sabato , 19 Giugno 2021
Palazzo Thiene, a Vicenza (Foto di Didier Descouens - CC BY-SA 4.0)
Il cortile principale di Palazzo Thiene, a Vicenza (Foto di Didier Descouens - CC BY-SA 4.0)

Palazzo Thiene, il consiglio comunale approva l’acquisto

Palazzo Thiene, il consiglio comunale approva l’acquisto dello storico immobile ex sede della Banca Popolare di Vicenza con 28 voti a favore e uno contrario
Sindaco Rucco: “Un momento epocale per Vicenza, un progetto lungimirante che migliorerà la vita in città e potrà essere leva di un indotto culturale ed economico straordinario”

Con 28 voti a favore e uno contrario il consiglio comunale ha dato il via libera all’acquisizione, per quasi 4,3 milioni di euro, nel patrimonio del Comune di Palazzo Thiene, storico immobile simbolo della città, patrimonio Unesco, ex sede della Banca Popolare di Vicenza.

“Ci troviamo davanti ad un momento epocale per la nostra città – ha dichiarato nel suo intervento di presentazione il sindaco di Vicenza Francesco Rucco –. L’acquisizione di Palazzo Thiene rappresenta una svolta essenziale sotto diversi punti di vista. In epoca pandemica abbiamo dato ascolto e priorità sanitarie e sociali. Ora è tempo di affiancare all’emergenza un progetto lungimirante che migliorerà la vita in città e potrà essere leva di un indotto culturale ed economico straordinario”.

“L’operazione che ci accingiamo a compiere coniuga il passato con il futuro nostro e dei nostri figli – ha precisato il sindaco –. Abbiamo visto tutti la maestosità di Palazzo Thiene e delle opere d’arte in esso contenute: al di là delle indiscutibili suggestioni ed emozioni che esso suscita nell’individuo quando si trova nel personale rapporto intimo con lo stesso, ci troviamo a contatto con un legame profondissimo tra il nostro presente e una meticolosa, stretta ricostruzione dei rapporti originali che legavano l’opera ad altre opere d’arte, ai loro autori, ai committenti-mecenati, al tessuto storico che ne ha permesso la realizzazione.
Aprire le porte di Palazzo Thiene rendendo fruibile ai visitatori significa permettere innanzitutto la conoscenza spesso inedita di opere d’arte preziose, uniche facenti parte del patrimonio culturale italiano a Vicenza, rendere la città protagonista del suo tempo, conservare vivi e funzionanti i rapporti con gli antichi maestri che ci hanno lasciato in eredità tanta bellezza. Ci permetterà di allargare l’offerta culturale ai turisti, con relativa attrazione degli stessi attraverso la gestione di un polo museale irrinunciabile di straordinaria levatura, ma soprattutto mettere a disposizione l’opportunità di guardare, comprendere, godere le opere contenute e di creare una rete con le biblioteche storiche di Vicenza. Attraverso lo studio dei documenti d’archivio, delle fonti avremo in mano il mezzo, lo strumento per la ricostruzione storica e la base su cui poter fondare un apprezzato giudizio storico.
Si sta aprendo una nuova stagione culturale: possiamo restituire l’immagine della nostra società, quella della città di Vicenza e dei suoi rapporti con la Serenissima Repubblica nell’età Rinascimentale, Barocca e Moderna in senso globale, creando una rete carica di futuro in un continuo andirivieni tra ritorno del passato e sensibilità del presente.
Chiudo con un riferimento ben preciso richiamando all’appello uno dei busti in marmo di Carrara presenti a Palazzo Thiene, quello di Pietro Baratta che rappresenta un giovane efebico il cui capo è coronato da foglie di palma e indossa una sorta di lorica decorata sul davanti da una protome leonina: la corona di palma è stata interpretata come simbolo della Vittoria, dell’Onore e del Premio mentre la testa leonina come riferibile ai concetti di valore, forza e coraggio: ebbene, abbiamo qui, noi, oggi, il coraggio di fare un grande passo avanti per restituire ai cittadini un tassello essenziale di storia e cultura della nostra amata città”.

Tra i vari ordini del giorno presentati durante il dibattito consiliare è stato approvato quello presentato dai consiglieri di maggioranza Gioia Baggio, Alessandra Lolli, Roberto Cattaneo, Roberto D’Amore e Matteo Reginato e presentato dalla presidente della commissione cultura Caterina Soprana che impegna il sindaco e la giunta ad affrontare il tema della futura gestione di Palazzo Thiene in considerazione del suo essere museo civico, esplorando ogni possibilità e convenienza in merito, coinvolgendo le rappresentanze consiliari nell’individuazione del sistema di gestione più adeguato attraverso eventuali collaborazioni con idonei soggetti terzi come enti, fondazioni, associazioni cittadine e soggetti privati.
Nell’ordine del giorno si impegnano sindaco e giunta anche a valutare se sussistono i presupposti sia economici che strutturali per una gestione in proprio (ossia in house) di Palazzo Thiene e della sua collezione e di coinvolgere l’opinione pubblica, soprattutto vicentina, mediante una chiara e puntuale informazione sul futuro utilizzo dell’immobile.

La cifra per l’acquisto del palazzo, comprensiva delle imposte di legge esclusa l’Iva, ammonta complessivamente a 4.472.200 euro ed è stata definita a seguito di una perizia dei tecnici dell’Agenzia delle entrate che, seguendo il metodo comparativo, hanno confrontato i dati di cinque palazzi limitrofi, simili per localizzazione, stato, importanza e destinazione, venduti tra il 2014 e il 2020.

Verrà acceso un mutuo da 4 milioni e mezzo di euro per 30 anni a un tasso fisso dell’1,4%. La rata annua di ammortamento sarà pari a 190 mila euro.

Per quanto riguarda le collezioni artistiche custodite a Palazzo Thiene, il Comune definirà con la proprietà Immobiliare Stampa e il liquidatore fallimentare della Banca Popolare l’inventario delle opere museali presenti nel palazzo e vincolate a rimanervi. Tale inventario sarà allegato all’atto di rogito.

L’edificio è suddiviso in due parti: una parte espositiva di 3.368 mq e una parte uffici di 2.934 mq, per un totale di 6.572 mq di superfici lorde.

 

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