Veneto

Maggio 2022: mercato del lavoro Veneto

IL MERCATO DEL LAVORO VENETO NEL MESE DI MAGGIO 2022

In un contesto economico che seppure carico di tensioni risulta migliore rispetto alle aspettative di un mese fa, il mercato del lavoro veneto continua a registrare un andamento positivo.

A maggio guadagnati 21 mila posti di lavoro, per un bilancio occupazionale complessivo nei primi cinque mesi dell’anno di 57.200 posizioni lavorative in più, di cui 41 mila a tempo determinato e 16 mila a tempo indeterminato.

Crescita più intensa per l’occupazione femminile, il settore turistico e la provincia di Venezia.

In aumento le dimissioni, ma uno su due trova un altro lavoro entro una settimana

In Veneto

il saldo tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, a tempo determinato e di apprendistato nei primi cinque mesi dell’anno è pari a +57.200 posizioni lavorative.

Un risultato ampiamente migliore sia rispetto al dato del 2021 (+39.700) che a quello del 2020 (-4.000), condizionato dall’insorgere dell’emergenza Covid, ma inferiore ai livelli pre-pandemia del 2019, quando il saldo fu superiore a +61.650 posti di lavoro.

Il saldo mensile di maggio è pari a +20.900, di poco inferiore a quello dell’anno precedente ma superiore a quello del 2019 (+17.400).

Il bilancio occupazionale positivo è dovuto in larga parte ai contratti a tempo determinato, cresciuti di 40.900 unità nel corso del 2022, ma anche al tempo indeterminato (+16.000), mentre l’apprendistato segna un incremento più modesto (+300).

Le assunzioni,

complessivamente 272.159, sono in crescita del +42% sull’anno precedente, del +61% sul 2020 e del +3% sul 2019, con risultati particolarmente positivi per le donne (+54%), la provincia di Venezia (+89%), il comparto turistico (+130%) e, a livello contrattuale, i rapporti a tempo indeterminato (+49%).

Nel solo mese di maggio se ne sono registrate oltre 63 mila, con un aumento del +18% rispetto all’anno prima.

L’analisi settoriale conferma l’andamento positivo del settore dei servizi, che registrano quest’anno un aumento della domanda di lavoro del +62%, con punte del +130% nel comparto turistico, in forte crescita dopo le difficoltà registrate in periodo di emergenza, e quasi +200% nell’editoria e nella cultura.

L’industria fa registrare un aumento delle assunzioni del 30% e un saldo occupazionale positivo per 13.500 posti di lavoro.

In particolare

, valori più elevati rispetto alla media si registrano nel settore chimico-farmaceutico (+38%), nel metalmeccanico (+35%) e nel Made in Italy (+33%), mentre il settore delle costruzioni, seppure ancora in crescita, mostra segnali di rallentamento (+22%), a conferma che il picco storico di ordinativi è in fase di superamento. In controtendenza l’agricoltura, che nonostante un saldo positivo di oltre 6 mila posti di lavoro fa segnare un calo delle assunzioni del -4%.

A livello territoriale, nel 2022 i saldi più positivi si registrano a Venezia (+26.400) e Verona (+17.900), anche se nel capoluogo scaligero il bilancio occupazionale è ancora inferiore rispetto a quello del 2019.

Positive anche le altre province: Padova +5.700, Treviso +3.500, Vicenza +3.300 e Rovigo +3.200. Belluno risente invece della stagionalità turistica e fa registrare nei primi cinque mesi dell’anno -2.800 posizioni lavorative.

Per quanto riguarda il solo mese di maggio assunzioni e saldi superano ovunque il dato del 2019.

Le cessazioni,

complessivamente 215.000, crescono del +41%, con un lieve rallentamento nel mese di maggio (+30%).

Continua a crescere il numero delle dimissioni da contratti a tempo indeterminato: nei primi cinque mesi dell’anno se ne sono registrate 51.600, il 32% in più rispetto al 2021 e il 35% in più rispetto al 2019, con una crescita particolarmente significativa per le donne (+47%) e per i lavoratori over 55 (+71%).

Il 55% dei dimissionari proviene dal settore dei servizi, in particolare commercio-turismo (18%) e ingrosso-logistica (14%), il 35% dal manifatturiero e il 9% dall’edilizia.

La maggior parte dei dimissionari trova una nuova occupazione entro un mese (57%), il 44% già nei primi 7 giorni.

Se chi lavorava nell’industria si ricolloca spesso nello stesso settore (78% dei dimissionari), oltre la metà di chi lavorava nel commercio e nel turismo trova lavoro in un altro settore e due su tre in un diverso comparto.

Complessivamente, tuttavia, non sembrano essere in atto grossi “travasi” da un settore all’altro.

Maggiore mobilità si registra invece a livello di profili professionali.

Se tra le high skills, un terzo dei dirigenti e dei tecnici dimissionari cambia lavoro pur accettando di scendere di livello, i medium skills (impiegati, operai specializzati e professioni qualificate) tendono a rimanere nello stesso livello.

Al 31 maggio 2022

i disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego del Veneto risultano complessivamente 383.300, di cui 270.700 disoccupati disponibili e 112.600 persone attualmente in sospensione perché occupate temporaneamente o perché in conservazione della condizione di disoccupazione per ragioni di reddito.

Il flusso delle dichiarazioni di immediata disponibilità nei primi cinque mesi del 2022 è stato pari a 45.500 unità, in lieve aumento rispetto all’analogo periodo del 2021 (+10%).

Una tendenza imputabile alla vivacità della congiuntura economica e al clima di fiducia nel mercato del lavoro, dopo due anni di irrigidimento causato dalla pandemia.

Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di maggio e nei primi cinque mesi dell’anno sono disponibili nella Bussola pubblicata sul di Veneto Lavoro, www.venetolavoro.it.

Venezia, 15 giugno 2022

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