Lettere e Opinioni

Yo soy Giorgia

Quando da ragazzo ebbi a che fare con la destra, una specie di Fdg de noantri, imparai presto che nel gruppo si acquistava importanza se si era capaci di qualche idea precisa in mezzo al fisicismo e allo sbruffonismo dominanti – Yo soy Giorgia

La maggiore età e gli studi universitari

mi videro parteggiare per il fronte opposto, e più capivo, più estremizzavo le mie posizioni. A quel tempo si tributava rispetto a chi avesse dimestichezza con le filosofie politiche e le più ricercate letture rivoluzionarie.

Tuttavia, pur non potendo disprezzarne il valore, mi sono stati sempre sulle palle quelli che citavano a pappagallo interi passi del Capitale e di altri scritti memorabili. Più tardi, altre esperienze, altri partiti, promossero altre virtù: l’eloquenza, ad esempio, una cosa che in politica è essenziale; cioè la dimostrazione democratica che il mettere in fila parole senza esitazioni equivalga a padroneggiare l’argomento.

Quando arrivò (sebbene non per me) l’ora della Lega, ci si fece addirittura vanto di un’ignoranza distintiva, segno di un Nord pratico, produttivo, incapace di contorsioni del pensiero. Era arrivata l’ora del popolo sovrano.

La mutazione nelle classi dirigenti

(di cui spesso parlo) si mostrò con il passaggio dalle ideologie alle narrazioni. Nondimeno, anche queste ultime, furono troppo complesse per un popolo disattento che aveva perduto la fedeltà nei vecchi partiti e aveva liquefatto il consenso.

In questa fase, propagandando i sentimenti, cioè la cosa più vicina all’animo popolare, la destra divenne maestra di politica. L’amicizia, la lealtà, il partito dell’amore, l’altruismo, e altre panzane di quei politici, divennero gli “argomenti” che si scontravano nelle campagne elettorali.

L’unica inversione di tendenza (quasi un implicito ritorno alle ideologie) fu quella del M5S che, nonostante avesse emancipato l’onestà (sentimento?) a categoria di conoscenza, inaugurò una stagione di indubbio programma razionale e illuministico, in cui i sentimenti furono definitivamente accantonati.

Ora, non appena si prospetta la possibilità di eliminare il suffragio universale e fondare un elettorato sulla conoscenza, il popolo si ribella. Ma v’immaginate la destra, le destre, senza i loro ventilatori di fesserie?

V’immaginate il salvinismo senza gli elenchi del suo “capitano”, il neofascismo senza le urla di “Giorgia”, il PD senza i paradigmi legalisti dei suoi segretari? Io non l’immagino.

Così come non immagino il M5S senza la sua lista di cose da fare per la povera gente. Eppure non capisco, ecco: questa è la mia differenza col popolo dei sentimenti, che cacchio voglia dire quella signora, quando dice: ”Sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana e nessuno può portarmi via tutto questo”.

Cos’è? Una specie di manifesto vintage alla maniera di “mi piace la pasta e fagioli” (that’s amore), e no me la pueden quitar?

Giuseppe Di Maio

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