Veneto

Città della Speranza: nell’anno del Covid si rafforza l’attività di ricerca

Città della Speranza: nell’anno del Covid si rafforza l’attività di ricerca, presentato il bilancio IRP 2020.

Dal 2017 al 2020 quasi raddoppiato il valore di impact factor medio della produzione scientifica.
Aggiunti 2 nuovi ricercatori nella Torre della Ricerca, che conta uno staff di 300 persone

Padova, 29 novembre 2021 – Si è tenuta stamani l’Assemblea dei Soci Partecipanti dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP) Città della Speranza, durante la quale è stato presentato il bilancio consuntivo 2020 approvato dal Consiglio di Amministrazione. Un anno che ha permesso di raggiungere un tale grado di maturità da consentire di affrontare con decisione e serenità le oggettive difficoltà dovute allo stato di emergenza ancora in corso.

Durante quello che verrà ricordato come l’anno del Covid, nonostante le numerose restrizioni, il difficile reperimento dei materiali per la ricerca e la limitazione alla mobilità dei ricercatori e alle interazioni in presenza, l’Istituto ha proseguito le sue molteplici attività, svolgendo regolarmente il lavoro di ricerca e diagnostica e aumentando, in termini quantitativi e soprattutto qualitativi, la propria produzione scientifica: il valore di impact factor medio è infatti passato da 4,9 nel 2017 a 7,7 nel 2020, sinonimo di scoperte di maggior peso scientifico e clinico.

Passando al bilancio 2020, quest’ultimo si è chiuso con un sostanziale pareggio, ovvero con un utile di 28.246 euro, che porta il patrimonio libero dell’Istituto ad un totale di 151.218 euro. I costi di gestione per attività tipica, ricordando che i costi di gestione dell’edificio sono direttamente a carico di Fondazione Città della Speranza Onlus, ammontano a oltre 4.000.000 euro, di poco inferiori a quelli dello scorso anno nonostante l’arrivo della pandemia oltre ai quasi 2 milioni per il funzionamento della Torre.

I principali finanziatori delle attività di IRP continuano ad essere Fondazione Città della Speranza e Fondazione Cariparo. La prima ha stanziato un budget di 1.100.000 euro per tre anni (2021-2023) per il finanziamento di progetti innovativi di ricerca clinica e traslazionale che abbiano una forte ricaduta sulla prevenzione, diagnosi e cura delle patologie pediatriche nell’ambito del terzo “Bando della Direzione Scientifica IRP”. La Onlus ha inoltre investito in facilities per ulteriori 1.500.000 euro a triennio e ha finanziato con 300.000 euro il “Progetto Covid” per lo studio sulla caratterizzazione della risposta immunitaria dei pazienti ricoverati a Padova.

Il secondo soggetto finanziatore, Fondazione Cariparo, nel 2020 ha assegnato 4.000.000 euro al terzo Bando di Pediatria per tre anni di attività (2020-2022), chiudendo così un accordo decennale con la Fondazione che prevedeva 1 milione di euro all’anno per 10 anni, e ha inoltre stanziato 200.000 euro per il “Progetto Covid”.
Quanto ai contributi per progetti da soggetti terzi, per il 2020 ammontano a 560.000 euro.

Sul piano occupazionale, nell’ultimo anno IRP ha potuto garantire un contratto a tempo indeterminato ad altri due ricercatori e ha inserito la figura di Responsabile del grant office, portando i propri collaboratori a 32 unità. Complessivamente ogni giorno nella Torre lavorano circa 300 persone tra ricercatori e personale di staff.

“A quasi 10 anni dalla sua costituzione, l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza è un’eccellenza nel panorama della ricerca in Italia. Questo grazie al lavoro dei gruppi di ricerca, agli investimenti in tecnologia, al continuo rinnovamento di strumenti e facility, al reclutamento di scienziati di alto e altissimo livello, alla multidisciplinarietà della ricerca, introdotta alcuni anni fa come elemento distintivo del nostro Istituto, che sta dando risultati tangibili, anche in termini di riconoscibilità del ruolo di IRP – ha dichiarato l’amministratore delegato Luca Primavera –. Tutto questo ci riempie di orgoglio e soddisfazione, ma allo stesso tempo ci deve spingere a fare di più, incrementando gli sforzi per un utilizzo ottimale di beni materiali e aumentando la quota di finanziamenti derivante da tutti i grant assegnati ai gruppi di ricerca operanti in IRP”.

“Negli ultimi anni IRP è cresciuto in termini di competenze, numero di ricercatori, produzione scientifica, collaborazioni, brevetti e finanziamenti – ha osservato la professoressa Antonella Viola, Direttore Scientifico di IRP –. Ritengo che l’anno che abbiamo davanti sia particolarmente critico e decisivo per il futuro di IRP. Da questo punto di vista, il mio invito alle Istituzioni che si occupano di ricerca e, in primis, all’Università di Padova, è di fare squadra e lavorare insieme, perché se c’è una cosa che abbiamo imparato dalla crisi che stiamo vivendo a causa di Covid19 è che si cresce insieme: solo attraverso una autentica unità di intenti si potranno raggiungere grandi risultati”.

“Il Covid e gli interventi pensati per superare l’emergenza e le conseguenze negative della stessa ci consegnano uno scenario radicalmente differente rispetto al 2019, sarà importante avere capacità di ascolto e attenzione al cambiamento. Gli interventi a favore della ricerca, sia all’interno del PNRR sia attraverso i canali di finanziamento ordinari, avranno riflessi importanti anche sull’Istituto”, ha dichiarato il presidente di IRP, il professor Antonio Parbonetti.

“La Fondazione in 27 anni di vita ha raccolto oltre 80 milioni di euro raccolti e si pone ora come obiettivo di raccoglierne altrettanti nei prossimi 10 anni. Per questo è importante stimolare l’IRP e il territorio per far nascere idee nuove per renderci ancora più forti nel perseguimento del nostro primo obiettivo, la cura dei bambini”, ha concluso Andrea Camporese, presidente della Fondazione Città della Speranza.

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