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Sprelonga, Ferri trova il bandolo della matassa

Sprelonga, Ferri trova il bandolo della matassa

Il pilota di Arcugnano, settimo assoluto in ultimo atto stagionale da trentacinque R5 al via, trova la chiave di una svolta che potrebbe tornare presto a vederlo protagonista.

Era un concetto ormai assodato, già dall’ultimo Dolomiti, ed il passaggio di Luca Ferri su quella che è da considerarsi la nuova classe regina del rallysmo tricolore, la R5, non poteva che richiedere un lungo e paziente apprendistato.
La presenza alla sua Ronde di Sperlonga, evento che porta il nome del vicentino per ben tre volte nell’albo d’oro assoluto laziale, lo candidava nella rosa dei pretendenti ai quartieri nobili della generale ma la il risultato del primo passaggio a “La Magliana” chiariva subito i veri valori.
Il pilota di Arcugnano, alla terza apparizione sulla Skoda Fabia R5 di Delta Rally ed alla seconda al volante della versione Evo, arrivava al controllo stop con il quinto tempo assoluto.
Un parziale più che positivo, in virtù delle ben trentacinque vetture R5 in gara, ma che non poteva accontentare la ritrovata fame di chi, su questo nastro d’asfalto, ha lasciato altri segni.

“Sono ancora alla ricerca del giusto feeling con la Skoda Fabia R5” – racconta Ferri – “e non riesco a trovare la quadra con un anteriore che mi smusa parecchio. Ho migliorato le staccate ma, nelle curve, ogni tanto mi parte ancora davanti. La strada da percorrere è ancora lunga.”

Complice un’errata scelta di gomme, rivelatasi troppo dura, Ferri migliorava di poco il proprio passo, in coppia con il ritrovato Doriano Maini alle note, e scendeva al sesto posto assoluto.
La terza tornata, con il crono che sanciva una leggera progressione, non produceva alcun effetto utile, con la conferma del settimo tempo e l’ulteriore perdita di una posizione provvisoria.

“Sulla seconda abbiamo montato le cinque ed abbiamo irrigidito l’assetto” – aggiunge Ferri – “ma non abbiamo ottenuto lo slancio che volevamo. Scivolavamo troppo e la gomma strappava un bel po’. Ho comunque capito che sono io che devo imparare a farla scivolare di più, ho la tendenza ad entrare troppo aggressivo in curva. Ero comunque contento perchè, quelli davanti a me, avevano una maggiore esperienza su questa vettura. Rincuorato si ma non soddisfatto.”

Con l’arrivo della notte, per l’ultimo giro, ed una classifica che lo aveva congelato al settimo assoluto, di gruppo R e di classe R5, Ferri alzava sensibilmente il passo, regalando passaggi spettacolari e rendendosi consapevole di aver trovato la giusta chiave per la prossima stagione.

“Abbiamo sempre viaggiato con un distacco tra gli otto decimi ed il secondo netto” – conclude Ferri – “e mi sono reso conto che queste R5 si guidano davvero con un dito. Da qui parte il principale mio problema. Con le WRC ero abituato a vetture più fisiche mentre le R5 sono decisamente più sensibili e caratterizzate da un volante tremendamente leggero. Essendo stati fermi per parecchio tempo, al via dell’ultima speciale, non aveva alcun senso spingere, avendo tutto freddo e con il buio. Abbiamo fatto un po’ di spettacolo. Complimenti a tutti quelli che ci hanno preceduto perchè, di notte, sono andati davvero fortissimo. Tanta roba, bravi ragazzi.”

Immagine di Luca Ferri, in azione (immagine a cura di Mario Leonelli)

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