Veneto

Il mercato del lavoro Veneto nel mese di aprile 2022

IL MERCATO DEL LAVORO VENETO NEL MESE DI APRILE 2022

Andamento occupazionale positivo nel mese di aprile, ma in rallentamento rispetto ai primi mesi dell’anno. Fino a marzo infatti il saldo mensile è risultato simile ai valori registrati nel 2019, mentre nell’ultimo mese si sono registrati 13.700 posti di lavoro in più a fronte degli oltre 19 mila guadagnati nello stesso periodo negli anni pre-pandemia. La recente ripresa è sostenuta soprattutto da giovani e donne, ma il 30% delle nuove assunzioni sono a part-time. Venezia e Verona, trainate dalle assunzioni del comparto turistico, sono le province che crescono di più

Nel mese di aprile il saldo tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, a tempo determinato e di apprendistato è pari a +13.700 posizioni lavorative, per un totale di 37 mila posti di lavoro guadagnati nei primi quattro mesi dell’anno. Si tratta in entrambi i casi di dati nettamente migliori rispetto a quelli registrati nel 2020, in piena crisi sanitaria, e nel 2021, periodo caratterizzato in Italia dall’avvio della campagna vaccinale e dai primi segnali di ripresa economica. Rispetto al primo trimestre dell’anno, però, la crescita sembra aver subito un vistoso rallentamento: se infatti il saldo gennaio-marzo 2022 ha registrato un bilancio occupazionale simile a quello del 2019, il saldo di aprile è inferiore a quello degli anni pre-pandemia, quando si era sempre mantenuto saldamente sopra quota +19.000 unità.

Il bilancio positivo del primo quadrimestre è dovuto in larga parte ai contratti a tempo determinato (+24.000) e indeterminato (+13.300), mentre i contratti di apprendistato registrano un calo di 400 unità. Si conferma e si consolida però anche in aprile la tendenza di crescita delle assunzioni in apprendistato e delle trasformazioni a tempo indeterminato. Sono infatti proprio le trasformazioni e non un cattivo andamento della forma contrattuale ad aver determinato il saldo negativo dell’apprendistato, che tuttavia vede in aprile un’inversione di tendenza.

Le assunzioni, complessivamente 56.200 ad aprile e 208.600 da inizio anno, segnano nell’ultimo mese un aumento del 68% rispetto al 2021 e sono quasi quattro volte quelle registrate nel 2020, con una crescita più sostenuta per le donne e i giovani. Il 30% sono a part-time, quasi la metà nel caso delle donne. In aumento anche le cessazioni, che ammontano a 42.500 ad aprile (+54%) e a 171.600 nel quadrimestre (+43%). Quasi la metà delle cessazioni avviene per fine termine di contratti a tempo determinato e un altro 40% circa per dimissioni, la cui crescita nel recente periodo è un fenomeno ormai acclarato. Raddoppiano i licenziamenti, ma il confronto con il 2021 è condizionato dal blocco allora vigente e si tratti in ogni caso di una quota marginale, attorno al 7%, rispetto al totale delle cessazioni.

Il bilancio occupazionale positivo è trainato dalle province di Venezia e Verona, che ad aprile fanno registrare, rispettivamente, +8.300 e +5.000 posizioni lavorative, a dimostrazione di un andamento stagionale caratterizzato in questo periodo dall’attivazione di contratti legati al terziario nelle zone a maggiore vocazione turistica. Saldi positivi anche a Padova, Treviso e Vicenza, con un aumento delle assunzioni di oltre il 30% rispetto al 2021. In questi territori del Veneto centrale il rimbalzo della domanda di lavoro è inferiore proprio perché meno pesante era stata la caduta occupazionale del 2020, per la tenuta della struttura manifatturiera. L’unica provincia che tra gennaio e aprile registra un bilancio negativo è Belluno, caratterizzata nei primi mesi dell’anno dalla conclusione dei rapporti stagionali legati al turismo invernale.

A livello settoriale, tanto nell’industria che nei servizi, a causa dell’effetto rimbalzo a crescere maggiormente sono i comparti che nel 2021 avevano mostrato le maggiori difficoltà, come ad esempio calzaturiero, occhialeria, concia, trasporti, turismo, editoria e cultura. Il solo settore dei servizi turistici, composto prevalentemente da attività ricettive e di ristorazione, conta nei primi quattro mesi dell’anno 46.800 assunzioni sulle 208.600 complessive, a fronte delle 11.300 dell’analogo periodo del 2021. Editoria e cultura triplicano le assunzioni rispetto all’anno scorso, mentre i servizi informatici e finanziari crescono meno anche per la buona tenuta osservata durante la pandemia. Complessivamente, nei servizi le assunzioni crescono dell’85%, nell’industria del 32%, mentre l’agricoltura, settore condizionato da fattori colturali e climatici, mostra un calo del 7% sul 2021.

Al 30 aprile 2022 i disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego del Veneto risultano complessivamente 279.463, cui si aggiungono circa 108 mila persone che risultano occupate con impiego compatibile, per ragioni di durata o di reddito, con la conservazione dello stato di disoccupazione.

Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto ad aprile 2022 e nei primi quattro mesi dell’anno sono disponibili nella Bussola pubblicata sul di Veneto Lavoro, www.venetolavoro.it.

Venezia, 13 maggio 2022

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