Politica

PSI Vicenza: tutti i nodi vengono al pettine

Sanitas publica, delenda est.

Finalmente tutti i nodi stanno venendo al pettine. Negli oltre venti anni di governo della Lega, in cui ben poco si è fatto per rendere efficiente il servizio sanitario regionale, la sanità veneta sembra aver assunto il volto di chi, seguendo politiche liberali, l’ha sempre desiderata: inefficiente e inadeguata.

Questo sembra essere stato e sembra essere il disegno delle attuali forze di governo regionale.

Una politica che limitando al massimo le assunzioni e permettendo le fughe dei propri dipendenti verso aziende più remunerative, vede trasformarsi un sistema pubblico efficiente in un pachiderma farraginoso da smantellare. Le lunghe liste d’attesa, le difficoltà in cui versano i medici di base, le lunghe distanza tra gli ospedali e i pazienti, non sono l’effetto di una inefficienza pubblica, ma lo sviluppo di una logica che da oltre venti anni ha operato tagli e poche assunzioni in capo alla sanità.

Dal 1990 in poi si è voluto fare cassa privatizzando tutto ciò che è appartenuto allo Stato: Sip, Enel, Ansaldo, tutte aziende nazionali attive, ma che una politica liberista ha trasformato in poco produttive con l’obiettivo di ricapitalizzarle.

La medesima cosa sta avvenendo con la sanità del Veneto. Poi toccherà alla scuola, soprattutto se si verificherà la tragica regionalizzazione auspicata dalla Lega…almeno a parole.

Noi socialisti ci opponiamo a questa logica perversa e distruttiva auspicando in un ritorno alla centralità delle istituzioni e soprattutto chiediamo con forza, all’attuale governo regionale assunzione di più personale medico, salari dignitosi, riduzione dei veri sprechi e incentivo alla qualificazione del personale attivo

Giuseppe Maria Toscano  Segretario provinciale PSI Vicenza

Gianluca Capristo  Referente provinciale sanità PSI

5 maggio 2022

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