Cronaca

Il dramma di Marano: il presunto omicida si è tolto la vita in carcere

Il dramma di Marano.

Durante la notte, alle ore 00.20, è stato associato alla Casa circondariale di Vicenza GRISOTTO Gelindo Renato nei cui confronti la Procura della Repubblica di Vicenza aveva emesso nella serata di ieri provvedimento di fermo di indiziato di delitto quale responsabile dell’ omicidio premeditato in persona di TESTOLIN Mario Valter, consumato nelle prime ore di ieri nelle adiacenze dell’ abitazione della vittima, alla via Molinetta di Marano Vicentino.
Il tempestivo intervento dei militari del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Thiene aveva consentito – in base alle segnalazioni sulla presenza per strada di una persona attinta da colpi d’ arma da fuoco – di individuare nel GRISOTTO l’ autore della condotta omicidiaria, posta in essere mediante esplosione di due colpi con un fucile di fabbricazione artigianale che lo stesso GRISOTTO aveva assemblato. I colpi avevano raggiunto il TESTOLIN dapprima alla schiena – con ogni probabilità la vittima volgeva in principio le spalle all’ aggressore – e successivamente al torace, attingendo organi vitali. I militari avevano immediatamente rinvenuto e sottoposto a sequestro all’ interno dell’ auto del GRISOTTO l’ arma da fuoco. Secondo la prima ricostruzione – confermata dal GRISOTTO nel corso dell’ interrogatorio – la causale del fatto omicidiario era riconducibile a risalenti contrasti tra l’ omicida e la vittima, connessi alla vendita di un terreno agricolo da parte del GRISOTTO, che avevano dato luogo anche una controversia giudiziaria in sede civile.
Nella serata di ieri – dopo l’ esecuzione da parte di militari del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Vicenza degli accertamenti per la rilevazione dei residui dello sparo sulla persona e gli indumenti del GRISOTTO e l’ audizione di persone informate – all’ interno della caserma della Compagnia Carabinieri di Thiene il magistrato di turno della Procura di Vicenza aveva sottoposto il GRISOTTO ad interrogatorio. Il GRISOTTO aveva confessato il gesto omicidiario, ricostruendo con lucidità e precisione i vari passaggi che lo avevano preceduto – aveva raggiunto con l’ auto la vittima mentre era intenta ad eseguire operazioni di carico di una cisterna collegata al mezzo agricolo, con la deliberata volontà di fare uso della rudimentale arma da fuoco che aveva portato con sé unitamente a quattro munizioni – parlando dell’ antico e mai sopìto rancore che nutriva nei confronti del TESTOLIN per asseriti torti subìti in seguito alla stipulazione dell’ atto di compravendita ed alle iniziative in sede giudiziaria intraprese dalla vittima.
Nel corso dell’ interrogatorio, da parte del magistrato e dei militari dell’ Arma aveva costituito oggetto di specifico approfondimento per un verso la causale della condotta – apparentemente sproporzionata rispetto all’ esito omicidiario – e sotto altro profilo eventuali patologie e disturbi psicologici e/o comportamentali, avuto riguardo anche alla situazione familiare (il GRISOTTO risultava coniugato con due figli, sebbene di fatto vivesse separato dai familiari all’ interno della comune abitazione). Lo stesso GRISOTTO durante l’ interrogatorio aveva dichiarato di non essere sottoposto a trattamenti terapeutici o farmacologici per disturbi comportamentali ed il medico curante – sentito già nella giornata di ieri dai militari dell’ Arma – aveva confermato tale circostanza, riferendo di avere sottoposto a visita alcuni anni addietro il GRISOTTO che lamentava disturbi depressivi e di avergli prescritto un consulto presso un centro specialistico, senza che tale indicazione avesse avuto seguito da parte del paziente.
Il magistrato aveva comunque dato disposizione ai militari dell’ Arma di rappresentare al personale della struttura carceraria – al momento dell’ ingresso nella Casa circondariale di Vicenza – la situazione di fragilità psicologica del GRISOTTO e l’ esigenza di sottoporre a sorveglianza il detenuto e nel c.d. biglietto di carcerazione del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Thiene era indicata espressamente tale necessità.
Nelle prime ore di questa mattina, alle ore 5,00, personale del Corpo di Polizia penitenziaria segnalava al medico di guardia che il GRISOTTO era stato rinvenuto appeso per i pantaloni ad una trave del vano doccia, all’ interno della cella. Il medico – dopo avere rimosso e disteso per terra il corpo con l’ ausilio degli agenti – rilevava segni evidenti di strozzamento al collo da impiccagione, assenza di reazione agli stimoli verbali e dolorosi, tracce ematiche sulla bocca e sulla maglietta e praticava il massaggio cardiaco, con applicazione successiva del defibrillatore. Dopo l’ intervento del personale del 118, alle ore 5,45 veniva certificato il decesso del GRISOTTO per assenza di battito, respiro e riflessi papillari e corneali.
Questa mattina, presso la Casa circondariale di Vicenza sono in corso di svolgimento attività d’ indagine – con acquisizione di rilievi fotografici, documenti ed assunzione di informazioni – da parte dello stesso sostituto Procuratore che aveva coordinato le attività di indagine sull’ omicidio nella giornata di ieri e di militari del Reparto Operativo della Comando provinciale Carabinieri di Vicenza per ricostruire le ultime ore di vita del GRISOTTO dopo l’ ingresso nella Casa circondariale ed accertare eventuali omissioni e/o negligenze. Nelle prossime ore sarà disposta l’ autopsia sul corpo del GRISOTTO.

Comunicato stampa per conto del Procuratore della Repubblica dott. Lino Giorgio BRUNO.

Il dramma di Marano: il presunto omicida si è tolto la vita in carcere
Compagnia Carabinieri di Thiene

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