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Fidas Vicenza sostiene l’Asd Vicenza Calcio Amputati

Fidas Vicenza sostiene l’Asd Vicenza Calcio Amputati

La presidente di Fidas Vicenza, Chiara Peron: “le sfide appartengono alla nostra mission, per questo abbiamo deciso di stare dalla parte di chi crede nel futuro e si impegna in un progetto”

Vicenza Calcio Amputati Asd contro Asd Roma Calcio Amputati.

Una partita, quella giocata questa mattina al campo sportivo di Brendola (Vi), in cui ciascun giocatore si è speso fino all’ultimo. Il risultato?

A Fidas Vicenza, che sostiene convintamente l’Asd Vicenza Calcio Amputati, non interessa, perché comunque ogni giocatore ha vinto la propria battaglia.Fidas Vicenza

“Abbiamo molto in comune con questi giocatori

– spiega la presidente di Fidas Vicenza, Chiara Peron, presente alla partita – in quanto anche noi donatori di sangue amiamo le sfide.

La nostra è una competizione diversa, perché non c’è uno sfidante, ma un fratello o una sorella che attende il nostro sangue per poter guardare al domani e continuare il proprio progetto di vita”.

Non è molto diverso per i giocatori di calcio amputati, come conferma il presidente dell’Asd Vicenza Calcio Amputati, Massimiliano Padoan: “arrivano da noi tanti giovani che, dopo aver superato un primo momento di isolamento, desiderano tornare alla normalità e guardare al futuro in modo positivo”.

L’Asd Vicenza Calcio Amputati

è nata nel 2019, unisce calciatori provenienti da tutta Italia: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Campania, ed è nata dalla volontà di partecipare al primo Campionato Italiano Calcio Amputati.

Molto più che un semplice gioco, quindi, ma la conquista della libertà e la possibilità di vivere la passione per il calcio al di là di qualsiasi barriera.

Nel cassetto l’Asd Vicenza Calcio Amputati ha un altro ambizioso progetto: formare la squadra calcio amputati per bambini, per dare questa opportunità anche ai più piccoli.

“Questa idea mi è venuta pensando ad un giovane – aggiunge il presidente Padovan – che, dopo un incidente in moto, è stato in ospedale un anno e mezzo.

Ha trovato la forza di ricominciare.

Prima ha iniziato a giocare con noi, poi si è iscritto all’università ed adesso porta la sua testimonianza nelle scuole”.

I giocatori di calcio amputati non dimenticano ciò che i donatori di sangue hanno fatto per molti di loro.

“Siamo particolarmente grati ai donatori di sangue – conclude il presidente Padoan – perché è grazie a loro che molti di noi, oggi, hanno una seconda opportunità.

Non vogliamo essere indifferenti davanti al loro impegno,

per questo ci vogliamo mettere in gioco, promuovendo in ogni modo il dono del sangue, per restituire un po’ di ciò che abbiamo ricevuto”.

“Sport e donazione di sangue sono un binomio perfetto – conclude la presidente Pedon – e la testimonianza di questi atleti, che non sono affatto di secondo ordine, ma dei professionisti del calcio con una preparazione fisica straordinaria ed una forza d’animo ancor più eccezionale, rappresenta per noi un’opportunità per lanciare un messaggio positivo a tante persone che non vedono la luce in fondo al tunnel, ma possono sfruttare le proprie potenzialità per un domani diverso ed entusiasmante”.

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