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Fidas Torri di Quartesolo: per il 50° il Comune regala una nuova sede

Il presidente del Gruppo Fidas Torri di Quartesolo, Renato Gardumi:

“l’unico modo di fare qualcosa è smettere di parlare ed iniziare a fare. Allora, avanti donatori, serve sangue e sono appena i primi 50 anni…”.

Il Gruppo di Torri di Quartesolo avrà presto una nuova sede.

Soddisfatto il presidente Renato Gardumi, che, dopo aver corteggiato a lungo l’amministrazione comunale, grazie al sindaco Diego Marchioro, ha dato il via ai festeggiamenti per il 50° di fondazione del Gruppo di Torri di Quartesolo, rendendo nota la notizia alla presenza della presidente provinciale di Fidas Vicenza, Chiara Peron.

“Grazie a tutti quei donatori che hanno saputo ripetere con costanza il proprio gesto di solidarietà – commenta il sindaco Marchioro – contribuendo a far vivere e crescere l’Associazione. Grazie a tutti i presidenti ed ai componenti dei direttivi che si sono succeduti, centinaia di concittadini, che hanno, nel corso di questo mezzo secolo di attività, concretizzato la parola amore”.

La nuova sede, che il Comune si impegna a mettere a disposizione della Fidas entro un anno, resterà di proprietà dell’ente. Consentirà all’Associazione di poter disporre di ambienti più consoni e visibili alla comunità. Lo spazio si colloca all’interno delle scuole, di fianco alla Polizia locale.

I tempi del trasloco del Gruppo Fidas dall’attuale sede di Marola sono dettati dall’esigenza di dare priorità ad ospitare gli alunni di Lerino, in quanto la scuola della frazione necessita di importanti lavori strutturali.

Il ricordo più affettuoso, in questo anno di celebrazione, va alla fondatrice del Gruppo, Giannina Franzan Mattiello, senza la quale non sarebbe stato possibile raggiungere questo risultato, succeduta dal compianto cav. Gianni Morsoletto. Con altrettanta stima son stati ringraziati con parole accalorate al pranzo del cinquantesimo i presidenti Vittorio Sigola, Paolo Palmieri, Fernando Sinigaglia e l’attuale Renato Gardumi, per la dedizione e passione nella ricerca continua di donatori per portare sollievo a chi soffre.

“Mi piace pensare a quanta silenziosa solidarietà, nel corso di questi 50 anni, ha espresso il nostro Gruppo – commenta il presidente Gardumi – con un filo invisibile che unisce idealmente le persone che hanno regalato una parte di sé stessi. Quello del sangue è un dono nella forma più pura della parola, un privarsi di qualcosa di proprio, non superfluo, bensì vitale, per metterlo a disposizione di chi ne ha bisogno”.

Alla difficile situazione di calo di donazioni, il presidente Gardumi ha risposto con un accorato appello: “l’unico modo di fare qualcosa è smettere di parlare ed iniziare a fare. Allora, avanti donatori, serve sangue e sono appena i primi 50 anni…”.

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