martedì , 19 Ottobre 2021
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CCIAA Vicenza: investimenti esteri nel Vicentino

CCIAA Vicenza: investimenti esteri nel Vicentino – Cresce l’attrattività del territorio vicentino per gli investimenti esteri

Nell’ultimo anno il numero di società vicentine partecipate da investitori stranieri
è cresciuto del 7,4%, con un incremento del capitale sociale interessato pari a +26,7%

I dati, frutto dell’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Vicenza, sono stati pubblicati in un portale realizzato in collaborazione con l’Azienda Speciale Made in Vicenza

In un’economia ormai globalizzata la competitività di un territorio si misura anche dalla sua capacità di attirare gli investimenti stranieri, e anche utilizzando questo indicatore la provincia vicentina dimostra una particolare vitalità. A confermarlo è un’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Vicenza, che su mandato dell’Osservatorio sull’’economia (composto dai rappresentanti delle Associazioni di categoria e dei Sindacati) ha realizzato un’indagine sulle società vicentine partecipate da investitori esteri, a partire dai dati del Registro Imprese.

Con i risultati della ricerca, la Camera di Commercio di Vicenza ha realizzato un vero e proprio portale, in collaborazione con l’Azienda Speciale Made in Vicenza e con Infocamere. Il portale, accessibile all’indirizzo www.infocamere.it/partecipatevicenza, è il primo sul tema realizzato in Italia a partire dai dati del Registro Imprese e consente non solo di rendere pubblici i dati della ricerca, ma li rende utilizzabili dagli operatori economici, dalle Istituzioni e anche dagli studenti vicentini per svolgere in autonomia eventuali approfondimenti o analisi incrociate.

I numeri
In particolare, l’analisi si è concentrata sulle società beriche che hanno una partecipazione di primo livello (quindi diretta senza ulteriori passaggi o intermediari) da parte di investitori stranieri che non sono persone fisiche ma altre società con sede all’estero.
In provincia di Vicenza il fenomeno è importante perché interessa 450 società con 19.815 addetti per un fatturato di 6.651 milioni di euro.
Si tratta di circa il 2,2% delle circa 20 mila società di capitali attive ma che occupano circa l’8,9% degli addetti alle società di capitale.
Pur disponendo di una serie storica ridotta, la tendenza che emerge è chiara: da luglio 2020 a gennaio 2021 le società di capitali partecipate sono passate da 419 a 431 per passare a 450 a luglio 2021 (+7,4%) con un incremento complessivo del capitale sociale interessato da 619 milioni a 784 milioni (+26,7%).
L’incremento degli addetti di società vicentine partecipate da società estere è ugualmente rilevante da 17.078 del luglio 2020 a 19.815 del luglio 2021 (+16%).

Numeri significativi, dunque, e sostanzialmente in linea con la media regionale: in Veneto le società di capitale partecipate da investitori esteri sono 2.726 (il 2,6% del totale, contro il 2,2% di Vicenza) con 99.611 addetti (il 9,4% del totale degli addetti alle società di capitale).
Anche il dato italiano è in linea con quello vicentino in termini di numerosità di società (33.986 pari al 2,6%) mentre per quel che riguarda il numero di addetti la quota è più elevata ma va rilevato che molte società più strutturate scelgono di avere la sede a Milano o a Roma (gli addetti sono 1.325.220 cioè l’11,9% del totale degli addetti alle società di capitale attive).
È rilevante notare che sui tre livelli territoriali, nell’ultimo anno c’è un incremento di società partecipate significativo.

Primato del manifatturiero per capacità di attrazione
Come prevedibile, per quanto riguarda i macro-settori (agricoltura, industria, costruzioni, commercio, turismo e altri servizi), quello con la maggiore densità di società partecipate è l’industria (167), seguita da gli altri servizi (142) e dal commercio (103). Una numerosità minore si ritrova nelle costruzioni (27) e nel turismo (9). La fisionomia strutturale del settore agricolo caratterizzato da una modestissima presenza di società di capitale, mostra invece l’assenza di investitori stranieri nel comparto.

Approfondendo l’analisi, nell’ambito del manifatturiero in senso stretto (159 società), il settore della metalmeccanica è il più rappresentato con 95 società partecipate con complessivamente 230 milioni di capitale sociale, seguito dalla chimica-gomma-plastica (18) e dal tessile-abbigliamento (15).

Anche nel terziario ci sono settori più interessati al fenomeno: complessivamente il commercio e la ricettività contano 112 società partecipate; sono 75 invece le società finanziarie e immobiliari (non di costruzione) partecipate, 47 le società attive nei servizi avanzati alle imprese.

Tra le società partecipate prevalgono nettamente le S.r.l. (circa il 70%), che peraltro sono anche la maggioranza delle società di capitale, a scendere troviamo le S.p.A., le S.r.l. con socio unico e le S.p.A. a socio unico.
Si conferma quindi una struttura di società di dimensione contenuta e con una struttura manageriale abbastanza semplice.
Il numero più elevato di S.p.A. sono concentrate nel settore metalmeccanico (72) ma sono la maggioranza per le “altre industrie” che comprendono il settore della carta e dell’oreficeria.
Dal punto di vista territoriale, le società partecipate si concentrano soprattutto nella città di Vicenza (112) e a seguire negli altri comuni più popolosi, in particolare Bassano del Grappa (36), Thiene (26), Schio (25) ma se consideriamo il capitale estero investito le società con sede a Schio (116 milioni) superano anche quelle del capoluogo (66 milioni) il cui dato è in linea con il dato di Bassano del Grappa (60 milioni): presumibilmente le società industriali necessitano di un investimento superiore rispetto a quelle che operano nei servizi.

Gli investitori stranieri
Complessivamente gli investitori che hanno acquisito capitale nelle società vicentine sono 460 con quasi 500 milioni di capitale immesso nelle società con sede in provincia.
Per quanto riguarda i Paesi esteri di appartenenza, il primato va alla Germania con 49 investitori, seguita da Svizzera e Gran Bretagna.
Tuttavia se consideriamo il capitale, gli investimenti più rilevanti arrivano dal Lussemburgo (116 milioni di euro) e dalla Repubblica Ceca,
L’origine degli investitori esteri fa dunque supporre che vi siano diverse tipologie di investimento: alcuni presentano un profilo sostanzialmente finanziario, altri hanno una natura più industriale. Verosimilmente, gli investitori esteri con sede in Lussemburgo o nei Paesi Bassi presuppongo un investimento finanziario mentre per gli investimenti tedeschi, francesi e spagnoli è più probabile un impegno nella ricerca di partner industriali all’interno della stessa filiera produttiva.
Da valutare infine l’impegno delle società con sede nel Regno Unito: la serie storica è troppo breve per capire se l’impegno di queste società è dovuto ad un “voler restare operativamente nella UE”, ma il fenomeno appare significativo.

Un altro dato interessante riguarda il peso della partecipazione degli investitori stranieri, dove prevalgono nettamente le quote di controllo. Sono infatti 356 le società che registrano una partecipazione superiore o pari al 51% mentre 258 hanno una partecipazione totale pari al 100% (più della metà).
Questa caratteristica interessa 111 società manifatturiere su 159 (circa il 70%). Probabilmente nel manifatturiero la ricerca di partner da inserire nella propria catena di fornitura sfocia nella volontà di un controllo diretto.

CCIAA Vicenza: investimenti esteri nel Vicentino

 

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