Lettere e Opinioni

Le due destre

All’improvviso questa campagna elettorale pare troppo breve. Solo due mesi fa il governo faceva indisturbato i comodi suoi, il Movimento di Conte pubblicava una carta con 9 punti di chiarezza per gli asserragliati di palazzo Chigi, e solo due mesi fa Draghi, quasi offeso dei suggerimenti del suo maggior alleato, si dimetteva.

Bisognava fare in fretta:

Di Maio s’era già sfilato con una manica di mezze calzette; la guerra era stata dichiarata e non bisognava aspettarne l’esito; il virus d’estate sembrava distrutto; con la buona stagione le bollette attentavano ancora debolmente alle tasche e alle pazienze degli italiani. Mattarella doveva decidere: si vota a settembre.

Letta è subito parso prontissimo. Chi è nemico di Draghi? Chi amico di Putin? Più che a una campagna elettorale da leader pare pronto come maggiordomo di palazzo. Questo no; questi altri forse, ma anche no; questi sì, ma non ci governo insieme. Meloni è il suo avversario, Conte il suo nemico.

Tutta la stampa è dalla sua parte, pronta a ripetere a pappagallo che il governo dei migliori è caduto per colpa del M5S. Dell’altra destra, quella dei fratelli, dei cugini e degli zii d’Italia, non c’è molto da dire: sanno che la vittoria unisce, e che a una banda di ladri basta il bottino. L’avvicendamento della leadership non pare un problema.

Dopo più di dieci anni dalla caduta di Berlusconi ormai una vale l’altro.

Sia di qua che di là se la prendono con quelli del reddito, del salario minimo, della svolta ecologica, della pace. Se la prendono con chi ha idee, siccome loro non ne hanno. Loro le idee le prendono solo in prestito.

I partiti della destra reazionaria sono nemici del welfare, degli stranieri, della giustizia, delle regole che uccidono la libertà. Quelli della destra conservatrice e desistente non ce l’hanno col welfare, ma non lo migliorano, amano gli stranieri, ma non dispongono politiche dei flussi migratori, amerebbero la giustizia, ma votano la Cartabia, e di regole riconoscono solo quelle fatte da loro.

Sicché, tutti, possono giocare solo su tavoli truccati. La prima destra con legge elettorali truffa, la seconda con il voto utile contro la prima. Attenti, che questi aumentano le tasse! Attenti, che quelli cambiano la Costituzione!

Ma il popolo,

seppure con una certa difficoltà, le cose le ha capite, solo che avrebbe avuto bisogno di più tempo. I partiti che formeranno il prossimo governo hanno esaurito le quattro fesserie che avevano da dire, non una sola idea, solo obblighi strategici.

C’è solo un uomo, in tutte le piazze, in tutti i dibattiti, in tutti i talk show che li contrasta. E ne hanno terrore. E dopo essersi accordati sul suo boicottaggio sono spariti. I cosiddetti poli non bastano più, ne hanno addirittura tre, ma il terzo non è il nemico, è solo il pidocchio sulla frutta marcia. Quest’anno malgrado tutto a piazza SS Apostoli ci sarà ancora lo stesso popolo, ma sotto altre bandiere.

Giuseppe Di Maio

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