Schio e dintorni

Soccorso Alpino di Schio: 70 anni di storia ed emozioni

Soccorso Alpino di Schio: 70 anni di storia ed emozioni

Il Ghigno, il Mugo e tutti gli altri storici soccorritori – primo fra tutti uno dei fondatori, Ennio Filippi – erano presenti ieri pomeriggio nella sala dell’ex Lanificio Conte, dove si sono rivissuti, tra ricordi ed emozioni, i 70 anni del Soccorso alpino di Schio. Con loro, al completo in divisa, gli attuali componenti della Stazione che opera in Val Leogra, passato e presente. A dare il benvenuto ai presenti e a ringraziare per la costante attività e impegno, il sindaco di Schio Valter Orsi, che ha osservato inoltre come negli ultimi due anni, il turismo di prossimità abbia fatto incrementare le presenze sulle montagne e di conseguenza gli interventi. A Giovanni Busato, vicepresidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto, e ad Alberto Barbirato, delegato del Soccorso alpino delle Prealpi Venete, il compito di introdurre la platea nella realtà associativa regionale. La narrazione dalle origini dei primi nuclei di soccorso, attraverso quello che è stato reputato il primo vero intervento organizzato in aiuto di 15 persone nel 1951 nel Vajo del Ponte, passando per l’istituzione del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico tre anni dopo e per la successiva evoluzione a livello locale, è stata affidata a Giorgio Cocco, già delegato e capo stazione. Paolo Ghitti, 35 anni di presenza e 102 interventi alle spalle, ha raccontato ancora commosso il ritrovamento di una bimba di 8 anni nel ’63 e un recupero impegnativo in cui è stato fondamentale il lavoro di squadra. L’importanza dei rifugi alpini come presidio in montagna è emersa nelle parole di Renato Leonardi, gestore del Rifugio Papa, a sua volta soccorritore, che ha riportato poi il divertente aneddoto del trasporto di una barella affidato a un mulo. Gli anni più recenti, con l’aumento delle missioni in tutte le stagioni dell’anno, l’affiancamento quotidiano di un tecnico di Soccorso alpino all’equipaggio dell’elisoccorso nella base di Verona, gli addestramenti, sono passati nelle immagini di un video, per traghettare gli spettatori ai giorni nostri. Massimo Pasqualotto, soccorritore, ha ricordato una doppia emergenza lo stesso giorno nello stesso luogo, l’Alta Val Canale, mentre Paolo Sandri, vice capo stazione, è salito sul palco assieme a Sergio Zigliotto, recuperato il 16 luglio 2015 a seguito di un malore nel Vajo del Ponte dopo un’intera notte assistito dalla squadra. Luca Nardi, il capo del Soccorso alpino di Schio, ha concluso descrivendo l’attuale compagine, i territori di competenza, l’attività. Alla fine, uno alla volta, tra gli applausi dei presenti, tutti i soccorriori del passato e del presente sono stati chiamati per ricevere un’attestato per celebrare lo storico traguardo della loro stazione.
Michela Canova

Addetta Stampa Soccorso Alpino e Speleologico Veneto
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