sabato , 19 Giugno 2021
Schio: in 5 anni 105 sanzioni

Schio: in 5 anni 105 sanzioni ai nomadi, nessuna pagata

Schio: in 5 anni 105 sanzioni e 57 decreti ingiuntivi ai nomadi per campeggio abusivo e altre violazioni del CDS. Nessuna sorpresa, nemmeno un  verbale è stato pagato.

A margine dell’interrogazione al sindaco presentata due settimane fa dal capogruppo di SchioCittà Capoluogo Alex Cioni, emergono i dati nudi e crudi sul fenomeno delle carovane di nomadi che tanto fanno discutere in città.
Nell’interrogazione il consigliere comunale del centrodestra ha sottolineato che grazie alla modifica del Regolamento di Polizia urbana voluto dall’amministrazione Orsi il << fenomeno ha effettivamente avuto un notevole calo >>.
Pur tuttavia, l’articolo 41 grazie al quale viene stabilito il divieto di campeggio in aree pubbliche e private << non si è dimostrato uno strumento risolutivo nonostante gli sforzi impressi dall’amministrazione comunale e dalle forze dell’ordine >> – ha sottolineato Cioni. Va evidenziato che non è sufficiente sostare con un caravan per essere sanzionabili ma deve esserci contestualmente l’evidenza di un campeggio o attendamento non autorizzato così come previsto dal Codice della strada.
Nonostante alcuni limiti dovuti alle normative nazionali, negli ultimi 5 anni sono state 105 le sanzioni emesse per molteplici violazioni del Regolamento comunale e delle norme del Codice della strada, mentre sono state 57 le ordinanze d’ingiunzione. Nessuno dei verbali è stato pagato.
<< All’interno di queste comunità permane una diffidenza atavica e viscerale nei confronti della legalità e del rispetto delle leggi non più tollerabile – spiega il consigliere Cioni. Considerato poi che buona parte delle carovane di nomadi segnalate sono residenti da molti anni nell’alto vicentino e hanno minori in carico, sarà mia cura contattare i Servizi sociali del Comune per verificare se i minori frequentano regolarmente il percorso scolastico e se vengono monitorati >>.
Secondo il capogruppo ed esponente di Fratelli d’Italia << i bambini sono delle vittime in quanto costretti a crescere in contesti inadeguati e in un brodo culturale che li imprigiona all’interno di un modello di vita profondamente nocivo. Nel rispetto delle norme in vigore, è lì che bisogna intervenire >> – ha concluso Cioni.

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