Ovest Vicentino

Dissesto idrogeologico: a Recoaro opere per 2,5 milioni

Cantieri a Rovegliana, via Franco e sul Rotolon grazie a fondi statali – Cunegato in pressing per il finanziamento degli interventi in c.da Zulpi – Dissesto idrogeologico

I fatti delle Marche,

dove si stanno ancora cercando gli ultimi dispersi e si contano purtroppo 11 vittime, oltre a danni per milioni di euro, riportano in questo assaggio d’autunno gli occhi dell’opinione pubblica sulla lotta al dissesto idrogeologico.

L’Italia è infatti costellata di zone rosse in cui i rischi derivano da molteplici fattori. Non sfugge a questa criticità neppure il territorio recoarese, dove però non si arresta la ricerca di fondi per attuare i piani di mitigazione e messa in sicurezza del territorio.

Su questo fronte si apre ora un nuovo periodo di lavori con quasi due milioni e mezzo di risorse a disposizione dell’Amministrazione per rispondere ai danni subiti anche a Recoaro nell’agosto 2020.

Nello specifico dal Governo, attraverso il Commissario all’emergenza, sono stati stanziati 1.350.000 euro per interventi rivolti a Rovegliana.

Con 350.000 euro si andrà a consolidare un ampio tratto dei versanti sopra e sotto la strada che sale alla frazione, con sistemazione della Valle Mantese. In questo modo si riuscirà anche a mettere in sicurezza uno stabile privato che sorge tra il versante coinvolto da diffusi cedimenti e la strada.

Ha poi un valore di 1 milione di euro, suddiviso in due stralci funzionali (rispettivamente per 521.942,89 euro e 478.057,11 euro) l’intervento di consolidamento statico di un’area di pertinenza della parrocchia di Rovegliana che coinvolge anche le fondamenta della Chiesa di Santa Margherita.

A questi si aggiunge anche un terzo cantiere, per un costo di 100.000 euro, che riguarderà invece la messa in sicurezza di alcuni tratti stradali lungo Via Franco.

Nelle prossime settimane

verrà avviato l’iter di progettazione che porterà a cantierizzare gli interventi nella seconda metà del prossimo anno.

La frana del Rotolon costituisce da secoli una delle fonti di maggior preoccupazione per l’abitato recoarese e il sopraggiungere di fenomeni piovosi sempre più intensi rischia di riattivare con sempre maggiore frequenza il movimento.

Le opere di mitigazione sul torrente e sui versanti proseguono fin dagli Anni ‘20 del ‘900 e tutt’oggi richiedono costanti interventi.

Con il supporto diretto del CNR-IRPI (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica) è stato realizzato un sistema di allerta e monitoraggio che consente di ridurre i rischi per la popolazione, fornendo inoltre dati costanti per lo studio del fronte franoso.

La Regione Veneto ha concesso un ulteriore finanziamento grazie a fondi messi a disposizione dallo Stato diversi anni fa, per 1 milione di euro, e che consentiranno di realizzare parte delle opere indicate dallo specifico piano degli interventi elaborato per la frana del Rotolon allo scopo specifico di mitigarne rischi e danni secondo una scala di priorità.

In questo frangente si interverrà su un tratto del torrente compreso tra il ponte di località Parlati-Maltaure e il sottostante ponte di contrada Sudiri.

Questo settore è perlopiù interessato da processi idraulici ma, in caso di importanti volumi detritici, può essere attraversato da colate che potrebbero danneggiare i due ponti.

Per diminuire questo rischio,

il progetto mira ad intervenire in alveo, a partire dal ponte Parlati-Maltaure, con la creazione di un terrapieno sulla destra idrografica a protezione di alcune abitazioni e la rettifica delle sponde per consentire un migliore deflusso rallentando colate e conseguenti depositi.

La fase progettuale si è da poco conclusa e ora si attende la valutazione della Commissione Regionale. L’avvio lavori è previsto nel 2023.

“La tragedia delle Marche – spiega il Sindaco, Armando Cunegatopurtroppo non la prima, né l’ultima, ci ha mostrato ancora una volta come solo gli investimenti costanti nella manutenzione del territorio possano metterlo in sicurezza e renderlo sempre più in grado di sopportare fenomeni naturali anche di grande intensità.

Le proiezioni dei prossimi anni ci dicono con sempre maggiore chiarezza che eventi estremi si ripresenteranno con sempre maggiore frequenza, per questo è nostro compito intercettare tutte le risorse possibile per fare prevenzione, ma anche informazione.

Il recente piano di protezione civile è stato infatti riassunto anche in un pratico manuale ad uso di tutti i cittadini che devono a loro volta essere consapevoli dei rischi che il nostro territorio corre per sapere come reagire nella peggiore delle ipotesi.

Dal canto nostro,

ed è il caso del Rotolon, la predisposizione di piani di lungo termine consente di conoscere con relativo anticipo quali opere si rendono più indispensabili e quindi ci consente di orientare gli investimenti sia con fondi di bilancio che con risorse esterne.”

Il Comune è poi in pressing sulla Regione Veneto affinché possa valutare il finanziamento di ulteriori opere di ripristino dopo i danni da maltempo verificatisi nel vicentino e nel bellunese nel dicembre 2020 (Stato di crisi proclamato dalla Regione per gli eventi del 4 e 9 dicembre 2020), con particolare urgenza al recupero delle infrastrutture.

Dissesto idrogeologico: a Recoaro opere per 2,5 milioni

 

 

 

 

 

Per il territorio recoarese, l’eventuale esito positivo di un secondo stralcio di contributi emergenziali consentirebbe di intervenire sulla strada comunale che dal Passo Xon collega le contrade Zulpi, Rive, Scalzoni  e Lovati.

La sede stradale, piuttosto tortuosa e lunga oltre un chilometro, è l’unica via di collegamento alle case e versa in cattivo stato con avvallamenti diffusi e cedimenti di diversi cigli stradali.

Da un primo conteggio dei danni serviranno opere per almeno mezzo milione di euro.

“Come sappiamo le risorse comunali non sono infinite – ha concluso Cunegato – e per questo è nostro dovere interessare ogni potenziale finanziatore affinché assegni contributi di vitale importanza.

Allo stato attuale manteniamo il monitoraggio delle condizioni di salute della strada, ma è indubbio che servirà intervenire quanto prima per non tagliare fuori intere famiglie dal collegamento con il fondo valle.”

In foto: Passo Xon Lovati

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