Schio e dintorni

Schio: centro sociale Arcadia

L’accusa del centrodestra alla maggioranza: bando pensato su misura per gli antagonisti di sinistra – Schio: centro sociale Arcadia

Il 30 settembre scade la deroga

che l’Amministrazione comunale ha concesso agli occupanti del capannone in via Lago di Tovel 18, dove dal 2007 la sinistra antagonista del centro sociale Arcadia ha la base d’appoggio per promuovere le proprie attività politiche.

Nel 2020 il Comune aveva inviato una lettera alle associazioni firmatarie del contratto di locazione con la quale comunicava il bisogno di rientrare in possesso dell’immobile. La risposta degli antagonisti di sinistra fu lapidaria: “non ce ne andiamo”, tanto è vero che gli attivisti del centro sociale iniziarono una serie di iniziative per rivendicare uno spazio considerato come “roba loro” e che non se ne sarebbero andati senza colpo ferire.

Un anno dopo l’Amministrazione comunale ha ceduto ai ricatti dell’estrema sinistra concedendo agli occupanti di rimanere all’interno del capannone. L’amministrazione Orsi ha successivamente deciso di assegnare la gestione dell’immobile tramite un bando pubblico le cui linee guida stabilite dalla giunta sono state – secondo i consiglieri comunali del centro destra – disegnate su misura per le associazioni che rappresentano il centro sociale Arcadia nel rapporto con il Comune.

Del bando se ne parlerà mercoledì prossimo in consiglio comunale.

Il capogruppo di SchioCittà Capoluogo ed esponente di Fratelli d’Italia Alex Cioni ha presentato una mozione assieme al collega della Lega Luigi Santi esponendo in questo modo le ragioni dei loro dubbi su un’operazione definita << truffaldina >> e che non mancherà di riaccendere aspre polemiche sulla presenza del centro sociale in città.

Si tratta di “un bando tecnicamente discutibile essendo confezionato su misura per Arcadia e per questa ragione politicamente inaccettabile – spiegano all’unisono i due consiglieri. Ma a prescindere da chi si aggiudicherà la gestione del capannone – sottolinea Cioni – non può essere definita una scelta corretta predisporre l’assegnazione dell’immobile per 12 anni.

Secondo il nostro parere – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – l’Amministrazione avrebbe dovuto limitarsi ad un affidamento limitato per i prossimi due anni, cioè fino alla scadenza del proprio mandato senza vincolare le prossime amministrazioni da una scelta chiaramente politica e quindi opinabile”.

BLOG: http://alexcioni.blogspot.com/

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