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Giovine (FDI): pioggia di ingiunzioni dall’INPS

Per omesso versamento delle ritenute previdenziali: 17.500 nella sola provincia di Vicenza, per un ammontare di 140 milioni di euro. – Giovine (FDI): pioggia di ingiunzioni dall’INPS

“Dopo nostra interrogazione,

presto un correttivo dal Governo per riportare ragionevolezza e proporzionalità nella definizione delle sanzioni”

“Nella seduta di ieri (30 novembre 2022) della Commissione XI Lavoro della Camera dei Deputati ho ritenuto, assieme agli altri colleghi di Fratelli d’Italia, di interrogare il Ministro del Lavoro per chiedere un intervento immediato e l’orientamento del Governo su un problema che, se non affrontato prontamente e con buon senso, rischia di impoverire ulteriormente il nostro tessuto economico, ed in particolare le piccole e medie imprese già provate dagli ultimi anni di crisi economica”.

Così il Deputato vicentino, On. Silvio Giovine, che ha sottolineato all’Esecutivo il recente operato dell’INPS che in queste settimane sta notificando ordinanze di ingiunzione in tutta Italia, a tantissime aziende, per l’omesso versamento delle ritenute previdenziali per un massimo di 10 mila euro (casistica che si verifica quando il datore di lavoro opera una ritenuta sulle buste paga dei dipendenti e poi non le versa all’INPS).

Va ricordato che nel 2016 era intervenuta infatti una depenalizzazione che aveva stabilito un doppio regime: penale per omissioni superiori ai 10 mila euro, amministrativo per omissioni inferiori ai 10 mila euro con sanzioni da €10.000 a €50.000.

L’INPS sta ora notificando migliaia di ordinanze di ingiunzione,

con sanzioni di €5.000 per le violazioni compiute fino al 2015 e con sanzioni superiori a €10.000 per le violazioni compiute dal 2016 in poi: importi da pagare entro 30 giorni per evitare i conseguenti atti di pignoramento.

“Nella sola provincia di Vicenza sono circa 17.500 le ordinanze di ingiunzione da inviare, per un totale di sanzioni che ammontano a 140 milioni di euro: a livello nazionale la somma sfiora i 14 miliardi di euro” spiega il Deputato Vicentino di Fratelli d’Italia.

“Nei giorni scorsi ho incontrato il Direttore dell’INPS di Vicenza, con il quale ho avuto modo di confrontarmi proprio su questa situazione, preoccupante e pericolosa per la tenuta di tante piccole e medie imprese del territorio” continua Giovine.

Per fare un esempio concreto: secondo le indicazioni dell’INPS, al datore di lavoro che ha omesso un versamento di €50 prima del 2016 viene applicata una sanzione di 5.000€, un importo che lievita a €10.000 se la sanzione è stata commessa successivamente al 2016.

In entrambe le casistiche analizzate, la sanzione ammonterebbe tra le 100 e le 200 volte la somma non versata. Accade invece che per una ipotetica omissione di €9.900 la sanzione massima applicabile sia comunque di €10.000: un importo pari all’omissione stessa, premiando così le omissioni che di più si avvicinano al massimale.

“Ci troviamo di fronte ad una sproporzione

costituzionalmente irragionevole tra omissione e sanzione. Queste ordinanze (che sono come un decreto ingiuntivo, a cui fa seguito l’esecuzione forzata) sono inviate anche se le aziende hanno in corso una rateazione presso l’agente di riscossione o presso l’INPS o addirittura se, nelle more del procedimento, hanno addirittura già sanato l’omissione” puntualizza il Parlamentare vicentino del Partito di Giorgia Meloni.

“Il Governo ci ha risposto prontamente condividendo le nostre preoccupazioni, e si è ufficialmente impegnato a collaborare alla stesura di un provvedimento che riporti ad un meccanismo ragionevole e sostenibile la definizione delle sanzioni conseguenti alle omissioni contributive inferiori ai €10mila”.

“Il principio che dovrà quindi seguire la modifica normativa sarà quello di commisurare la sanzione al valore dell’omissione senza prevedere cifre sproporzionate e comunque di difficile – se non impossibile – esazione” precisa l’Onorevole Giovine, che poi conclude “anche in questo caso Fratelli d’Italia si dimostra, come sempre, al fianco del tessuto produttivo delle piccole e medie imprese e delle partite iva con concretezza, serietà e senza slogan. Siamo in un periodo molto difficile per il nostro Paese e per le nostre aziende, e non possiamo colpirle ulteriormente con sanzioni assurde, che porterebbero ad ulteriori chiusure e conseguente disoccupazione”.

Roma, 01/12/2022

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