Thiene e dintorni

_30 Novembre giornata mondiale contro la Pena di Morte

Thiene: 30 Novembre giornata mondiale contro la Pena di Morte

Cities for Life, Città per la Vita–Città contro la Pena di Morte, il progetto per l’abolizione totale della Pena di Morte nel mondo, lanciato dal 2002, promosso e diffuso dalla Comunità di Sant’Egidio, giunge quest’anno alla 20° edizione e i Comuni della Rete Alto Vicentino: Breganze, Carrè, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Marano Vicentino, Nove, Santorso, Sarcedo, Schio, Thiene, Zanè, Zugliano, sono sempre presenti.
Il percorso è appoggiato e sostenuto da Amnesty International e dall’Associazione Giustizia e Pace, e da più di 2.400 Città nel mondo che hanno aderito con provvedimento formale, impegnandosi a promuovere e sensibilizzare i propri cittadini a favore dell’abolizione della Pena di Morte con iniziative rivolte ai giovani, agli studenti e a tutta la cittadinanza.
Il Comune di Thiene, in collaborazione con il Cinema Patronato San Gaetano, propone, per la serata del 30 novembre alle ore 20,45, la proiezione del film “Il diritto di opporsi” di Destin Daniel Cretton.
La proiezione verrà presentata dal Cinecircolo Murialdo, realtà che gestisce il Cinema Patronato San Gaetano e al termine il dr. Mattia Beraldo, laureato in Storia e Critica del Cinema, ricercatore e autore di cortometraggi, condurrà il dibattito e la riflessione sul film e sul tema messo in evidenza dalla pellicola. La serata non è semplicemente la visione di un film, ma anche l’occasione di conoscenza e di approccio ad un’opera cinematografica in modo attivo, partecipato e approfondito.
La partecipazione è necessariamente su prenotazione al link https://tinyurl.com/4drcdas8, il biglietto è di 5,00 Euro.
La data del 30 novembre è stata scelta, nel 2002, a ricordo della prima abolizione della pena capitale, avvenuta nel 1786 nel Granducato di Toscana. Da allora hanno aderito all’iniziativa 2.402 città in tutto il Mondo (fonte: sito comunità di Sant’Egidio https://nodeathpenalty.santegidio.org/cities-for-life/), ma ancora molti Paesi mantengono la pena capitale e sono alcune migliaia le persone su cui pesa una condanna a morte, definita da Papa Francesco “una misura disumana che umilia, in qualsiasi modo venga perseguita, la dignità personale”.
A segnalare la ricorrenza, in ogni Comune verrà illuminato di rosso un monumento significativo:
a Thiene sarà la Fontana in Piazza Chilesotti a fianco della quale verranno esposte le due vele informative con il messaggio di sensibilizzazione contro la Pena Capitale, a Breganze sarà la facciata della sede comunale,
a Carrè un edificio e/o monumento significativo, a Fara Vicentino il Municipio, a Lugo di Vicenza il Monumento Fidas di Via Sioggio, a Marano Vicentino la facciata del Municipio, a Nove la sede municipale, a Santorso la Chiesa del Santo, a Sarcedo la sede municipale, a Schio la statua del Tessitore, a Zanè il Centro Socio Culturale,
a Zugliano Villa Giusti Suman.
Spiega Angiolella Stella di Amnesty International Gruppo Thiene: «Nella giornata internazionale contro la pena di morte Amnesty International richiama in particolare l’attenzione sulla situazione delle donne nei bracci della morte, alle quali viene negata giustizia per la prolungata violenza fisica e sessuale che hanno subito, che in molti casi ha preceduto e provocato i crimini per cui sono state condannate.
Molte donne vengono condannate a morte per l’omicidio dell’uomo dal quale hanno subito per lunghi periodi violenza e aggressioni sessuali. I processi sono spesso superficiali e iniqui e non considerano circostanze attenuanti le violenze a cui le donne sono andate incontro. Condannandole a morte, i sistemi giudiziari non solo comminano una pena orribile e crudele ma fanno anche pagare loro il prezzo della mancata azione contro la discriminazione che hanno subito. Alla fine del 2020, 108 stati avevano abolito completamente la pena di morte.
Più di due terzi dei paesi al mondo ha abolito la pena capitale per legge o nella pratica. Nel 2020 Amnesty ha registrato 483 esecuzioni in 18 stati, con un decremento del 26% rispetto alle 657 esecuzioni registrate nel 2019.
La maggior parte delle esecuzioni è stata registrata in Cina, Iran, Egitto, Iraq e Arabia Saudita».

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