Lettere e Opinioni

Il voto inutile

A uno dal carattere umorale come il mio, chi ha l’atteggiamento sereno, serio, pacato, senz’alcuna alterazione dei toni, mi dà sempre l’impressione di un cretino. No, non è solo Letta, ma sono tutti i dirigenti del PD dalla sua fondazione a provocarmi questa sensazione – Il voto inutile

Pertanto, non concordo sulle analisi dei flussi elettorali che dovranno essere affinati nei prossimi mesi. Mi pare difficile credere a un eguale scambio di elettori tra PD e 5S; sono invece d’accordo con chi reputa che i voti della destra vengono scambiati all’interno di un bacino elettorale definito, pur senza pensare che questo bacino rappresenti un blocco sociale.

Le analisi attuali dimostrano

che gli elettori destrorsi hanno diversa provenienza: una magra classe media, e ceti abbienti associati a quelli dalle condizioni economiche severamente disagiate. Sorvoliamo su sesso, età, cultura e religiosità dei votanti, e diciamo solo che la scarsa percentuale di chi si è recato alle urne è composta da 2/5 di elettori di indole reazionaria (FdI e Lega), 2/5 conservatrice (FI, PD e cespugli di centro), 1/5 radicale (M5S e sinistra).

In 4 anni, PD e M5S, tanto danneggiati da un Rosatellum varato a colpi di fiducia, non hanno trovato il tempo per scrivere una legge migliore. Questo la dice lunga sulla fertilità dell’asse giallo rosso, tanto cantato da alcuni tifosi del Conte II. E così la legge elettorale, che i disaccordi del ’47 non riuscirono a saldare in Costituzione, detta ancor oggi le sorti politiche e sociali della Penisola.

Nel 2018 la destra col suo sparuto 37% ha reso ingovernabile questa legislatura, ora con il 44% si avvia verso la dittatura. E pensare che negli anni di Silvio la coalizione arrivava al 47/49% senza che quest’evenienza si verificasse per legge.

Ma il renzismo e la sagacia piddina sono riusciti a regalare il potere assoluto a un partito di minoranza, e stavolta i parrucconi dell’alta Corte non si sono precipitati a correggere la stupida legge, come già fecero per l’Italicum che invece avrebbe messo il potere nelle mani del M5S.

Prendete il migliore di loro, il più simpatico: Bersani,

e smettete per un attimo di ascoltare i suoi endorsement a Conte e ai 5 stelle. Lui, è un furbone che venti e più anni fa era in prima fila durante la stagione delle privatizzazioni; è sempre lui che nel 2013 si è fatto sfilare il parlamento più a sinistra della storia della repubblica e l’ha regalato alla destra.

E’ ancora lui che dopo essere uscito dal Parlamento si è messo a seguire Letta sui palchi del sud per dare una mano alla ditta e all’amico a raccattare voti inutili contro la riscossa pentastellata. E l’amico, che anche dopo la severa sconfitta, nega ancora la realtà e le sue cause: tutto questo è colpa di Conte che ha fatto cadere Draghi.

Non è forse oscuramento, scotomizzazione psicologica? Una cosa che abbisogna di un accurato percorso clinico? Non ammette ancora di aver regalato il paese alla destra con preciso disegno: crede ancora di essere il nipote, invece è lo zio.

Giuseppe Di Maio

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