Sanità

La replica del Direttore Generale Carlo Bramezza al presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Alto Vicentino Franco Balzi

La replica del Direttore Generale Carlo Bramezza al presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Alto Vicentino Franco Balzi

RIORGANIZZAZIONE TEMPORANEA DEL SERVIZIO DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE:
I SINDACI DIRETTAMENTE INTERESSATI ERANO STATI INFORMATI

«È del tutto falso che i sindaci siano stati tenuti all’oscuro del progetto di temporanea riorganizzazione del servizio di Continuità Assistenziale. I sindaci dei Comuni che ospitano le sedi del servizio interessate dal provvedimento sono stati tutti personalmente avvisati nei giorni scorsi». Replica così il Direttore Generale Carlo Bramezza alle dichiarazioni di Franco Balzi, presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Alto Vicentino.
«Certo – prosegue Bramezza – era impensabile avvisare uno ad uno tutti i 55 sindaci del territorio, ma proprio per condividere con tutti le ragioni del provvedimento è stata programmato per oggi l’incontro della Conferenza dei Sindaci. Tutti comunque, incluso Balzi, erano a conoscenza del problema e della necessità di prendere delle misure straordinarie: ne avevamo discusso insieme ancora il 30 agosto, in occasione dell’esecutivo dei sindaci del Distretto 2, e con questo ordine del giorno il 16 novembre era stato convocato l’incontro della Conferenza dei Sindaci di oggi. Forse il presidente Balzi non ha ancora capito che con un organico di medici che si è di fatto dimezzato siamo in una situazione di emergenza e nelle situazioni di emergenza bisogna agire, anche avendo il coraggio di compiere delle scelte impopolari. Capisco che qualcuno debba salvaguardarsi i consensi degli elettori, fingendosi stupito, ma noi dobbiamo tutelare i cittadini. Questa riorganizzazione non è un passo che proponiamo a cuor leggero, ma dobbiamo a tutti i costi garantire il servizio: tenerlo in piedi sulla carta, sapendo benissimo che è destinato a saltare ripetutamente con chiusure imprevedibili, senza possibilità di preavvisare i cittadini, che tipo di tutela sarebbe?».

La Direzione Generale ribadisce quindi il carattere temporaneo della misura: «Questa riorganizzazione non vuole essere un riassetto permanente, nessuno mette in dubbio l’importanza della capillarità del servizio nel territorio. Saremo ben felici di ritornare ad un’organizzazione tradizionale quando avremo reperito un numero adeguato di medici: non è la prima volta che dobbiamo compiere delle scelte difficili e, tra lo scetticismo generale, abbiamo poi mantenuto l’impegno di riaprire servizi che erano stati temporaneamente chiusi, non appena ci sono state le condizioni».

Infine una replica all’intervento pubblico del consigliere regionale Possamai: «Il consigliere regionale Possamai dichiara a gran voce che occorre trovare delle soluzioni, ma non ne indica alcuna – commenta Bramezza -. Sarebbe molto più utile ai cittadini se da lui arrivasse almeno una proposta concreta, anziché generici slogan. Dobbiamo riconcorrere anni di programmazione nazionale completamente sbagliata: ci vorrà tempo prima di ristabilire un corretto equilibrio tra il numero di medici disponibili e le necessità assistenziali del territorio. È il momento di essere onesti con i cittadini, non di fare campagna elettorale».

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