Politica

Marina Bergamin per Coordinamento donne Cgil Vicenza  

Elezioni politiche: le priorità per promuovere le donne. E andiamo a votare!

In occasione delle prossime elezioni politiche, la Cgil ha già dichiarato quali sono le priorità da affrontare per proteggere il lavoro e ha fatto domande e proposte ai partiti.

Noi, donne della Cgil, condividiamo tutto:

pace, crisi climatica, transizioni green e digitale, lavoro precario e lavoro povero, PNRR, caro energia, migranti…ma vogliamo dire qualcosa di più!

Sono ancora troppo poche le donne che si impegnano nella partecipazione sociale, che fanno parte del mondo del lavoro, e ancora meno quelle che si occupano di politica. Davvero è ora di cambiare.

Ma non vogliamo una donna qualsiasi, ma qualcuna ancorata nella politica delle donne. E le appartenenze politiche, sociali e culturali ci interessano e fanno la differenza.

Vogliamo una donna che sappia guardare avanti e non indietro, aprire e non chiudere, accogliere e non respingere.  Abbiamo bisogno di donne che una volta raggiunte le posizioni apicali agiscano per tutte le altre donne (e aggiungiamo tutte le altre realtà LGBTQI+) e lavorino per creare una società più equa e più giusta per loro stesse e per gli altri.

Abbiamo bisogno di donne che:
  • capiscano e intervengano sui problemi delle donne nel mondo del lavoro, che consentano a tutte le altre di decidere sul proprio corpo e di non permettere che sia un uomo a farlo per conto loro, che si tratti della scelta di interrompere o no una gravidanza o decidere se seppellire o meno un feto dopo un aborto, naturale o voluto che sia.
  • si indignino perché altri bambini sono morti in mare alle porte dell’Europa perché scappavano dalla guerra e dalla fame, senza differenze per la provenienza o il colore della pelle.
  • non creino una polemica assurda su un cartone animato  e riconoscano che la famiglia è un insieme di persone tra cui c’è amore, rispetto e cura dell’uno verso l’altro, siano esse due donne, due uomini, una donna e un uomo, oppure una persona sola.
  • capiscano e sappiano accogliere un’altra donna che vive una situazione di violenza, giovani o anziane che sia, che possano accompagnare questa persona in un percorso di emancipazione per sottrarsi al proprio aguzzino.

E vogliamo un welfare che sostenga le donne e le sottragga alla sotto-occupazione e ad un ‘lavoro di cura’ pervasivo e non condiviso.

Ecco, vorremmo una donna che parla di questi argomenti.

Che parla per tutte le altre. Che ha a mente l’emancipazione di tutte. Un’ultimo appello: andiamo a votare. Le donne italiane poterono farlo solo dal 1946, dopo una dittatura che le aveva umiliate: riprendiamoci in mano il nostro destino.

Marina Bergamin per Coordinamento donne Cgil Vicenza

Vicenza, 19 settembre 2022

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