Lettere e Opinioni

The Italian Job

“E sale come l’ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l’Italia, ed è già oltre Roma…” (Il giorno della civetta, 1961 L. Sciascia). – The Italian Job

Sviluppata nel suo più noto romanzo, la teoria dello scrittore siciliano rappresentava una linea immaginaria che segnava tanto il limite nord della fascia climatica propizia alla crescita della palma, quanto le condizioni più favorevoli all’attecchimento della corruzione.

Dopo più di 60 anni,

e col riscaldamento del pianeta, possiamo supporre che l’intuizione di Sciascia stia avendo una drastica conferma. Oggi le palme crescono anche a Bruxelles.

La violenza mafiosa, pur con la pretesa di voler risolvere alcune asprezze della contraddizione sociale e politica, trascina sempre con sé un’ingente quantità di disonore. Essa è sempre preannunciata dalla corruttela delle istituzioni e dei rapporti umani.

L’Italia è il vivaio di questi comportamenti pre-mafiosi. Da noi l’insegnante amico promuove un asino, trova lavoro il parente del dirigente, fa carriera chi è disposto all’illegalità, e il responsabile vende i segreti dell’azienda; i medici italiani chiedono soldi per cure gratuite, il poliziotto ricatta un inerme cittadino, il nostro avvocato si vende alla controparte, e il giudice sentenzia a seconda della mazzetta.

Il meccanico, il ristoratore, l’idraulico hanno prezzi con o senza scontrino fiscale, agli amici si tolgono le multe, i padroni non pagano i salari, si vende cibo avariato, merce difettata, programmi politici farlocchi. Non c’è un solo luogo della penisola in cui non venga beffata la regola, in cui il trucco non faccia da padrone.

La caratteristica italiana è l’estesa dimensione privata e, specie dove si difende il ruolo e il lavoro pubblici con ineccepibile retorica, là di certo quella dimensione è gigantesca.

I politici italiani prendono soldi dalle multinazionali straniere, da ogni genere di lobby, dagli stati concorrenti. Prendono soldi e convincono altri a prenderne, tradiscono il mandato e predicano l’inevitabilità di finanziare la politica. Insomma conducono la loro lotta di classe a discapito dei connazionali.

Ma non sono sparute eccezioni:

essi hanno un apice di governo che agevola le mazzette, consente il malaffare, difende i malfattori. La corruzione domina il paese e l’italian job infetta le istituzioni europee e anche di più. Se pianteranno palme alla stazione metro di Schuman faranno datteri succosi.

Giuseppe Di Maio

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