giovedì , 15 Aprile 2021
Roberto Ciambetti

Vicenza: Ciambetti – Un esercito silenzioso in campo per arginare l’epidemia

Il Veneto può cogliere gli obiettivi delle vaccinazioni se arriveranno le dosi necessarie.

“Credo che noi tutti si debba essere ancora una volta grati a quanti in questi giorni si sono prodigati per accelerare al massimo la campagna di vaccinazione che non si è interrotta durante le festività pasquali: medici, infermieri, operatori sanitari e volontari che si sono avvicendati garantendo un servizio e dimostrando che il Veneto potrebbe raggiungere nei tempi previsti gli obiettivi fissati a patto che giungano nella nostra Regione tutte le dosi necessarie”.

Dopo aver fatto visita nella giornata di Pasqua al centro vaccinazioni dell’Ulss 8 alla Fiera di Vicenza, il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha continuato anche nel Lunedì dell’Angelo le sue visite “incontrando medici, infermiere e infermieri e tantissimi volontari e non solo nei centri di vaccinazione – ha detto Ciambetti – Ritrovare gli Alpini, ad esempio, alla Basilica di Monte Bericoche controllavano e gestivano  ingressi e uscite dei pellegrini,  è stato un momento toccante non solo per il valore simbolico del luogo così importante e non solo per i Vicentini, ma anche per la grande cortesia e attenzione messa in campo.

C’è un esercito silenzioso che è all’opera per il bene di tutti e bisogna sottolineare questa disponibilità niente affatto scontata”.

Parlando poi dell’analisi della Camera di Commercio sull’andamento dei decessi in Veneto, con le province di Verona e Vicenza che segnano dati superiori alla media nazionale, il presidente Ciambetti non si è detto sorpreso: “il dato era previsto e già delineato nel rapporto Benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat pubblicato un mese fa e da cui sappiamo che il tasso di mortalità in Veneto era decisamente aumentato durante la seconda ondata.

La diminuzione dell’aspettativa di vita nella nostra Regione – spiega Ciambetti – è comunque contenuta e rimane tra le più elevate in Italia, ma ciò non toglie l’amarezza per aver visto uscire di scena,  e in maniera drammatica, quella generazione che ha trasformato il Veneto da terra di emigrazione e povertà in uno dei motori del manifatturiero europeo: parlo di chi è nato prima della Seconda Guerra Mondiale e che fu protagonista della trasformazione del Veneto da società rurale alla realtà post-industriale dei nostri giorni.

Oggi tocca a noi – ha concluso Ciambetti – continuare la loro lezione: non abbiamo le rovine della guerra, ma c’è un mondo, non solo nell’economia,   da ricostruire e rilanciare. Lo dobbiamo ai nostri figli. Lo dobbiamo ai nostri genitori e nonni.

Ecco allora che la straordinaria disponibilità,  che tocchiamo con mano ogni giorno negli ospedali, nelle strutture sanitarie, nei centri di vaccinazione, tra medici, personale infermieristico, operatori sanitari e volontari,  si trasforma, senza retorica ma con la concretezza della solidarietà e della professionalità, nella prima pietra della rifondazione”

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