Lettere e Opinioni

Robin Hood

Ma se Berlusconi non avesse il suo apparato mediatico credete che gli sarebbe venuta in mente la repubblica presidenziale?

Se il PD non volesse accaparrarsi il voto dei conservatori

credete che avrebbe interesse ad accogliere manodopera squalificata dall’Africa e poi negarle un salario minimo? Mah, forse l’ultima è un’affermazione un po’ complicata per un elettore medio, difatti la “cultura buonista” è famosa per nascondere le tracce della sua iniquità dietro percorsi di giustizia apparente.

Con la flat tax anche la destra prova a fregare gli elettori sui termini. Flat significa “piatta”, cioè pari, uguale per tutti.

Che si mettano d’accordo sul 15%, producendo un ammanco di cassa di 60 mld, o sul 23%, che ne produrrà solo la metà, il primo scoglio da superare è appunto il mancato prelievo fiscale. Benché si stracciano le vesti nel dimostrare che con una tassa più bassa si aumenterà la platea dei contribuenti, essi tacciono almeno due evidenze.

La prima, è che chi adesso non paga è uno che appartiene ad una categoria che può sfuggire al fisco; l’altra, è che in nessun sistema fiscale è dimostrato che abbassando l’aliquota si combatte l’evasione. Difatti l’evasione fiscale è solo frutto di un sistema troppo blando con gli evasori.

Ma veniamo al “flat” della tax.

Ciò che si tace davvero è la natura del salario. Quelli molto bassi sono misurati per dare al lavoratore solo la possibilità di sopravvivere, anzi, di stentare malamente, tanto che la lotta per una salario minimo non è fatta da potenziali risparmiatori, ma da gente che non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena.

A questi salari seguono quelli che non arrivano a fine mese; poi chi riesce a mettere persino qualcosa da parte; chi fa una vita agiata con delle buone sostanze accantonate; e poi i ricchi, e i più ricchi. Bene. Voi mi dovete dire cosa c’è di equo tra il 15% tolto a chi non arriva a fine mese con quello di uno che finalmente ha la possibilità di non avere più un’aliquota al 43%.

Non si può paragonare la tassa di chi deve togliere quei denari al cibo, con quello che la deve togliere solo al capitale. Ed è stato pure dimostrato che non ne beneficia l’imprenditoria abbassando le imposte sul reddito eccedente.

Perché, come chi non vuole pagare le tasse non le paga qualunque sia l’aliquota fiscale, così, chi non vuole rischiare il proprio denaro, non lo investe né se è poco né se è tanto.

Se proprio si vuol pensare ad una tassa flat,

allora perché invece di caricarla sui salari non la si carica anche sulle sostanze già accantonate?

Una bella tassa flat su tutta la ricchezza privata nazionale, che avrebbe pure il vantaggio di essere calcolata in decimali.

Il fatto è che il padrone dello Stato fa del tutto per farci sentire esclusi dal suo dominio, salvo nel momento in cui se ne devono pagare le spese.

Giuseppe Di Maio

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