Cultura e Spettacoli

Cinema al Giardino Parolini

UN’ESTATE DI GRANDE CINEMA AL GIARDINO PAROLINI

Torna al Giardino Parolini dal 4 luglio il CineFestival di Operaestate: il grande cinema nel verde del parco in centro città , con le migliori pellicole dell’ultima stagione, da ogni parte del mondo!

Com’è tradizione, l’avvio di Operaestate è con il grande cinema all’aperto, nel verde dello storico Giardino Parolini, con il meglio dell’ultima stagione cinematografica e le pellicole più premiate ai festival e ai premi internazionali.

Dal 4 luglio al 28 agosto, il Cinefestival propone 56 film: un vero giro del mondo attraverso le storie proposte da celebrati maestri del cinema contemporaneo così come da giovani registi emergenti che sperimentano linguaggi originali.

Inaugurazione il 4 luglio con Welcome Venice di Andrea Segre, una commossa elegia per una Venezia che va scomparendo, con interpreti perfetti, primi fra tutti: Andrea Pennacchi e Paolo Pierobon.

Primo di una lunga serie di film italiani

presenti in rassegna, tutti quelli che hanno segnato il ritorno del nostro grande cinema dopo due anni difficilissimi ed equamente divisi tra i grandi maestri del cinema di oggi e i giovani esordienti. A partire dai premiati ai David di Donatello 2022: E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino (8/7), miglior film, regia, fotografia, e miglior attrice non protagonista a Teresa Saponangelo, il luminoso Piccolo corpo di Laura Samani, miglior esordio alla regia (11/8), l’intenso Ariaferma (12/) di Leonardo Di Costanzo, miglior sceneggiatura originale con i superlativi Toni Servillo e Silvio Orlando, anche David come miglior attore, L’Arminuta (13/7), di Giuseppe Bonito, dall’omonimo romanzo di Donatella di Pietrantonio e premio per la miglior sceneggiatura non originale.

E ancora A Chiara di Jonas Carpignano, una splendida storia di formazione, premiata Swamy Rotolo come miglior attrice (8/9), Qui rido io di Mario Martone, omaggio al creatore del moderno teatro napoletano Eduardo Scarpetta, laureato come miglior attore non protagonista l’omonimo trisnipote (29/7), il potente Freaks Out di Gabriele Mainetti (12/8) miglior fotografia, scenografia e trucco, e il commosso omaggio Ennio  di Giuseppe Tornatore, a Ennio Morricone (23/8), premiato come miglior documentario, oltre che per il suono e il montaggio.

Ma i film italiani non finiscono qui,

ci sono anche altri due splendidi film ambientati a Napoli: Il bambino nascosto di Roberto Andò (28/7), ancora con un meraviglioso Silvio Orlando e Nostalgia di Mario Martone (7/8) con un altrettanto straordinario Pierfrancesco Favino.

E ancora: Da Paolo Taviani Leonora Addio, premiato a Berlino (25/7), originale commedia in memoria di Luigi Pirandello, mentre s’ispira all’iconico fumetto delle sorelle Giussani,  Diabolik (11/7) dei  Manetti Bros.

Spazio anche ai registi esordienti: dal notevole Re granchio dei due giovani Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis (24/7) che ricorda la lezione di Olmi per profondità spirituale e gusto pittorico, alla commedia romantica corale, delicata e poetica: Settembre (26/6) di Giulia Steigerwalt.

Per finire con tre opere che mettono al centro i giovani di oggi

da diverse angolature: dal ritratto tenero e commovente di una giovane alle prese con scelte difficili in Anima bella (27/7) di Dario Albertini, al ritratto realistico dei giovani immersi nel precariato in Giulia di Ciro De Caro (24/8), fino a  una delle più belle sorprese di Venezia 2021: Atlantide di Yuri Ancarani (26/8), gran potenza delle immagini, ambientato in laguna, tra i ragazzi che si sfidano a ritmo di Trap sui barchini truccati.

Dopo il cinema italiano,

sul podio per maggior presenza di titoli, segue quello francese con una bella panoramica sulle migliori pellicole d’oltralpe, opera di alcuni fra i maggiori registi in attività.

A partire da François Ozon con  È andato tutto bene (14/7), sul tema sensibile del diritto al “fine vita” trattato con sorprendente delicatezza e leggerezza e con un cast straordinario; a Jacques Audiard con Parigi, 13Arr. (20/7) che abbraccia, in un sontuoso bianco e nero, il destino di una gioventù palpitante di vita e di fragili speranze; mentre sul mondo del lavoro si concentra Stéphane Brizé in Un altro mondo (23/7), con un magistrale Vincent Lindon;  e Bruno Dumont con France ((4/8) propone un magistrale ritratto di donna, alle prese con lo spietato sistema mediatico. Ancora un ritratto di donna nella deliziosa commedia di Pierre Pinaud: La Signora delle Rose che scoprirà come nella vita, così come tra i fiori, sono spesso gli “errori” a generare bellezza (9/8).

Dall’indimenticabile romanzo di Balzac: Illusioni perdute è tratto l’omonimo film di Xavier Giannoli (16/8), mentre Arnaud Desplechin con Tromperie – Inganno, confeziona la migliore trasposizione cinematografica dal celebre scrittore americano Philiph Roth (19/8). Leos Carax, con Annette, miglior regia a Cannes 2021, confeziona un rock opera visionaria che deve moltissimo ai suoi magnifici protagonisti: Adam Driver e Marion Cotillard (18/8);  per finire con il bell’esordio alla regia di Charline Bourgeois-Tacquet con Gli amori di Anaïs (22/8).

Dagli USA:

The French Dispatch di Wes Anderson è un omaggio alla gloria della carta stampata e del cinema analogico al quale non ha voluto mancare una legione di straordinari attori, mentre Paul Thomas Anderson con Licorice Pizza (2/8) firma una ballata seventies di pura leggerezza, rigenerante e imprevedibile.

Si passa poi all’avventura e all’azione con: Dune di Denis Villeneuve (15/8), ben 6 Oscar e un sacco di altri premi e The last duel di Ridley Scott (17/8), per finire con un grande spettacolo e interpretazioni magistrali nel nuovo film del registra australiano Baz Luhrmann: Elvis dedicato a Elvis Presley e al suo mito (27/8), e con il delizioso C’mon C’mon di Mike Mills con Joaquin Phoenix, in un emozionante viaggio, in bianco e nero, tra uno zio taciturno e il loquacissimo nipote.

Produzione Usa anche

per il regista cileno Pablo Larraín che in Spencer (30/7), racconta la discesa nel personale ed intimo inferno di Diana Spencer, in un affresco elegante e potente,  e per il  messicano Guillermo Del Toro che traspone il bellissimo romanzo di William Lindsay Gresham, La fiera delle illusioni (6/8). Infine il riadattamento del celeberrimo romanzo di Agatha Christie Assassinio sul Nilo ( 14/8), dal regista irlandese Kenneth Branagh, presente in rassegna anche con  il  premiatissimo Belfast (9/7) in cui  narra della sua infanzia nella città natale.

E poi è un gran viaggio nel mondo, con i film più premiati dell’ultima stagione cinematografica: a partire da Un eroe (6/7), del regista iraniano Asghar Farhadi, premiato a Cannes 2021, che denuncia lo sfruttamento dei media e la feroce umanità contemporanea, all’esilarante Il ritratto del duca dell’inglese Roger Michell (10/7); al gran ritorno di Zhang Yimou che con One Second firma una straordinaria dichiarazione d’amore al cinema (15/7).
Non poteva mancare l’ultima fatica di Pedro Almodovar Madres paralelas (16/7) con Penelope Cruz,  premiata a Venezia come miglior attrice, in un grande affresco “al femminile”, e il premio Oscar 2022 come miglior film straniero del regista giapponese Ryusuke Hamaguchi: Drive my car (10/8), capolavoro elegante e struggente, tratto da un racconto di Murakami.

Ancora dalla Spagna Finale a sorpresa  di Mariano Cohn e  Gastón Duprat in una commedia esilarante che fotografa in due modi antitetici il mondo dell’arte (21/7) e Il capo perfetto di Fernando León de Aranoa (1/8) 20, nomination ai Goya (gli Oscar spagnoli): una gran bella commedia dal ritmo serrato con uno straordinario Javier Bardem e infine, premiato con l’Orso d’Oro a Berlino:  Alcarràs  della regista catalana Carla Simón (20/8): un film sui paradossi della green economy e sulla ricchezza di un mondo in estinzione.

Un piccolo panorama dal cinema del nord europa

inizia con Scompartimento N.6,  premiato a Cannes 2021, del regista finlandese Juho Kuosmanen in un originale road movie di rara sensibilità e forza (31/7).

Sempre dalla Finlandia: Il cieco che non voleva vedere Titanic di Teemu Nikki (25/8), un film coraggioso e toccante, su come l’arte sia balsamo meraviglioso nell’esistenza di tante persone.

Dalla Norvegia invece: La persona peggiore del mondo di Joachim Trier ( 3/8) narra di una donna libera alle prese con la propria educazione sentimentale; e infine dalla Svezia, in anteprima, Tuesday Club di Annika Appelin (17/7), intriso di personaggi memorabili e creazioni culinarie che fanno venire l’acquolina in bocca.

Per finire,

stavolta sì alla fine del mondo, con un film dal BhutanLunana – Il villaggio alla fine del mondo

di Pawo Choyning Dorji, anche candidato all’Oscar per il miglior film straniero (prima volta per il Bhutan!),  ambientato proprio a Lunana, lungo la catena dell’Himalaya, a 4.800 metri.

Si rinnova anche l’opportunità di frequentare il Giardino botanico anche prima dell’inizio della proiezione, grazie a Color Teatri che, in collaborazione con gli Assessorati alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, propone animazione, concerti, laboratori, aperitivi e cene etniche, attività per le famiglie e i più giovani.

Come aperto per tutta l’estate è anche il Chiosco Mariposa, sempre a cura di Color Teatri, in collaborazione con SIS, aperto tutte le sere dalle ore 18.30 e durante le proiezioni cinematografiche.

L’edizione 2022 del Cinefestival

vede invariati i prezzi dei biglietti (interi €5.00, ridotti €4.00 – confermato anche il richiestissimo abbonamento: per 10 film € 35), ma conferma anche nuove abitudini: biglietti e abbonamenti saranno infatti in vendita anche online su Vivaticket, oltre che all’ingresso del cinema, a partire da un’ora prima delle proiezioni, anche con pagamento elettronico. In caso di maltempo, le proiezioni saranno annullate.

Non cambia invece l’orario delle proiezioni: a luglio alle ore 21.30 e ad agosto alle ore 21.00.

Per informazioni e abbonamenti: Biglietteria del Festival, Tel. 0424 524214

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