ancora domani (20/7), film rivelazione dell’anno, premiatissimo e campione d’incassi, da rivedere!

Si aggiungono alle italiane

Un nutrito gruppo di registe dal cinema internazionale, autrici di alcune fra le più interessanti opere dell’ultima annata. A partire dalla regista inglese Thea Sharrock con Cattiverie a domicilio (3/7), un’irriverente satira al femminile con la magistrale performance del premio Oscar Olivia Colman; alla coreana Celine Song con Past Lives (7/7), premiatissimo esordio intimo e intenso sul relativismo dell’amore.  Un gran ritratto femminile fragile e forte insieme è quello disegnato in un’altra opera prima: Le ravissement della giovane regista francese Iris Kaltenbäck (8/7).

Mentre dagli Usa Greta Gerwig firma con Barbie (28/7), un film ironico e sontuoso divenuto in poco tempo un fenomeno globale. Dalla Polonia Agnieszka Holland, premio speciale della Giuria a Venezia con Green Border (13/8), denuncia la crisi dei rifugiati siriani nella sua terra in un’opera appassionante e commovente; dalla Francia la registra e attrice Maïwenn racconta in Jeanne Du Barry – La Favorita del Re (16/8), la storia dell’ultima favorita di Luigi XV alla corte di Versailles. Ennesimo esordio è quello della spagnola Estibaliz Urresola Solaguren con 20.000 specie di api (25/8), metafora di altrettante identità in una delicata storia di ricerca e accettazione della diversità.

Per finire

con lo strapremiato Anatomia di una caduta di Justine Triet (22/8), tra le opere più interessanti dell’intera stagione, che indaga su una morte (accidentale o provocata?), attraverso uno studio “anatomico” delle relazioni.

Per rimanere sui film vincitori degli ambiti premi della Award Season: 2 Oscar e Gran Premio della Giuria a Cannes per La zona d’interesse di Jonathan Glazer (6/7), una potente e necessaria riflessione sulla “banalità del male”. Premiato a Cannes anche il finlandese Aki Kaurismäki, per Foglie al vento (18/7) storia di un incontro tra due solitudini, in un meraviglioso inno alla vita e all’amore.  Gran Premio della Giuria a Venezia23, Il male non esiste (22/7), un film magico del regista giapponese Ryûsuke Hamaguchi sull’armonia tra comunità e natura. Ambientato in Giappone anche Perfect days di Wim Wenders (7/8), film di assoluta bellezza nascosta nella frugale vita del protagonista interpretato da Kōji Yakusho, miglior attore a Cannes 2023 la sua interpretazione maiuscola.

Con 7 David di Donatello e Leone d’argento a Venezia, Io capitano di Matteo Garrone (1/8) è un capolavoro capace di coinvolgere ed emozionare con l’odissea dei due cugini Seydou e Moussa che, per inseguire un sogno, scelgono di partire per l’Europa attraversando il deserto del Sahara.

Un altro film premiato

ovunque: Leone d’oro, 4 Oscar, 2 Golden Globes e tanti altri, è Povere creature di Yorgos Lanthimos (9/8): scenografia lussureggiante, sceneggiatura ricca di ironia e una Emma Stone superlativa nel ruolo della protagonista, lo rendono un vero godimento oltre che una feroce critica alle convenzioni sociali.

E per gli appassionati dei film d’animazione, da non perdere l’ultima opera di Hayao Miyazaki Il ragazzo e l’airone (11/8), Oscar 2024, per un affascinante viaggio tra il reale e il fantastico; e Il mio amico robot, esordio di Pablo Berger (17/8), anch’esso candidato all’Oscar, tra i film più originali delle ultime stagioni, e non solo per bambini!

Miglior Film a Venezia/Orizzonti, Una spiegazione per tutto di Gábor Reisz (18/8), è l’istantanea dell’Ungheria di oggi ma che sa inquadrare anche il destino dell’intera, fragile Europa, in un film sorprendente tra commedia di costume, racconto di formazione, trattato politico.

Premiato agli Oscar, ai Golden Globes e non solo, The Holdovers – Lezioni di vita (19/8), è una vera e propria lezione di cinema, un racconto dolce-amaro di Alexander Payne che riflette con una delicatezza rara sul dolore, sull’abbandono e sulla famiglia per scelta.  Orso d’argento a Berlino23, dalla Germania arriva Il cielo brucia di Christian Petzold (21/8), di grande potenza emotiva, preziosa istantanea di un’estate decisiva per i giovani protagonisti, l’ultima prima di “diventare adulti”.   E infine l’opera più premiata in assoluto: 7 Oscar e tanti altri premi per Oppenheimer (23/8) di Christopher Nolan, sul fisico J. Robert Oppenheimer, padre della bomba atomica, e riflessione lucida sul rapporto tra scienza, etica e potere.

Dopo quella italiana

La cinematografia a cui il festival dedica la panoramica più ampia, è quella francese, con ben 12 nuove produzioni tutte da vedere! Oltre a quelle già citate delle registe Justine Triet, Maïwenn e Iris Kaltenbäck, dal cinema d’oltralpe  arrivano:  E la festa continua! di Robert Guédiguian (5/7), straordinario poema urbano su una famiglia armena di Marsiglia; Il libro delle soluzioni di Michel Gondry (16/7) che torna alla regia dopo anni di inattività, con una commedia divertente, imprevedibile e folle;  Premio ai Cesar24 come miglior esordio, Chien de la casse di Jean-Baptiste Durand (23/7), è un gran bel racconto di formazione, grazie anche alla straordinaria performance del coprotagonista Raphael Quenard.

Lo stesso che si vedrà anche in Yannick – La rivincita dello spettatore, (10/7) divertente riflessione sul teatro, firmata dal folle genio di Quentin Dupieux. Sceglie invece la fantascienza Bruno Dumont ne L’impero (24/7) premiato a Berlino24: un delirio visivo di stupefacente inventiva, con momenti di surreale genialità.  Il regista Denis Imbert, mette in scena una intensa storia di rinascita, attraverso un lungo viaggio a piedi lungo i “sentieri neri” di Francia in A passo d’uomo (25/7); mentre Il caso Goldman (2/8), legal drama di Cédric Kahn, ricostruisce il processo a carico del controverso Pierre e che tanto dibattito suscitò nella Francia degli anni ’70.

Miglior regia a Cannes23

per Il gusto delle cose (14/8) del vietnamita Trần Anh Hùng, da tempo in Francia, con un affascinante ritratto d’epoca di fine ‘800, tra letteratura, pittura e, soprattutto… cucina. Un anno difficile (20/8) di Olivier Nakache e Eric Toledano (quelli di Quasi amici) è una commedia divertente, appassionata, profonda e travolgente.

Sceglie la Francia e Parigi per il suo nuovo film anche Woody Allen che ambienta magnificamente nella capitale francese: Un colpo di fortuna – Coup de Chance (19/7), commedia di rara lucidità ed eleganza, esaltata dalla sempre magnifica fotografia di Vittorio Storaro.

Per il resto è un gran giro del mondo attraverso le pellicole di registi celebri o meno noti ma sempre portatori di storie illuminanti e di grande spettacolo o di particolare impegno.

CineFestival – Come Tatami

Prima collaborazione registica tra l’iraniana Zahra Amir Ebrahimi e l’israeliano Guy Nattiv (4/7), in cui lo scontro fisico sul tatami diventa metafora del conflitto politico, oltre che delle lotte delle donne per la libertà e la dignità. Dalla Giordania, un’altra storia di ribellione femminile commovente e potente raccontata da Amjad Al Rasheed con Inshallah a boy (9/7), dove una giovane donna trova la forza di rivendicare la propria voce e i propri diritti. E ancora, C’era una volta in Bhutan (11/8), secondo film di Pawo Choyning Dorjidurante (dopo Lunana-Il villaggio alla fine del mondo), che qui racconta le prime elezioni democratiche nel piccolo stato, disegnando con grazia sorprendente lo stile di vita di quel popolo. Ancora in Medio Oriente, in Iran con Kafka a Teheran (12/7), di Ali Asgari e Alireza Khatami: una denuncia ironica e sferzante sul repressivo e inquisitorio regime iraniano.

Ambientata a Venezia, produzione Usa, Assassinio a Venezia (14/7), completa la trilogia di Kenneth Branagh sui gialli di Agatha Christie e sul mitico Poirot, tra costumi, regia e scenografie da sogno. Andiamo invece in Inghilterra con l’ultimo film di Ken Loach: The Old Oak (15/7), l’unico pub di un’ex cittadina mineraria dove arriva un piccolo gruppo di immigrati siriani, un incontro tra le due comunità non facile ma con uno straordinario finale, tra i più emozionanti del cinema di Ken Loach. Ci spostiamo in Germania con La sala professori di Ilker Çatak (29/7), che esplora con intensità la crisi del sistema educativo, candidandosi fra le rivelazioni dell’anno. Un melodramma intenso e delicato è Memory del regista messicano Michel Franco (31/7), che riflette sul tema della memoria e si avvale della prova magistrale di due superbi interpreti: Jessica Chastain e Peter Sarsgaard, premiato a Venezia 23.

E infine 4 produzioni USA:

One life (30/7) di James Hawes, la storia toccante del londinese Nicholas Winton, che nel 1938 riuscì a salvare 669 bambini ebrei da morte certa, facendoli fuggire da Praga prima dell’invasione nazista. Con May December (3/8), il regista americano Todd Haynes firma un mélo-soap-thriller guidato dal confronto tra le due grandi Natalie Portman e Julienne Moore, in gara di bravura.

Mentre il regista londinese Alex Garland con Civil War (12/8), ambienta una guerra civile negli Usa in un futuro prossimo dai tratti distopici, in un film capace di far emergere tutte le contraddizioni e il cinismo della società occidentale.

Infine il grande kolossal, secondo capitolo della saga Dune (15/8) dal regista canadese Denis Villeneuve con cast spettacolare e prodigioso impatto visivo, grazie anche ai luoghi dove è stato girato, tra cui, vicino a noi, a San Vito di Altivole nella Tomba Brion di Carlo Scarpa, capolavoro dell’architettura del XX secolo.

In conclusione di rassegna, lunedì 26 agosto, verrà presentato il docufilm dell’Associazione Oncologica San Bassiano onlus, diretto da Manuele Cecconello, Il mondo è mio. Il Défilé della Rinascita, storia di tre giovani donne che raccontano lo spettro della malattia e l’intreccio di emozioni, paure e speranze che le lega alla vita.

Con il CineFestival

torna anche l’opportunità di frequentare il Giardino prima dell’inizio della proiezione, grazie a R-Estate in Giardino: animazione, concerti, laboratori, aperitivi e attività per le famiglie e i più giovani organizzati da Color Cooperativa Social, che in collaborazione con SIS, terrà aperto per tutta l’estate anche il Chiosco Mariposa, tutte le sere dalle ore 18.30.

Per i film italiani ed europei che rientrano nell’iniziativa Cinema Revolution, il costo dei biglietti è di € 3.50, per tutti gli altri: € 6.00 interi e € 5.00 ridotti, con abbonamento a € 40.00.

Biglietti e abbonamenti saranno in vendita all’ingresso del cinema, a partire da un’ora prima delle proiezioni, mentre gli abbonamenti potranno essere acquistati anche presso la biglietteria del festival e su Vivaticket.

Su Vivaticket potranno essere acquistati anche i biglietti dei film non rientranti nella promozione Cinema Revolution.

CineFestival – In caso di maltempo, le proiezioni saranno annullate.

Non cambia invece l’orario delle proiezioni: a luglio alle ore 21.30 e ad agosto alle ore 21.00.

Per informazioni e abbonamenti: Biglietteria del Festival, Tel. 0424 524214.    

Alessia Zanchetta – Relazione Esterne Operaestate/CSC/Dance Well
www.operaestate.it

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