mercoledì , 27 Ottobre 2021
Milk day

Milk day: domani 1° giugno, la giornata mondiale del latte

Coldiretti Vicenza, Milk day: domani la giornata mondiale del latte, l’oro bianco del Veneto vale 500mln di euro, è crisi nelle stalle.

Oltre 3mila aziende con 262.500 capi totali che producono 10milioni di quintali di latte all’anno ed una filiera regionale che sviluppa un valore che supera abbondantemente i 500milioni di euro. Sono la punta di diamante di un comparto strategico per il Veneto, che con un patrimonio regionale zootecnico di tutto riguardo, che comprende anche ovi caprini, è ricordato da Coldiretti per qualità ed eccellenza casearia, in occasione  della ricorrenza del Milk Day, la Giornata mondiale del latte istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite che verrà celebrata domani, 1 giugno, in concomitanza con la riapertura del servizio al bancone ed al tavolo al coperto nella ristorazione in tutta Italia.

“L’oro bianco – spiega Coldiretti Vicenza – è minato dalle speculazioni: la razione alimentare di una bovina è aumentata del 30%, i costi di produzione di un litro di latte nell’ultimo semestre, secondo Ismea, sono cresciuti del 6%. Lo stesso litro di latte mediamente viene pagato dalle industrie di trasformazione all’allevatore 36/37 centesimi: si sta ancora una volta producendo sotto costo”. È l’analisi di Coldiretti Veneto, che denuncia come l’emergenza Covid abbia innescato un cortocircuito sul fronte delle materie prime, con rincari insostenibili per l’alimentazione degli animali nelle stalle dove vengono riconosciuti compensi per il latte più bassi degli scorsi anni.

“Tutte le materie prime, in particolare le proteiche, sono schizzate in alto – aggiunge Coldiretti Vicenza – con la soia che da 33 euro il quintale ha raggiunto picchi di 60, assestandosi ora sui 55/56, il mais da 17 è passato a 28 euro, il girasole da 17 a 27 euro, la colza aumentata del 60% e la paglia da 6/7 euro è passata a 12 euro. Bene, dunque, la richiesta del presidente nazionale Coldiretti, Ettore Prandini, di chiedere un’immediata convocazione al Ministero delle Politiche agricole del tavolo sul latte, per affrontare un’emergenza diventata insostenibile”.

La situazione interessa direttamente il patrimonio zootecnico regionale. Il Veneto, ed il Vicentino in particolare, realizza un’eccellenza casearia di assoluto pregio, visto che più del 60% del latte è impiegato per le pezze blasonate: per il Grana Padano si impiegano più di 4 milioni di quintali di latte, per l’Asiago quasi 2 milioni, altrettanto significativa è la quantità per il Montasio, il Piave, il Provolone Val Padana. Chiudono la classifica il Monte Veronese e la Casatella Trevigiana.

“Un settore importante – commenta Coldiretti Vicenza – minato anche dalle troppe fake news che vengono diffuse in rete dove si trovano “falsi” di ogni tipo, come la bugia che bere latte sarebbe dannoso, perché è un alimento destinato all’accrescimento di cui solo l’uomo, tra gli animali, si ciba per tutta la vita. In realtà, il latte di mucca, capra o pecora rientra da migliaia di anni nella dieta umana, al punto che il genoma si è modificato per consentire anche in età adulta la produzione dell’enzima deputato a scindere il lattosio, lo zucchero del latte”.

Il filone di pensiero che ritiene opportuno bandire i latticini dall’alimentazione si basa sul China Study, un’indagine epidemiologica svolta a partire dal 1983 in Cina, i cui risultati sono stati ritenuti inattendibili dalla comunità scientifica e dall’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. Tra le trovate anche quella che con il latte si ingeriscono sostanze inquinanti e ormoni mentre latte, yogurt, formaggi e burro sono assolutamente sicuri e salubri perché soggetti a rigidi controlli e l’uso di ormoni è vietato in Italia e in tutta Europa. “È altrettanto falsa – conclude Coldiretti Vicenza – l’informazione che il consumo di latte aumenti il rischio di osteoporosi, “rubando” calcio allo scheletro, infatti, proprio i prodotti lattiero caseari sono una fonte privilegiata di calcio, sia per la notevole quantità presente che, soprattutto, per la sua “biodisponibilità”. I falsari dell’informazione sostengono, poi, che il latte sarebbe nemico del cuore e delle arterie, mentre proprio il suo consumo influisce positivamente su ipertensione e diabete”.

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