Vicenza

Gruppo Alpini di Borgo Casale: Battaglia di Nikolajewka

Gruppo Alpini di Borgo Casale: Battaglia di Nikolajewka

Battaglia di Nikolajewka, il 23 gennaio la cerimonia con la presenza della bandiera della Città in ricordo dei 40 mila alpini caduti nel 1943

In occasione del 79° anniversario della battaglia di Nikolajewka, domenica 23 gennaio si svolgerà la cerimonia in memoria dei caduti nel conflitto combattuto sul fronte russo il 26 gennaio 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Saranno presenti, con la bandiera della Città di Vicenza, il sindaco Francesco Rucco e l’assessore Marco Zocca.

La ricorrenza, organizzata dal Gruppo Alpini di Borgo Casale in collaborazione con la sezione Ana di Vicenza Monte Pasubio, avrà inizio alle 9 con la messa nella chiesa di San Pietro. Seguirà, alle 10.15, il trasferimento fino al memoriale presente nella sede degli alpini al civico 2 di Borgo Casale per l’alzabandiera, gli onori ai caduti e gli interventi delle autorità.

La battaglia di Nikolajewka fu uno degli scontri più importanti svolto nel corso del ritiro del Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo durante il secondo conflitto mondiale. Le Divisioni alpine si ritrovano ad affrontare le forze russe nel villaggio di Nikolajewka, con perdite altissime tra le fila italiane. Il 16 gennaio 1943, giorno di inizio della ritirata, il Corpo d’Armata Alpino aveva 61mila uomini, dopo la battaglia si contarono 40 mila caduti. Tra gli alpini che hanno partecipato alla battaglia di Nikolajewka si ricorda anche Mario Rigoni Stern.

dal sito https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Nikolaevka

La battaglia di Nikolaevka combattuta il 26 gennaio 1943, durante la seconda guerra mondiale, fu un feroce scontro tra le incalzanti truppe sovietiche e le forze residue dell’Asse in caotico ripiegamento nella parte meridionale del fronte orientale, e costituì la fase cruciale e risolutiva della ritirata, determinando l’annientamento delle truppe italiane, decimate da morti, feriti e prigionieri, con una minima parte in grado di uscire dalla sacca.

Nel corso dei mesi precedenti, le forze sovietiche avevano accerchiato la 6ª Armata tedesca a Stalingrado (operazione Urano) e sbaragliato completamente le armate romene e gran parte dell’8ª Armata italiana (operazione Piccolo Saturno). La successiva offensiva Ostrogožsk-Rossoš’, sferrata il 12 gennaio 1943, sfondò le precarie linee difensive dell’Asse e portò al crollo del fronte sul fiume Don e alla ritirata.

Fondamentale per l’esito dello scontro conclusivo furono le due battaglie di Schelijakino e Warwàrowka, ove i reparti dell’artiglieria a cavallo, il Battaglione Alpino Morbegno, alcune batterie del Gruppo Bergamo ed altri reparti alpini, sacrificandosi quasi interamente distrussero gran parte dei mezzi corazzati russi disponibili in quel settore.

Gli ultimi resti delle forze italiane, tedesche e ungheresi, provate, oltre che dai combattimenti, dal gelido inverno russo, si ritrovarono ad affrontare alcuni reparti dell’Armata Rossa, asserragliatisi nel villaggio di Nikolaevka per bloccare la fuga dalla grande sacca del Don.

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