Cultura e Spettacoli

Dvořák fra romanticismo e folklore

Venerdì 1 luglio il Chiostro di San Lorenzo ospita la musica di Antonín Dvořák per la serie dei Notturni della OTO.

Alla guida di una formazione d’archi, Klaus Manfrini ha scelto per la serata una selezione dai “Cipressi” e il Quintetto Op. 77.

Biglietti da 7 a 10 Euro.

Sarà ancora un quintetto d’archi

il protagonista del quarto Notturno della OTO, in calendario venerdì 1 luglio al Chiostro di San Lorenzo a Vicenza con inizio alle ore 21.

La formazione messa in campo dal maestro Klaus Manfrini – tutor della OTO per la sezione delle viole – comprende Samuele Aceto e Anna Merlini ai violini, Anna Tonini-Bossi al violoncello, Alessandro Leone al contrabbasso e lo stesso Manfrini alla viola.

L’impaginato della serata è tutto dedicato alla musica da camera di Antonín Dvořák, eclettico autore boemo del Secondo Ottocento la cui fama mondiale culminò nel 1893 con il nono dei suo lavori sinfonici, conosciuto come la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”.

Oltre ai numerosi lavori per orchestra

– alle nove sinfonie sono da aggiungere poemi sinfonici, ouverture, sette Concerti per strumento solista e orchestra e una dozzina di altre composizioni – per oltre trent’anni Dvořák si dedicò con successo alla musica da camera per formazioni che vanno dai trio al sestetto.

Il ciclo dei “Cipressi” per quartetto d’archi,

che apre il concerto di venerdì, è in realtà la trascrizione di una serie di canzoni per voce e pianoforte ispirate alle poesie di Gustav Pfleger Moravský che il giovane Dvořák compose per Josefína Čermáková, allieva della quale si era perdutamente innamorato.

Il quartetto d’archi della OTO proporrà a San Lorenzo una selezione dai 12 pezzi che compongono i Cipressi: un Andante maestoso, un Allegretto e un Allegro animato.

Il secondo brano in programma

è il Quintetto Op. 77 in Sol maggiore datato 1875 nel quale la presenza del contrabbasso sposta verso il basso il “baricentro acustico” conferendo al pezzo sonorità e un senso di spazio, soprattutto nel primo movimento.

Pur non ricorrendo a citazioni esplicite, il Quintetto mette in luce la sensibilità di Dvořák per il nazionalismo musicale servendosi di spunti tratti dalle melodie e di ritmi popolari della sua terra di origine

Formatosi al Conservatorio di Trento e perfezionatosi con Juri Gandelsmann e Bruno Giuranna, Klaus Manfrini ha collaborato con varie formazioni cameristiche – in particolare con l’Orchestra Haydn e la Streicher Akademie Bozen – prima di approdare all’Orchestra da Camera di Mantova, con la quale suona da oltre un ventennio.

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